Intervista esclusiva al CEO del Gruppo del Corriere del Ticino che parla per la prima volta della votazione che mira ad abolire il canone: "Una rete tv pubblica fedele alla propria missione è un elemento prezioso per la democrazia. Noi megafono del centrodestra? Tutte invenzioni. Spero che Marchand non sia stato nominato troppo tardi. I derby di hockey "regalati" da UPC? Falso. E dai dipendenti della RSI reazione delirante...."
Il dibattito sulla No Billag, da un paio di mesi, è molto acceso sui social, sui siti e, in parte, anche sui giornali. Sulle radio e sulle televisioni che invece beneficiano dell’oggetto del contendere, il canone, non esiste. O per meglio dire esiste soltanto come noioso e doveroso oggetto di cronaca
Il presidente della CORSI ci scrive dopo la nostra recensione della serie tv della RSI che ha mandato su tutte le furie i cacciatori: "Ciò che mi è piaciuto del commento è la chiara e onesta distinzione fra la responsabilità autoriale e quella aziendale: un prodotto mal riuscito non deve portare alla condanna di tutta l'azienda!"
Capitolo costi. La Federazione dei cacciatori ha scritto a Maurizio Canetta che sarebbe interessante conoscere la spesa sostenuta dalla RSI per realizzare il prodotto. Da Comano, a livello ufficioso, si limitano a far filtrare che la produzione è costata la metà di quanto normalmente costa una serie televisiva della SSR. Ma niente cifre
Durissima presa di posizione della Federazione dei cacciatori contro la fiction andata in onda su LA 1. Regazzi: "Ma non va letta sotto la lente di No Billag. Però qualche nostro associato purtroppo mi ha detto che voterà "sì" dopo aver visto la serie tv. Di sicuro la RSI si è fatta qualche nemico in più e non ne aveva bisogno"
Durissima presa di posizione della Federazione dei cacciatori contro la fiction andata in onda su LA 1. Regazzi: "Ma non va letta sotto la lente di No Billag. Però qualche nostro associato purtroppo mi ha detto che voterà "sì" dopo aver visto la serie tv. Di sicuro la RSI si è fatta qualche nemico in più e non ne aveva bisogno"
Abbiamo trascorso un'intera giornata insieme ai giornalisti della trasmissione più seguita della radiotelevisione pubblica. Ecco come lavorano e cosa ci hanno raccontato. Il responsabile dell'informazione regionale dice la sua anche sulle ultime polemiche: "Pagarci il canone? Disponibile da subito. E c'è chi sta raccogliendo le firme per chiederlo...."
Il presidente della CORSI va al contrattacco: "Cosa dovrebbe fare chi combatte l'iniziativa? Sminuirne gli effetti? Non c'è ricatto, non ci sono previsioni apocalittiche, ma è pura e semplice logica: dire di sì a "No Billag" significa spegnere la RSI"
Alla RSI le collaboratrici e i collaboratori sono confrontati con quelli che sono oggi i problemi di tutti: orari irregolari, ore supplementari, peggioramento delle condizioni di lavoro, richieste sempre maggiori di flessibilità, burn out, stress, fenomeni di mobbing, problemi con il management aziendale, contratti precari...
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Il consigliere nazionale Fabio Regazzi non molla l’osso. Nei giorni scorsi è intervenuto a sostegno della nostra opinione sul tema dell’esenzione dal canone per i dipendenti della SSR, o meglio del canone che la SSR paga per i propri dipendenti
Il PPD preoccupato del sondaggio che dà in vantaggio 'NoBillag': "Come si può chiedere a tutta la popolazione di fare uno sforzo finanziario per sostenere la nostra Televisione, se i primi a non compiere questo sforzo sono i dipendenti della SSR?"
