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06.06.2018 - 09:380
Aggiornamento : 13.07.2018 - 15:11

Il russo che "spacca" il mondo del calcio giovanile ticinese, il Lugano si difende: "Contro di noi usata macchina del fango". Il Team Ticino: "Liberi di fare come vogliono, ma priorità ai residenti"

Intervista a Enzo Lucibello, membro di comitato del sodalizio con sede a Tenero. "Non facciamo business, per noi contano anche i valori etici. È inutile illudere ragazzini e famiglie..."

LUGANO – La faida tra il FC Lugano e il Team Ticino non è ancora conclusa. Dopo le dichiarazioni al vetriolo del patron bianconero Angelo Renzetti, il quale reclama maggior controllo sulle giovani leve ticinesi, e la conseguente presa di posizione del sodalizio con sede a Tenero, un nuovo polverone si è sollevato in seguito a un articolo di Tio.ch.

Il portale ha riportato alcune lamentele e "voci di corridoio" sulla gestione del settore giovanile bianconero da parte del presidente Leonid Novoselskiy, un ricco imprenditore russo che da un anno a questa parte "sta generando scompiglio nel mondo del pallone ticinese".

L'accusa principale che viene rivolta al magnante russo è quella di aver infoltito la 'cantera' bianconera con diversi ragazzini provenienti dalla Lombardia. Un' "importazione" dei migliori talenti che, secondo quanto riportato dal portale, avrebbe fatto storcere il naso anche ad alcuni club italiani.

Ma a essere contrariati sono in particolare i vertici del Team Ticino che giudicano poco etica la linea seguita dai bianconeri, almeno per quanto riguarda il calcio giovanile. La reazione del Lugano di Renzetti, però, non si è fatta attendere.

A poche ore di distanza dall'articolo in questione, il club bianconero, attraverso un comunicato stampa, ha specificato che "non intende entrare nel merito di polemiche sterili, ma rende attenti sull'uso di questa vera e propria macchina del fango che potrebbe ritorcersi su chi la utilizza".

Inoltre, ricorda "che il "calcio di base" è affidato a società e raggruppamenti mentre il Team Ticino, del quale il club bianconero assieme al FC Chiasso e all'AC Bellinzona, è referente fondamentale, deve occuparsi del calcio d'èlité".

"Ha detto bene il Lugano – dichiara a Liberatv il membro di comitato del Team Ticino Enzo Lucibello –. Ci occupiamo del calcio d'élite e di tale continueremo a occuparci. Non è questione di difendere la poltrona, ma di difendere l'etica di questo sport. Ricordo che il nostro scopo è quello di formare uomini e calciatori attraverso una metodologia strutturata e studiata nel dettaglio con l'ASF".

“La performance – ricorda Lucibello – non è tutto. Deve andare di pari passo con la formazione. Ovviamente, intendiamo formare uomini e calciatori ticinesi. Non vogliamo fare business. Lo sport non è in vendita, abbiamo degli scopi anche sociali. E il gioco del calcio è uno sport sociale...".

Sulla polemica che coinvolge Team Ticino e FC Lugano, Lucibello aggiunge una precisazione. "Nessuno ha mai criticato l'operato di Renzetti a livello di prima squadra. I risultati ottenuti sono sotto gli occhi di tutti, ma il Team Ticino, anche per volere dell'ASF, deve difendere certi valori etici”.

"Il settore giovanile del Lugano – dice Enzo Lucibello –, anche se tenuto a rispettare delle regole, per quanto riguarda il calcio giovanile d'élite (Footeco), può fare come meglio crede, ci mancherebbe. Chiedo comunque che venga data la priorità ai ragazzi residenti, perché è di quello che dobbiamo occuparci"

"Le statistiche – conclude il membro di comitato – parlano chiaro: su mille ragazzi, solo uno riesce ad avere uno sbocco quale calciatore professionista. È inutile quindi illudere ragazzi e famiglie che il calcio d'élite sia la porta per il professionismo".

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