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Pubblicata la domanda di costruzione per la nuova centrale del Ritom. Il progetto prevede un investimento complessivo di 250 milioni
La nuova centrale del Ritom sostituirà quella costruita dalle FFS nel 1917 a Piotta e sarà edificata tra quest’ultima e la Centrale Stalvedro di AET
© Ti-Press / Gabriele Putzu
AIROLO - Ritom SA, la società titolare della concessione per lo sfruttamento delle acque del Ritom partecipata al 75% dalle Ferrovie Federali Svizzere (FFS) e al 25% dal Cantone Ticino con AET, ha pubblicato oggi la domanda di costruzione per la nuova centrale del Ritom.

 

La nuova centrale del Ritom sostituirà quella costruita dalle FFS nel 1917 a Piotta e sarà edificata tra quest’ultima e la Centrale Stalvedro di AET. Il progetto prevede l’installazione di due turbine da 60 MW di potenza l’una: la prima sarà accoppiata a un generatore da 16.7 Hz per l’approvvigionamento della rete ferroviaria di FFS, mentre la seconda muoverà un generatore da 50 Hz per l’approvvigionamento della rete cantonale di AET. Un convertitore di frequenza permetterà di collegare le due reti, garantendo la massima flessibilità d’esercizio. L’impianto sarà infine dotato di una pompa da 60 MW, che consentirà di ottimizzare l’accumulazione di acqua nel Lago Ritom e nel bacino di Airolo di AET.

 

Il rinnovo dell’impianto del Ritom rappresenta un contributo importante alla strategia energetica delle FFS per la regione meridionale della propria rete e risponde alle sfide poste dal continuo aumento di fabbisogno energetico con lo sviluppo dell’offerta ferroviaria nell’orizzonte 2030. Grazie alla nuova centrale il Ticino potrà essere alimentato «in isola», rendendo possibili gli interventi di evacuazione del materiale rotabile bloccato nel tunnel di base del San Gottardo in caso di emergenza.

 

Il Cantone e AET, dal canto loro, acquisiscono la possibilità di sfruttare il 50% delle acque ticinesi del Lago Ritom, migliorando la capacità e la flessibilità della catena produttiva della Leventina. Un risultato in linea con gli obiettivi della politica energetica cantonale, che prevede l’incremento della produzione di energia rinnovabile e della sicurezza della rete regionale da 50 Hz.

 

Per i comuni della regione la costruzione del nuovo impianto rappresenta invece un importante investimento, che mette al sicuro il futuro di un intero comparto produttivo con ricadute positive su tutta l’economia del territorio.

 

Il progetto, che prevede un investimento complessivo di ca 250 milioni di franchi, offrirà infine l’occasione per riqualificare la sponda sinistra del Ticino e della zona Piora, con particolare riguardo agli aspetti ambientali e territoriali. Il nuovo impianto utilizzerà le risorse idriche del Ritom in modo più efficiente e la sua realizzazione sarà accompagnata da numerosi interventi di valorizzazione ambientale, paesaggistica e naturalistica. Tra questi un bacino di demodulazione da 100'000 m3 posto ai piedi della centrale, che permetterà di stabilizzare i deflussi nel fiume Ticino.



Pubblicato il 13.06.2017 15:38

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