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04.03.2015 - 06:130

Sondaggio Giornale del Popolo: Lega davanti al PLR ma la partita non è chiusa. PPD e PS stabili. Per i Verdi il Governo è lontano

Il quotidiano pubblica i primi risultati dell'inchiesta condotta da Pietro Pisani per Ad Hoc. Si registra per tutti i partiti una grande stabilità rispetto ai voti delle cantonali 2011. Tra il Movimento e i liberali radicali ballano 1 punto e mezzo

LUGANO - Lega in vantaggio sul PLR nella corsa per il Consiglio di Stato. È questo il dato saliente dell'atteso sondaggio pubblicato stamane dal Giornale del Popolo. Ma la partita non è ancora chiusa. Secondo l'indagine realizzata da Pietro Pisani della società Ad Hoc, il Movimento di via Monte Boglia, pur in perdita di velocità, manterrebbe infatti la maggioranza relativa con un forchetta di consensi che va da un minimo del 26,9% a un massimo del 27,5%: in media il 26,3% (quattro anni fa la Lega arrivò al 30%, ma non c'era la lista dell'UDC e a trainare la lista c'era mister 80'000 voti Marco Borradori). Il PLR invece balla tra il 23,8 e il 26,2, con una media del 25%, raggiungendo sostanzialmente il risultato dell'ultima volta: ovvero sia il 25%. Tra i due partiti, in questo momento, balla circa 1 punto e mezzo. Per il resto grande stabilità. Il PPD con il suo "listone" tiene saldamente il passo delle ultime elezioni (18,7 minimo, 20,9 massimo): le possibilità di raddoppio secondo l'indagine sono nulle impossibili. Il sondaggio tranquillizza il PS che in media raggiunge il risultato di 4 anni fa, circa il 16%: con un minimo del 15,2 e un massimo del 17,2%. Lontani dal Governo i Verdi di Sergio Savoia. Anche qui il dato è molto stabile rispetto al risultato di quattro anni fa. La media rivelata dal sondaggio è del 6% (nel 2011 raggiunsero il 6,5) con un massimo risultato del 7%. Per entrare in zona calda agli ecologisti mancherebbero ancora, nella migliore delle ipotesi, circa 5 punti percentuali. Il sondaggio è stato realizzato su un campione di circa 1'500 persone. Ma si tratta di proiezioni sulle risposte delle persone che vengono rielaborate sul voto di 4 anni fa. Il diretto del GdP Claudio Mésoniat ha spiegato il complesso meccanismo con un esempio pratico: "I puri dati del sondaggio darebbero la seguente composizione del prossimo CdS: due PLR, due PPD e un PS. Che cosa significa? Che ancora oggi coloro che intendono votare Lega faticano a dichiararlo a chi ne sonda le intenzioni. All’opposto di chi sceglie i partiti storici e non mostra esitazione nel rivelare la propria appartenenza politica". Ed è questa una delle ragioni il dato della Destra non viene estrapolato dalla voce altri che balla tra il 6 e il 7%. Quattro anni fa infatti l'UDC non era in corsa per il Consiglio di Stato: manca dunque un termine di raffronto fondamentale. Fra due settimane il Giornale del Popolo ha annunciato la pubblicazione di un nuovo sondaggio, questa volta dedicato ai candidati. Mentre per inizio aprile, quando le schede saranno già tra le mani degli elettori grazie al voto per corrispondenza, saranno pubblicati gli ultimi dati sulle base delle intenzioni di voto per partiti e candidati.
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