Cronaca
Rivoluzione taxi. Arriva 'Zulu', l'applicazione che dimezza le tariffe. I promotori: "Non siamo una compagnia di taxi, mettiamo semplicemente a disposizione dei professionisti un sistema che ha l’obiettivo di trasformare i clienti da occasionali a regolari. Ecco come...”
"Vogliamo semplicemente portare le tariffe a un livello sostenibile così da generare una massa critica che porti ad estendere l’utilizzo dei taxi. Il principale costo del taxi è dovuto al fatto che stanno troppo fermi in attesa: se faccio il doppio delle corse posso lavorare a tariffe più basse”
Foto: TiPress/Benedetto Galli
LUGANO - Diciamocelo chiaramente: oggi in Ticino il taxi è un lusso che ci concediamo soltanto se siamo costretti a utilizzarlo, per andare in stazione o all’aeroporto con le valigie, soprattutto se viviamo in zone poco servite dai mezzi pubblici... Prendiamo solo le tariffe dei taxi in servizio a Lugano: tra i 15 e i 20 franchi per una corsa urbana e tra i 35 e i 40 franchi per una extraurbana, vale a dire per raggiungere i comuni limitrofi. Per uno spostamento andata e ritorno parliamo di somme minime tra i 30 e i 70 franchi.

Certo, a volte la sera se si è alzato il gomito è meglio la spesa che rischiare la patente, e si è in due o più ci si può dividere il costo… Ma resta il dato di fatto: per prendere un taxi bisogna svenarsi. Ed è questo il motivo per cui nelle città ticinesi di taxi che circolano se ne vedono pochi. E di solito ci son su i turisti.

Ma se i taxi circolassero di più, se più gente se ne servisse, costerebbero di meno. È un po’ il concetto dell’economia di scala… Ma come raggiungere questo obiettivo senza aprire le porte al mondo selvaggio di Uber, la rete di taxi non ufficiali che da San Francisco ha preso piede in tutto il mondo?

È la domanda che si sono posti Daniele Sestagalli, sviluppatore di applicazioni per smartphone e altri supporti, l’imprenditore Stefano Barone e il fiduciario Oliver Camponovo. È così nato il progetto “Zuluride”, sviluppato da Zulu mobility technologies.

“Verso la fine dell’anno scorso – racconta Sestagalli - ho pensato che ci fosse la necessità in Svizzera di avere un’alternativa a Uber. I taxisti in Europa continuano a protestare contro questo sistema, denunciando una concorrenza sleale, ma finora nessuno ha pensato di fare concorrenza a Uber. Forte della mia esperienza di ormai sei anni di sviluppo di software, con il mio team statunitense ho iniziato a immaginare una tecnologia che fosse legale in qualunque paese d’Europa. Secondo noi la strategia di Uber è stata quella di un’azienda americana che non conosce le regole che vigono in Europa. Ma non si può sempre pensare che i soldi comprano il mercato e di poter ignorare le leggi”.

Ho incontrato in Stefano Barone, prosegue Sestagalli, “l’esempio dell’imprenditore di successo capace di portare fino in fondo i progetti, e in Oliver un esperto del mondo fiscale e del venture capital. Così abbiamo iniziato. Ora dopo aver testato le nostre tecnologie abbiamo deciso di uscire allo scoperto per vedere cosa pensasse la gente del nostro progetto. Inizialmente abbiamo immaginato che fosse sufficiente un’applicazione per chiamare i taxi. Ma restava il problema delle tariffe: non puoi fare concorrenza a quelli di Uber se non applichi prezzi simili ai loro”.

Così, Sestagalli ha iniziato a porre una domanda a un po’ di gente: “Quand’è stata l’ultima volta che hai preso un taxi?”.

“Dovevano pensarci per rispondere – dice -. Il che significa che in Ticino non si usa prendere il taxi, perché non esiste un vero e proprio servizio taxi. I prezzi sono proibitivi. Noi vogliamo semplicemente portare le tariffe a un livello sostenibile così da generare una massa critica che porti ad estendere l’utilizzo dei taxi. Il principale costo del taxi è dovuto al fatto che stanno troppo fermi in attesa: se faccio il doppio delle corse posso lavorare a tariffe più basse”.

“Abbiamo iniziato a chiudere i primi contratti e abbiamo già un centinaio di taxisti interessati e che sono disposti a lavorare alle nostre tariffe e da quest’estate saremo operativi – spiega Stefano Barone -. Siamo semplicemente una piattaforma che procura clienti ai taxisti, che possono sempre accettare se prendere o rifiutare la chiamata”.

Ma di che tariffe parliamo?

“Pratichiamo un prezzo fisso a chilometro e a minuto e una tariffa iniziale di chiamata di 4 franchi identica giorno, notte e festivi – aggiunge l’imprenditore -. Nel momento in cui il cliente inserisce la destinazione nell’applicazione ‘Zulu’, il sistema calcola percorso, tempo e tariffa. Garantiamo sempre al nostro utente che il suo taxi lo porterà a destinazione nel minor tempo possibile e seguendo il percorso migliore”.

La tariffa di base è 1,90 franchi al chilometro e di 35 centesimi al minuto. Circa la metà delle tariffe attuali.

“Ma più taxisti aderiranno e più clienti utilizzeranno il sistema più saremo in grado di cambiare il mercato – dice Sestagalli -.  Abbiamo inoltre deciso di devolvere in beneficienza l’1% del ricavo delle corse. Per una questione di etica. Le donazioni andranno per metà alla Rega e per metà alla Croce rossa. Ogni anno, nonostante la Svizzera sia uno dei paesi con meno incidenti automobilistici, si contano 256 morti. Forse se la gente usasse di più i taxi in certe occasioni ci sarebbero meno incidenti e meno traffico… Un’ultima cosa: una donna può chiamare un’autista donna, e in questo caso la donazione va a Surgir che sostiene i diritti delle donne”.

Il Ticino è una piattaforma di sperimentazione, dice ancora Barone. “Forse per la prima volta è il banco di prova di un progetto di respiro nazionale e internazionale. Tra l’altro, parlando del nostro cantone, uno dei problemi con cui si trovano confrontati i taxisti ticinesi è la concorrenza sleale dei taxisti italiani che fanno corse in Ticino. Chi aderisce al nostro progetto potrà continuare a praticare la propria tariffa attuale. Sono taxisti indipendenti, con licenza ufficiale, e possono decidere se accettare la chiamata o privilegiare altri clienti. Ma se accettano le chiamate provenienti dalla nostra applicazione devono lavorare alle nostre tariffe. Credo nella tecnologia a supporto delle imprese e la nostra applicazione non fa che migliorare un servizio già esistente grazie a una tecnologia di alto livello e renderlo fruibile ad un’ampia fascia di persone. Sia chiaro: non siamo una compagnia di taxi, mettiamo semplicemente a disposizione dei professionisti un sistema che ha l’obiettivo di trasformare i clienti da occasionali a regolari”.

emmebi

Per ulteriori approfondimenti sul progetto, consulta il sito web ridezulu.com.






Pubblicato il 27.05.2017 15:34

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