Cronaca
Il Centro di dialettologia assume un collaboratore scientifico torinese e nel Dipartimento cultura c'è maretta... Ironia della sorte, ha tenuto un seminario sul termine 'badìn'. Ma con 'Prima i nostri' almeno nella pubblica amministrazione come la mettiamo?
La segnalazione, circostanziata, ci giunge da persona nota e bene informata, che si chiede se non c'erano profili corrispondenti tra i giovani laureati ticinesi
BELLINZONA – C’è un po’ di maretta all’interno del Dipartimento cultura per l’assunzione di un collaboratore scientifico al Centro di dialettologia diretto da Franco Lurà. Ci limitiamo a registrare la segnalazione che ci giunge da persona nota e bene informata, ma che ovviamente chiede l’anonimato, la quale si domanda se era proprio necessario assumere a tempo parziale un giovane proveniente da Torino e se non ci fossero profili corrispondenti tra i neolaureati ticinesi.

Senza voler seguire assolutamente l’onda populista non possiamo trascurare il chiaro voto popolare in favore dell’iniziativa Prima i nostri e le discussioni politiche che ne sono seguite.

Il giovane in questione, di cui omettiamo il nome per sua tutela, è stato assunto lo scorso anno, non è noto se prima o dopo il voto popolare del 25 settembre, ma indipendentemente da questo, sensibilità vorrebbe che...
Non mettiamo in dubbio le sue qualifiche e le sue capacità, ma i segnali popolari vanno ascoltati. Ironia della sorte, nell’ottobre scorso il giovane collaboratore ha tenuto insieme al direttore un seminario filologico su due termini dialettali molto usati in Ticino, soprattutto il primo: ‘badìn’ e ‘maiacrauti’






Pubblicato il 11.01.2017 22:25

Guarda anche
Cronaca
La gara di solidarietà alla quale partecipano diverse aziende, è in pieno svolgimento. La spedizione ticinese (VIDEO) sta portando in Abruzzo tre potentissime frese in grado di sgomberare enormi quantità di neve. E domenica 5 febbraio grande evento di beneficenza al Beach di Ascona
Cronaca
Tra i pesci vittima di questo grave episodio di inquinamento, che ha compromesso la vita di un lungo tratto del fiume, c'è invece una sola trota lacustre, che misura 47 centimetri
Cronaca
Dall'Italia una straordinaria testimonianza rilancia il tema dell'eutanasia. La storia di Fabiano Antoniani, 39 anni, diventato cieco e tetraplegico a causa di un incidente in macchina: "Non ho perso subito la speranza. In questi anni ho provato a curarmi, anche sperimentando nuove terapie. Purtroppo senza risultati. Da allora, mi sento in gabbia. Non sono depresso. Ma non vedo più, e non mi muovo più". GUARDA IL VIDEO