Quarto Potere
Collaboratori SSR esentati dal canone, dopo il messaggio del PPD a Comano, Fabio Regazzi punta più in alto e si appella al Consiglio federale: "Intende intervenire sulla SSR per chiedere che i dipendenti paghino il canone come tutti i cittadini e le aziende svizzere?"
Il consigliere nazionale Fabio Regazzi non molla l’osso. Nei giorni scorsi è intervenuto a sostegno della nostra opinione sul tema dell’esenzione dal canone per i dipendenti della SSR, o meglio del canone che la SSR paga per i propri dipendenti
Foto: TiPress/Pablo Gianinazzi
BERNA – Il consigliere nazionale Fabio Regazzi non molla l’osso. Nei giorni scorsi è intervenuto a sostegno della nostra opinione sul tema dell’esenzione dal canone per i dipendenti della SSR, o meglio del canone che la SSR paga per i propri dipendenti.
Oggi, in contemporanea con la presa di posizione odierna del suo partito, il PPD, Regazzi ha presentato due domande al Consiglio federale. Titolo:
“I dipendenti SSR esentati dal pagamento del canone: un privilegio che si giustifica ancora?”

“Ecco la motivazione dei due quesiti che ho posto – scrive Regazzi sulla sua bacheca Facebook:
“I dipendenti della SSR sono esentati dal pagamento del canone radio-TV. Un privilegio, soprattutto da quando con la revisione della Legge sulla radio televisione ha reso obbligatorio per tutti il pagamento del canone, anacronistico e ingiustificato”.

Al Consiglio federale chiede dunque:

1) Non ritiene che questo privilegio debba essere revocato da subito?

2) In caso di risposta affermativa, intende intervenire presso i vertici della SSR per chiedere che anche i dipendenti paghino il canone come tutti i cittadini e le aziende svizzere?

La risposta del Governo è attesa per lunedì prossimo.




Pubblicato il 05.12.2017 15:05

Guarda anche
Quarto Potere
Il dibattito sulla No Billag, da un paio di mesi, è molto acceso sui social, sui siti e, in parte, anche sui giornali. Sulle radio e sulle televisioni che invece beneficiano dell’oggetto del contendere, il canone, non esiste. O per meglio dire esiste soltanto come noioso e doveroso oggetto di cronaca
Quarto Potere
Il presidente della CORSI ci scrive dopo la nostra recensione della serie tv della RSI che ha mandato su tutte le furie i cacciatori: "Ciò che mi è piaciuto del commento è la chiara e onesta distinzione fra la responsabilità autoriale e quella aziendale: un prodotto mal riuscito non deve portare alla condanna di tutta l'azienda!"
Quarto Potere
La scena che ha scatenato le ire degli appassionati dell’attività venatoria, è quella in cui un cacciatore prima fa la pipì, poi sorseggia della grappa e, infine, spara per errore a una ragazzina uccidendola. La provocazione è forte, e potrebbe anche essere interessante, ma è talmente costruita e raccontata male - sia prima che dopo la fucilata - da risultare un “bimbicidio” da caccia grottesco. Il problema, insomma, è la qualità del prodotto più che i suoi contenuti
Quarto Potere
Capitolo costi. La Federazione dei cacciatori ha scritto a Maurizio Canetta che sarebbe interessante conoscere la spesa sostenuta dalla RSI per realizzare il prodotto. Da Comano, a livello ufficioso, si limitano a far filtrare che la produzione è costata la metà di quanto normalmente costa una serie televisiva della SSR. Ma niente cifre
  • Le più lette