Cronaca
A margine della polemica sulla Bacchica, ci scrive Nicola Simoneschi: "Quando torno a Lugano noto un degrado e una "riminizzazione” della città. E mi chiedo: ma la città da che parte sta andando? Io ho sempre sognato che seguisse le orme di Montreux, e invece..."
SECONDOME - "Se la politica non riesce (e purtroppo non riesce) a gestire il nostro patrimonio "Lugano", credo che si dovrebbero unire le forze per creare un’immagine diversa. Pensate un po' se Botta, Tarchini, Cavalli, i Mantegazza, eccetera si mettessero insieme per ridisegnare Lugano anche dal profilo del marketing e del target di clientela…"
Foto:TiPress/Francesca Agosta
LUGANO - A margine del nostro articolo sulla Bacchica (leggi qui), Nicola Simoneschi ci ha inviato alcune riflessioni su Lugano. Eccole, sperando che possano essere da stimolo per una profonda riflessione.

“Mio bisnonno era di Lugano ed emigrò in Argentina. Mio nonno invece se ne andò a Zurigo, perché il Ticino era un cantone povero e non c’era lavoro. L’emigrazione e le ristrettezze economiche di quelle generazioni hanno forgiato la generazione del dopoguerra. Gente con le idee chiare e voglia di fare, come il dottor Franco  Cavalli, come Silvio Tarchini, Mario Botta, o Guido Sassi, per citare solo alcuni professionisti che lavorano in settori diversi.

Quello che si vede oggi a Lugano era prevedibile e infatti già nel 2013 ho chiuso le mie attività e sono partito con la famiglia per Dubai, dove oggi lavoro. Quando torno in Ticino, a Lugano noto quel degrado e quella "riminizzazione” (da Rimini) della città.
E mi chiedo: ma Lugano da che parte sta andando? Io ho sempre sognato che seguisse le orme di Montreux, e invece...

Se la politica non riesce (e purtroppo non riesce) a gestire il nostro patrimonio "Lugano", credo che si dovrebbero unire le forze per creare un’immagine diversa. Pensate un po' se Botta, Tarchini, Cavalli, i Mantegazza,  eccetera si mettessero insieme per ridisegnare Lugano anche dal profilo del marketing  e del target di clientela…

Ci vogliono infrastrutture, certo, ma anche sinergie e coinvolgimento. Ci vuole una "vision"... Come hanno fatto a Dubai che, potrà piacere o non piacere, ma una visione di sviluppo ce l’ha”.

Nicola Simoneschi

Pubblicato il 17.06.2017 16:29

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