TOR Leafs
3
MIN Wild
1
2. tempo
(1-1 : 2-0)
MON Canadiens
1
TB Lightning
3
2. tempo
(1-1 : 0-2)
WIN Jets
1
ARI Coyotes
0
1. tempo
(1-0)
CAL Flames
PHI Flyers
03:00
 
TOR Leafs
NHL
3 - 1
2. tempo
1-1
2-0
MIN Wild
1-1
2-0
1-0 TAVARES
2'
 
 
 
 
6'
1-1 KUNIN
2-1 MARNER
28'
 
 
3-1 JOHNSSON
29'
 
 
2' 1-0 TAVARES
KUNIN 1-1 6'
28' 2-1 MARNER
29' 3-1 JOHNSSON
Start delayed.
Ultimo aggiornamento: 16.10.2019 02:23
MON Canadiens
NHL
1 - 3
2. tempo
1-1
0-2
TB Lightning
1-1
0-2
1-0 PETRY
16'
 
 
 
 
20'
1-1 COBURN
 
 
22'
1-2 STAMKOS
 
 
23'
1-3 JOHNSON
16' 1-0 PETRY
COBURN 1-1 20'
STAMKOS 1-2 22'
JOHNSON 1-3 23'
Start delayed.
Ultimo aggiornamento: 16.10.2019 02:23
WIN Jets
NHL
1 - 0
1. tempo
1-0
ARI Coyotes
1-0
1-0 SCHEIFELE
8'
 
 
8' 1-0 SCHEIFELE
Ultimo aggiornamento: 16.10.2019 02:23
CAL Flames
NHL
0 - 0
03:00
PHI Flyers
Ultimo aggiornamento: 16.10.2019 02:23
Oltre l'Economia
12.10.2019 - 09:000

Un’economia diversificata da tutelare

Una riflessione del Direttore Cc-Ti Luca Albertoni sull’economia cantonale, in vista della prossima 102esima Assemblea Generale Ordinaria Cc-Ti del 18.10.2019.

di Luca Albertoni*

Una caratteristica spesso sottovalutata dell’economia ticinese è il suo tessuto molto diversificato, che ha permesso di mantenere l’andamento generale su buoni livelli malgrado periodi turbolenti che hanno messo parecchio in difficoltà diverse regioni svizzere, magari anche più blasonate della nostra, almeno sulla carta. 

Taluni Cantoni, legati più a una “monocultura” economica, cioè a pochi o addirittura a un solo settore trainante, hanno pagato dazio più importante rispetto al Ticino, la cui economia ha saputo compensare la perdita di 100 milioni di gettito fiscale proveniente dal settore finanziario con una cifra equivalente derivante da altre attività economiche. Mica noccioline. 

Una prestazione notevole, forse considerata scomoda perché proveniente in parte da settori impopolari, genericamente identificati con il termine di “multinazionali”, dimenticando, forse volutamente, che sono spesso proprio le discusse multinazionali a disporre dei mezzi per implementare, ad esempio, le misure legate a quella che oggi si definisce la “Responsabilità sociale delle imprese”. 

Più spesso le strutture piccole fanno più fatica e hanno spesso altre preoccupazioni legate alla pura e semplice sopravvivenza. Va comunque detto che oggi le “etichette” per le imprese sono sempre più volubili, perché ad esempio, “multinazionale” non è più per forza solo la Nestlé (tanto per fare un nome) o una grande impresa, ma può essere anche una struttura più piccola.

Non sono del resto rari i casi di strutture di dimensioni ridotte che generano cifre d’affari, gettito fiscale e monti-stipendi molto importanti. Interessante a questo proposito rilevare come il 90% delle imprese esportatrici svizzere siano PMI (45’600 aziende) e che esse generano il 45,4% del valore delle esportazioni di beni e servizi. Il ciclo virtuoso creato fra grandi e piccole aziende va tutelato perché è un elemento di forza e di equilibrio e l’affascinante adagio “Small is beautiful” non è sempre l’unica via.

*Direttore Camera di Commercio

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