Quarto Potere
Tutto vero. Il Corriere del Ticino conferma l'anticipazione di Liberatv: Matteo Pelli sarà il nuovo direttore di Teleticino e manterrà anche la direzione di Radio3i
Il Gruppo che controlla l'emittente di Melide precisa anche il futuro dell'attuale direttrice Prisca Dindo: "Sarà a capo delle Relazioni esterne, incarico che include l'organizzazione di eventi e altre mansioni multimediali. Nelle prossime settimane la ratifica delle nomine da parte del Consiglio d'Amministrazione"
MELIDE - Tutto vero. Il Corriere del Ticino conferma la notizia anticipata stamane da Liberatv circa la prossima nomina di Matteo Pelli alla direzione di Teleticino. 
 
Il Gruppo del CdT, che controlla l'emittente di Melide, precisa anche il futuro dell'attuale direttrice Prisca Dindo, attraverso un comunicato dell'Amministratore delegato Marcello Foa. 
 
"Riguardo alle indiscrezioni circolate in queste ore su cambiamenti ai vertici di TeleTicino - si legge nella nota - il Gruppo del Corriere del Ticino precisa che sono allo studio la promozione di Prisca Dindo alla direzione generale del Gruppo con l'incarico di direttrice delle Relazioni esterne, incarico che include l'organizzazione di eventi  e altre mansioni multimediali, e quella di Matteo Pelli a cui è stata proposta la direzione di TeleTicino, oltre a quella della radio, nell'ambito di un innovativo progetto multimediale".
 
"Tali nomine - termina il comunicato - saranno proposte prossimamente all'approvazione dei CdA del Corriere del Ticino, di TeleTicino e di Radio3i. Nelle prossime settimane seguiranno comunicazioni ufficiali al riguardo. Nel frattempo la presidenza e la direzione del Gruppo esprimono gratitudine per l'eccellente lavoro svolto finora sia da Matteo Pelli sia da Prisca Dindo e apprezzamento per l'entusiasmo con cui entrambi hanno accolto la prospettiva di una nuova sfida professionale".


Pubblicato il 01.03.2017 17:23

Guarda anche
Quarto Potere
Il dibattito sulla No Billag, da un paio di mesi, è molto acceso sui social, sui siti e, in parte, anche sui giornali. Sulle radio e sulle televisioni che invece beneficiano dell’oggetto del contendere, il canone, non esiste. O per meglio dire esiste soltanto come noioso e doveroso oggetto di cronaca
Quarto Potere
Il presidente della CORSI ci scrive dopo la nostra recensione della serie tv della RSI che ha mandato su tutte le furie i cacciatori: "Ciò che mi è piaciuto del commento è la chiara e onesta distinzione fra la responsabilità autoriale e quella aziendale: un prodotto mal riuscito non deve portare alla condanna di tutta l'azienda!"
Quarto Potere
La scena che ha scatenato le ire degli appassionati dell’attività venatoria, è quella in cui un cacciatore prima fa la pipì, poi sorseggia della grappa e, infine, spara per errore a una ragazzina uccidendola. La provocazione è forte, e potrebbe anche essere interessante, ma è talmente costruita e raccontata male - sia prima che dopo la fucilata - da risultare un “bimbicidio” da caccia grottesco. Il problema, insomma, è la qualità del prodotto più che i suoi contenuti
Quarto Potere
Capitolo costi. La Federazione dei cacciatori ha scritto a Maurizio Canetta che sarebbe interessante conoscere la spesa sostenuta dalla RSI per realizzare il prodotto. Da Comano, a livello ufficioso, si limitano a far filtrare che la produzione è costata la metà di quanto normalmente costa una serie televisiva della SSR. Ma niente cifre
  • Le più lette