Pane e vino
Una storia di lavoro, di passione e di successo. Il Grotto Serta compie 30 anni: era l'8 luglio dell'87 quando Rosaria e Gerardo Braccia aprirono il locale di Lamone. Una cucina mediterranea che si fonde con i sapori del territorio, con Michele che ha portato l'amore per il vino
Nei giorni scorsi, Rosaria Braccia e il figlio Michele hanno sottolineato l’anniversario con tre serate di festa, aprendo le porte del ristorante ad amici, autorità e clienti. E durante queste serate, Michele ha ricordato con affetto il padre Gerardo, scomparso due anni fa
LAMONE – Sono trascorsi già 30 anni da quell’8 luglio del 1987, dal giorno in cui Rosaria e Gerardo Braccia iniziarono la grande avventura della loro vita rilevando il Grotto Serta di Lamone. Nei giorni scorsi, Rosaria e il figlio Michele hanno sottolineato l’anniversario con tre serate di festa, aprendo le porte del ristorante ad amici, autorità e clienti. E durante queste serate, Michele ha ricordato con affetto il padre, scomparso due anni fa, ma la cui presenza di avverte ancora tra le mura del Serta.
In occasione del trentesimo, la famiglia Braccia ha tra l’altro proposto per tre mesi tre piatti tipici del Grotto ai prezzi di 30 anni fa…

Di origini campane, irpine per la precisione, Rosaria e Gerardo avevano lasciato la loro terra in cerca di fortuna, trasferendosi prima a Lucerna – dove nel ’74 nacque Michele – e arrivando in Ticino negli anni Settanta.
Gestirono il Circolo sociale italiano di Lugano, l’Osteria arbedese di Arbedo, il ristorante dell’aeroporto di Magadino, finché incontrarono Edmondo Franchini. Quest’ultimo, titolare dell’omonima azienda elettrica a Lamone, aveva acquistato il grotto per motivi affettivi: lì conobbe infatti la donna che diventò sua moglie.

L’imprenditore vide lontano e trovò nei coniugi Braccia le qualità che cercava per la conduzione del suo locale: semplicità, serietà, caparbietà, capacità e simpatia.

Fu subito un successo e, grazie a una cucina dalle radici mediterranee sapientemente fuse con i sapori e le specialità ticinesi, il Serta divenne sinonimo di ristorante famigliare, di ospitalità e di cucina genuina.

Dopo aver iniziato lettere alla Statale di Milano, Michele, che da ragazzo sognavadi fare il cronista sportivo, decise di seguire le orme dei genitori e si iscrisse alla Scuola alberghiera e del turismo di Bellinzona, dove si diplomò nel 2005. E recentemente, lui che è un grande appassionato di vino e cura una cantina fornitissima, ha ottenuto il diploma federale di sommelier.

Nel frattempo, già a metà anni Novanta, il Serta aveva subito profonde trasformazioni: venne ampliata la sala interna, che oggi conta un’ottantina di posti a sedere, oltre a quelli esterni, sulla terrazza ombreggiata da un pergolato. Nel 2001 la famiglia Braccia investì poi nelle camere che si trovano sopra il ristorante, riammodernandole e riducendole da 12 a 8.

Uno degli elementi che fanno del Serta un vero ristorante ‘famigliare’ è la fedeltà dei collaboratori. Basti pensare che la brigata di cucina è diretta da quasi trent’anni dallo chef Luciano Valsecchi. I menu del Grotto Serta sono sempre all’insegna dei prodotti genuini e stagionali, con particolare attenzione al territorio. Si va dalle paste fatte in casa ai piatti della tradizione, dalle carni alla griglia al pesce, dalle fondues alla raclette. Senza dimenticare le pizze e le ricette senza glutine e per vegani.




Pubblicato il 11.07.2017 16:24

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