Il dibattito sulla No Billag, da un paio di mesi, è molto acceso sui social, sui siti e, in parte, anche sui giornali. Sulle radio e sulle televisioni che invece beneficiano dell’oggetto del contendere, il canone, non esiste. O per meglio dire esiste soltanto come noioso e doveroso oggetto di cronaca
Il presidente della CORSI ci scrive dopo la nostra recensione della serie tv della RSI che ha mandato su tutte le furie i cacciatori: "Ciò che mi è piaciuto del commento è la chiara e onesta distinzione fra la responsabilità autoriale e quella aziendale: un prodotto mal riuscito non deve portare alla condanna di tutta l'azienda!"
La scena che ha scatenato le ire degli appassionati dell’attività venatoria, è quella in cui un cacciatore prima fa la pipì, poi sorseggia della grappa e, infine, spara per errore a una ragazzina uccidendola. La provocazione è forte, e potrebbe anche essere interessante, ma è talmente costruita e raccontata male - sia prima che dopo la fucilata - da risultare un “bimbicidio” da caccia grottesco. Il problema, insomma, è la qualità del prodotto più che i suoi contenuti
Capitolo costi. La Federazione dei cacciatori ha scritto a Maurizio Canetta che sarebbe interessante conoscere la spesa sostenuta dalla RSI per realizzare il prodotto. Da Comano, a livello ufficioso, si limitano a far filtrare che la produzione è costata la metà di quanto normalmente costa una serie televisiva della SSR. Ma niente cifre
Abbiamo trascorso un'intera giornata insieme ai giornalisti della trasmissione più seguita della radiotelevisione pubblica. Ecco come lavorano e cosa ci hanno raccontato. Il responsabile dell'informazione regionale dice la sua anche sulle ultime polemiche: "Pagarci il canone? Disponibile da subito. E c'è chi sta raccogliendo le firme per chiederlo...."
Alla RSI le collaboratrici e i collaboratori sono confrontati con quelli che sono oggi i problemi di tutti: orari irregolari, ore supplementari, peggioramento delle condizioni di lavoro, richieste sempre maggiori di flessibilità, burn out, stress, fenomeni di mobbing, problemi con il management aziendale, contratti precari...
Il consigliere nazionale Fabio Regazzi non molla l’osso. Nei giorni scorsi è intervenuto a sostegno della nostra opinione sul tema dell’esenzione dal canone per i dipendenti della SSR, o meglio del canone che la SSR paga per i propri dipendenti
Il PPD preoccupato del sondaggio che dà in vantaggio 'NoBillag': "Come si può chiedere a tutta la popolazione di fare uno sforzo finanziario per sostenere la nostra Televisione, se i primi a non compiere questo sforzo sono i dipendenti della SSR?"
Dopo la chiara presa di posizione della direzione della RSI sulla faccenda, che si sovrappone con quella del presidente della CORSI Luigi Pedrazzini, un segnale dai ranghi potrebbe innescare una dinamica positiva e allacciare un rapporto con il popolo degli inecisi
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Nello scritto Dadò aveva chiesto una risposta puntuale al direttore della RSI Maurizio Canetta, rispetto a un passaggio del documentario di Aldo Sofia dedicato allo scandalo. Il magazine: "Abbiamo fornito un’informazione corretta e documentata”
Il giornalista prende posizione sul voto del 4 marzo, con un appassionato articolo in favore, e in difesa, dell’azienda per la quale ha lavorato per 50 anni: " "Affermo senza esitazioni che togliere ossigeno alla realtà radiotelevisiva svizzero-italiana, significherebbe arrochire una voce fino a farla diventar flebile, umiliare una memoria, spegnere una storia. Ma dopo il 4 marzo...."
Intervista esclusiva al direttore di Teleticino che rompe il silenzio sul voto del 4 marzo (e su molte altre cose...). "Iniziativa troppo estrema: non è ragionevole abolire il canone. Ma il nostro mandato è quello di portare avanti un’azienda, senza dire al pubblico come deve votare. I telespettatori sono grandi abbastanza per decidere da soli e ci giudicheranno in base a quello che mandiamo in onda”
Intervista al presidente e deputato di Arealiberale che si schiera contro l'abolizione del canone: "Non bisogna mai distruggere per costruire: questo è un metodaccio da regime di sinistra. Ma se la campagna dei contrari continua così rischiano l'effetto Trump (o l'effetto docenti)"
L'ANALISI - Ma il clima isterico innescato da alcuni tra i contrari all’iniziativa è controproducente. Gli argomenti contro l'iniziativa sono solidi e di buon senso. Non occorre orchestrare una guerra tra “civili”, quelli che dicono “no” alla proposta, e “barbari”, quelli favorevoli. Farlo sarebbe un errore tattico imperdonabile
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La giornalista Nicoletta Barazzoni recensisce per Liberatv il programma della RSI: la trasmissione è agile e divertente con la trovata del comico e ventriloquo Pietro Ghislandi (che con il suo linguaggio non verbale e corporeo fa già ridere anche senza parlare) e con le quotate conoscenze professionali in campo letterario e cinematografico di Mariarosa Mancuso
Il direttore del quotridiano di Muzzano, intervistato da Area, il giornale del sindacato, affronta tutte le obiezioni che sono state sollevate negli ultimi giorni a proposito dell'ormai famigerato articolo sull'ex agente di Argo 1: "Mettere il nome in prima pagina? L’interesse pubblico della vicenda ha consigliato la pubblicazione. Nel rispetto delle leggi"
La giornalista a margine delle reazioni all'articolo sui funerali dell'asilante ucciso a Brissago: "Condivido il commento di Andrea Leoni perché descrive una realtà che si sta sempre più abbassando a livelli preoccupanti, dove l'irrazionalità è guidata da un odio e da una rabbia repressi"
Il deputato e presidente dei giovani leghisti: "Non è colpa nostra se il Consiglio Nazionale non ha dato spazio a un controprogetto, con un canone fissato a 200 franchi all’anno, che sarebbe stato un compromesso capace di trovare una larga maggioranza. Il centro-destra ha provato ad offrire un’alternativa, ma i partitoni vicini alla SSR hanno voluto forzare la mano e mettersi in questa situazione di tutto o niente”
Il vicepresidente del Comitato No Billag: "La verità è che saranno i cittadini a sentenziare sulla tassa di ricezione radiotelevisiva. E lo faranno per la prima volta"
Proseguono le prese di posizione sulla polemica tra il quotidiano di Muzzano e il settimanale di informazione della RSI: "Il CdT tenta di spostare l'attenzione dai fatti riguardanti “Argo 1” su questioni di scarsa rilevanza"
Il finanziere: " Se la persona alla testa del Dipartimento cultura alla televisione non soddisfa – come si sente dire – la soluzione non consiste nel raggruppare due dipartimenti per retrocedere praticamente la persona a vicecapo. Questo non è servizio pubblico, questa è cattiva gestione"