Cronaca
Torino, esplode un petardo in piazza San Carlo. Tra gli oltre 20'000 tifosi che seguono la finale Juve-Real in diretta scoppia il panico. La sindrome per l'allarme bomba provoca 1'527 feriti, 5 dei quali gravi
Un bambino di sette anni e mezzo, una ragazza di 27 e una terza persona, una donna, sono in condizioni molto critiche, in coma farmacologico. GUARDA IL VIDEO
TORINO - È salito a 1’527 feriti, 5 dei quali gravi, il bilancio del panico di massa in piazza San Carlo a Torino, dove era stato allestito un maxi schermo per la finale Juve-Real. Alla partita assistevano secondo le stime delle autorità tra le 20mila e le 30mila persone.

È stata prima l’esplosione di un piccolo petardo, dopo il terzo gol del Real, e poco dopo la caduta del parapetto del parcheggio sotterraneo, a generare i due forti rumori che hanno seminato il panico tra la folla. Lo scoppio non è stato particolarmente fragoroso ma è stato sufficiente perché qualcuno gridasse “attentato”.

La psicosi della bomba è stata amplificata da un secondo rumore, quello provocato dalla caduta del parapetto del parcheggio, appunto. Anche la gente che si trovava in quella zona ha iniziato a correre ed è scoppiato un putiferio. C’era chi scappava nei sotterranei del parcheggio, chi citofonava alle case per farsi aprire, chi provava a entrare nei locali…

Un bambino di sette anni e mezzo, una ragazza di 27 e una terza persona, una donna, sono in condizioni molto critiche, in coma farmacologico.




Pubblicato il 04.06.2017 18:06

Guarda anche
Cronaca
Coloro che si rifanno alla dottrina estrema del salafismo che vuole riportare l’islam ai primordi sono in continuo aumento nel paese, una crescita esponenziale considerato che nel 2011 erano 3.850, nel 2015 8.350 e nel 2017 10.000
Cronaca
Angioni traccia un quadro del rischio terrorismo in Europa dopo l'ultimo attentato a Barcellona. Il problema, spiega, non è l'Isis: "È la sua influenza ideologica che rischia di permanere anche qualora dovesse essere fisicamente eliminato. La sua eliminazione fisica non risolverà il problema, anche perché abbiamo imparato che queste organizzazioni e queste sigle cambiano ma il problema resta"
Cronaca
Oggi per lo storico capo della Scientifica è stato l'ultimo giorno di lavoro. Nasconde la nostalgia dietro una frase lapidaria: “Da oggi si cambia. Tutto qui…”. Niente lacrimucce, bando alla commozione... Ma siamo certi che oggi quei 37 anni gli sono passati davanti agli occhi come la pellicola di un film, con il loro carico di ricordi, di successi, di sconfitte, di immagini, di volti, di incontri…
Cronaca
Il caso è stato segnalato da un passeggero che si è accorto del problema questa mattina all'alba mentre aspettava il primo treno per Locarno