Cronaca
Lugano: due marocchini armati di coltello rapinano due donne in via Molinazzo (e tentano di rapinarne una terza sul lungolago). La polizia li acciuffa poco dopo
I due, di 39 e 36 anni, sono stati arrestati. Entrambi sono residenti in provincia di Bergamo. La polizia cerca testimoni nonché la vittima della tentata rapina
© Ti-Press / Gabriele Putzu
LUGANO - Il Ministero pubblico, la Polizia cantonale e la Polizia della città di Lugano comunicano che questa notte, poco prima delle 3.00, sono stati arrestati due cittadini marocchini di 39 e 36 anni residenti in provincia di Bergamo.

Questi ultimi sono i presunti autori di una rapina a danno di due donne, minacciate con un coltello, avvenuta poco dopo le 2.00 in via Molinazzo a Lugano nonché di una tentata rapina a danno di una donna in zona lungolago.

Nell'ambito del dispositivo di ricerca coordinato dalla Polizia cantonale, i due autori sono stati successivamente fermati in Riva Caccia da agenti della Polizia della città di Lugano, mentre si trovavano a bordo di una vettura di piccola cilindrata con targhe italiane. Dopo l'interrogatorio da parte di agenti della Polizia cantonale sono stati arrestati. L'ipotesi di reato nei loro confronti è di rapina.

L'inchiesta è coordinata dalla Procuratrice pubblica Margherita Lanzillo. Si invitano eventuali testimoni nonché la vittima della tentata rapina a contattare la Polizia cantonale allo 0848 25 55 55.

Pubblicato il 12.08.2017 09:53

Guarda anche
Cronaca
Nel filmato, girato domenica e postato online, si vede una rissa tra i calciatori. Il caso sul tavolo della Federazione. Il presidente Biancardi: "Abbiamo chiesto all'arbitro di redigere un rapporto su questo evento". GUARDA IL VIDEO
Cronaca
Scott Rosenberg rompe il muro di ipocrisia di Hollywood sullo scandalo sessuale. Ecco la traduzione integrale del suo post: "Per me, se il comportamento di Harvey è la cosa più disgustosa che uno possa immaginare, al secondo posto (di poco) c’è l’attuale ondata di condanne"
Cronaca
Scoppiettante intervista con l'esperta: "Le denunce dello scandalo vanno valutate caso per caso. Se non c'è coazione non si può parlare di stupro. Non penso che nessuno sia caduto dalle nuvole sentendo la storia di un produttore cinematografico che ha goduto di vantaggi sessuali da parte di alcune attrici che ha fatto lavorare”
Cronaca
Intanto la RSI ha contattato il Ministero pubblico, che "nega di aver già ricevuto il dossier preparato dal Cantone e smentisce che si riapra l’inchiesta sulla credibilità del testimone". La RSI ha pure contattato Morini: ci ha confermato di “ricevere 250 euro al mese d’invalidità” e che questa prestazione “era nota a tutti. Non pensavo dovesse dichiarare un simile importo”