Salute e Sanità
All'Ente ospedaliero c'è un primario frontaliere. Il presidente dei medici, Franco Denti: "Sono basito. Il domicilio dovrebbe essere il requisito minimo per quel ruolo"
Protagonista del caso che oggi vi raccontiamo è un medico al quale, per carità, non si può rimproverare nulla. La 'colpa' è semmai dell'EOC. E, considerato il clima da caccia alle streghe che si respira di questi tempi ci asteniamo dal fornire ulteriori dettagli su di lui...
di Marco Bazzi

Forse racconteranno che è un altro piccolo (per quanto non trascurabile) dettaglio sfuggito al controllo burocratico a causa della fretta e di ben più seri problemi incombenti... Forse diranno che hanno già pensato che si tratta di una situazione da ‘sanare’… Che ci stanno lavorando, insomma… O forse risponderanno che non erano a conoscenza del caso…

Sia quel che sia, ci pare francamente inaccettabile che un primario di un ospedale pubblico risieda in Italia e abbia lo statuto di frontaliere. E che quindi, al di là delle imposte alla fonte, in Ticino lasci poco o nulla di quel che guadagna (dalle tasse all’indotto, affitto, consumi, e via dicendo).

È inaccettabile non che abbia la cittadinanza italiana, sia chiaro, ma che non viva nel Paese in cui lavora. Perché qui non stiamo parlando di un infermiere o di un capo-clinica. Ma di un primario, dunque di un medico che ricopre un ruolo di alta responsabilità e che per questo viene debitamente remunerato. Stiamo parlando, per di più, di un primario (anzi, di un pluri-primario) dell’Ente ospedaliero cantonale.

Protagonista del caso che oggi vi raccontiamo è un medico al quale, per carità, non si può rimproverare nulla. E, considerato il clima da caccia alle streghe che si respira di questi tempi ci asteniamo dal fornire ulteriori dettagli su di lui. La cui unica ‘colpa’ è semmai quella di non aver ritenuto spontaneamente opportuno di trasferirsi in Ticino quando una decina di anni fa i vertici dell’Ente ospedaliero lo nominarono primario e direttore sanitario di una struttura ospedaliera.
Ma toccava proprio ai vertici dell’EOC porre al medico la condizione della residenza. Conditio sine qua non… come dicevano i latini.

Nel frattempo il medico in questione è stato nominato primario anche all’Ospedale regionale di Lugano, e ora è diventato, o sta per diventare, primario in un ospedale del Sopraceneri.

Si sa che in alcune zone del Ticino la gente è un tantino più sensibile sul tema dei ‘forestieri’, e vedere il neo primario arrivare al lavoro con un’auto targata Italia ha suscitato più di un mugugno.

Dopo le opportune verifiche, abbiamo chiesto una reazione a caldo sul caso al presidente dell’Ordine dei medici, nonché deputato, Franco Denti. Dichiarazione lapidaria, la sua, ma che non lascia spazio a interpretazioni: “Cosa vuole che le dica: sono basito! Almeno il domicilio, se non la nazionalità svizzera, dev’essere il requisito minimo da richiedere a un primario, soprattutto se si tratta di un primario dell’EOC”.



Pubblicato il 28.03.2017 16:50

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