Il ministro delle istituzioni si è espresso in un'intervista concessa ai colleghi svizzero tedeschi di Nau. Gobbi è il primo rappresentate di peso della Lega a schierarsi pubblicamente contro l’iniziativa per l’abolizione del canone. Il Movimento di via Monte Boglia è infatti posizionato in prima linea a sostegno della No Billag. GUARDA LA VIDEO INTERVISTA
Diversi esponenti politici, sia sul fronte del “no” che sul fronte del “sì” alla No Billag, così come diversi colleghi della radiotelevisione pubblica, hanno commentato sui social la nostra riflessione. E intanto il fronte del sì (Quadri e Bühler) porta acqua al proprio mulino: "Passata la festa, gabbato lo santo...."
Il sondaggio è stato pubblicato stamane da Le Matin Dimanche e dalla SonntagsZeitung. Il campione - composto da 1010 svizzeri - è stato sondato dal 17 al 27 novembre. Il 55% si dice infatti parzialmente o totalmente soddisfatta delle produzioni della radiotelevisione pubblica
Dopo la chiara presa di posizione della direzione della RSI sulla faccenda, che si sovrappone con quella del presidente della CORSI Luigi Pedrazzini, un segnale dai ranghi potrebbe innescare una dinamica positiva e allacciare un rapporto con il popolo degli inecisi
Intervista all'ex coordinatore della Lega: "Noi alla RSI abbiamo sempre e solo chiesto un po’ più di correttezza e di equità. Ma ci hanno sempre ignorato. Sono anni che gli mandiamo segnali chiari chiedendo un cambiamento. E Maurizio Canetta cosa ha fatto? Niente di niente!"
A Comano la temono l’imboscata. Del resto di comunicazione ne capiscono su quel colle luganese. Ma attenzione perché i “No, ma” non piacciono neppure più a valle. In quella viuzza di Molino Nuovo che porta il nome di un monte. Meretricio politico-mediatico, dunque di per sé incestuoso, è l’accusa che si leva fin dal mattino....
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Incontro questa mattina a Bellinzona tra il Consiglio di Stato e i vertici della SSR e della RSI. Il Governo ha riaffermato con la massima chiarezza possibile l’attaccamento del Cantone all’emittente pubblica e al finanziamento complementare delle emittenti private"
Scoppiettante intervento ieri sera al Club dei 1'000 del PLR da parte del Consigliere Nazionale: "Almeno in questi mesi prima del voto, cercate di fare un po’ più di attenzione sull'equidistanza dell'informazione. E anche per quanto riguarda i vostri dipendenti che fanno campagna pubblica contro la No Billag”. Ecco le risposte del direttore della RSI
Intervista al Consigliere nazionale PPD che rompe il silenzio sul voto del 4 marzo e sui suoi rapporti con la radiotelevisione pubblica: "Oggi ogni critica, e ogni domanda scomoda, vengono rispedite al mittente con quella che io chiamo la teoria dei tre punti. Se l'iniziativa dovesse passare solo in Ticino sarebbe un autogol, una vittoria avvelenata per il nostro Cantone..."
Il giornalista prende posizione sul voto del 4 marzo, con un appassionato articolo in favore, e in difesa, dell’azienda per la quale ha lavorato per 50 anni: " "Affermo senza esitazioni che togliere ossigeno alla realtà radiotelevisiva svizzero-italiana, significherebbe arrochire una voce fino a farla diventar flebile, umiliare una memoria, spegnere una storia. Ma dopo il 4 marzo...."
Sul sito del gruppo sono infatti apparse alcune micro-interviste a personaggi che hanno deciso di schierarsi contro la proposta di abolizione del canone in votazione il prossimo 4 marzo. Ecco cosa hanno risposto.....
Una lettera della CORSI chiede un contributo a favore del Comitato politico “No Billag, No Svizzera” - capitanato da Filippo Lombardi, Fabio Abate, Mario Branda e Anna Giacometti - che si batte contro l’abolizione del canone. Ma il cedolino attraverso il quale si vogliono raccogliere i fondi è intestato al PLR. E il foglio leghista va all'attacco....