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"E il prof mi disse: ci sono materie che possiamo affrontare senza troppi sforzi per ottenere buoni risultati, mentre per altre dobbiamo lavorare sodo per raggiungere anche solo la sufficienza. Un insegnamento che mi è stato molto utile"
Rubab Shah, classe 1984, ha conseguito un Bachelor of Science in Economia aziendale SUPSI e attualmente svolge la funzione di “Recruitment resourcer” presso la sede di Praga della NonStop Recruitment
LUGANO - Rubab Shah, classe 1984, ha conseguito un Bachelor of Science in Economia
aziendale SUPSI e attualmente svolge la funzione di “Recruitment resourcer” presso la sede di Praga della NonStop Recruitment


Ha conseguito il diploma di Bachelor in parallelo all’attività professionale. Cosa ne pensa di questa possibilità scuola-lavoro?

Ritengo il percorso parallelo all’attività professionale, offerto dalla SUPSI, un’ottima soluzione che permette di mettere in pratica in tempo remoto le conoscenze accademiche acquisite, come anche la possibilità di poter crescere a livello professionale in tempi più ristretti.

 

Ha avuto un’esperienza professionale in Inghilterra e attualmente si trova – sempre per lavoro - a Praga, capitale della Repubblica Ceca. Rispetto al Ticino, quali sono le principali differenze che ha trovato nel lavorare in contesti internazionali?

Lavorare all’estero ha sicuramente arricchito le mie conoscenze non solo a livello professionale, quanto anche a livello culturale. Certo, la Svizzera offre molto di più a livello di standard qualitativi elevati, pero’ il Ticino risulta essere una realtà ancora molto locale. Un contesto più aperto e uno scambio culturale più marcato, nonché approcci innovativi, sono tutti concetti riscontrati in realtà internazionali come quelle vissute in Inghilterra e attualmente in Repubblica Ceca.

 

Di che cosa si occupa nello specifico un “Recruitment resourcer”? E quali sono invece i suoi obiettivi futuri?

Nonstop è un’azienda internazionale con un sistema di inserimento ben preciso e strutturato, con un intenso programma di formazione interna, uno dei migliori nel settore del “Recruitment”. Ad ogni consulente viene assegnato un mercato indipendente che va sviluppato in modo autonomo e gestito nel tempo. Io mi occuperò del settore Chimico, con specializzazione nei ruoli di vendita nel contesto di materie prime, per le aree geografiche Ticino e Nord Italia. La fase di Resourcer è quella precedente allo sviluppo del proprio mercato, per cui attualmente sto lavorando su mercati già esistenti in vista di creare e sviluppare il mio. Al momento in cui avrò sviluppato il mio mercato, tempo che può variare tra 6-12 mesi, valuterò la possibilità di spostamento all’estero presso uffici esistenti quali Londra e Zugo, oppure essere parte del management per la gestione di apertura di uffici internazionali in nuove mete previste da Nonstop per l’anno 2019.

 

Vivere oltre confine comporta certamente un’attitudine orientata alla flessibilità, consiglierebbe un’esperienza professionale di mobilità all’estero ad un neodiplomato?

Consiglio a tutti di cogliere ogni occasione di poter vivere realtà internazionali diverse alla propria. È importante testare le proprie capacità di adeguamento in contesti diversi alla nostra routine. Sicuramente ogni problema riscontrato, ed errore fatto rende una persona più robusta da quello che può essere l’approccio di chi non ha il confronto diretto con realtà diverse. Senza dimenticare l’importanza della creazione di un network di contatti più esteso e variato in qualità, utile sia a fini professionali che di realizzazione personale. Per cui un esperienza di mobilità all’estero può solo rafforzare maggiormente l’intraprendenza dell’individuo e aprire molte più possibilità di crescita sia personale che professionale.

 

Ci racconti un aneddoto che ricorda con piacere del suo percorso di formazione trascorso in SUPSI.

Ci sono diversi ricordi concernenti il periodo di formazione trascorsi alla SUPSI, ma più che un episodio in se’ ho un insegnamento che porto a presso tutt’ora. La SUPSI ha un sistema tale per cui ogni semestre il numero di moduli seguiti rifletteva anche il numero degli esami da preparare per lo stesso periodo, senza alcuna possibilità di spostare o gestire la preparazione in altri modi. Questo rendeva il programma piu’ difficile in quanto per le materie in cui si riscontrava maggiori difficoltà, diventava ancora più elevato il rischio di insuccesso come esito da esame. Ricordo come maggior parte di noi studenti reclamava per questo fatto, al che ricordo bene le parole di un mio professore, Diego Lunati, che un giorno ci disse che noi tutti abbiamo le capacità di passare tutte le materie di questo percorso, su alcune materie possiamo lavorare senza troppi sforzi per ottenere buoni risultati, mentre per altre dobbiamo lavorare sodo per raggiungere anche solo la sufficienza. Personalmente questo insegnamento mi è stato utile per superare ogni difficoltà riscontrata durante le mie esperienze in contesti più difficili da comprendere, come lo sono state anche le mie esperienze trascorse all’estero.



Pubblicato il 06.10.2017 09:25

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