Nuvolari
Il mito delle vetture giapponesi che non si guastano mai... Giuseppe Loffredo racconta il mondo Mazda, il più piccolo costruttore indipendente al mondo. Una casa automobilistica che produce in modo sartoriale e che porta il nome di una divinità Video
Giuseppe Loffredo, direttore della comunicazione di Mazda Svizzera: "Il nostro design si ispira alla natura e più precisamente ai felini. Noi lo chiamiamo “Kodo – Soul of motion” ovvero “anima del movimento”.
GINEVRA - Il Giappone si è affermato negli ultimi decessi come un dei principali produttori mondiali di automobili. Uno dei marchi storici è Mazda, una ‘piccola-grande’ azienda che punta sull’innovazione dal profilo dei motori del design e che vede crescere di anno in anno la sua quota di mercato anche in Svizzera. Ne abbiamo parlato con Giuseppe Loffredo, direttore della comunicazione di Mazda Svizzera.
Kai concept prefigura la nuova Mazda del segmento C che adoterà per prima i motori Sky Activ-X
Kai concept prefigura la nuova Mazda del segmento C che adoterà per prima i motori SkyActiv-X

Si dice che le ‘giapponesi’ non hanno mai nulla. Che sono affidabili e non si guastano mai. Mito o realtà?
Tutt’e due. Il mito nasce nelle officine dove gli operatori che hanno avuto modo di lavorare su vetture di marchi diversi constatano come le vetture del Sol Levante sono fabbricate e quali sono le caratteristiche tecniche che le contraddistinguono. Un esempio fra i tanti per quanto riguarda Mazda: mentre molti costruttori negli anni Ottanta passano alla cinghia di distribuzione, che necessita di sostituzione in tempi o chilometraggi determinati, noi restiamo fedeli alla catena che invece permette maggiore affidabilità ed è praticamente esente da manutenzione.

Esiste ancora il preconcetto verso le auto giapponesi?
I numeri dicono di no. Il primo costruttore al mondo di automobili è un marchio giapponese.



Questo prototipo sta testando la nuova generazione di motori in una Mazda 3 attuale

Perché le vetture giapponesi costano di meno e hanno le stesse prestazioni di marchi più cari?
Oggi parlare di prezzo è estremamente difficile. Tra il prezzo di catalogo e il prezzo che il cliente ottiene su una determinata vettura ci può essere una differenza sostanziale che a seconda del marchio e del modello scelto può superare largamente le decine di migliaia di franchi. Da qualche mese a questa parte in Europa in generale ed in Svizzera in particolare è in corso una vera e propria guerra dei prezzi da parte dei cosiddetti marchi premium. Sul corto periodo ciò permette di ottenere un prezzo estremamente competitivo per l’acquisto di una vettura nuova, ma sul medio periodo questa politica ha un pesante impatto sul valore residuo delle vetture e più in generale sul mercato delle occasioni. Per quanto riguarda Mazda noi cerchiamo di trovare il migliore compromesso tra attrattività dell’offerta e valore residuo. Siamo un piccolo costruttore che distribuisce su tutti i continenti, non abbiamo problemi di sovrapproduzione e in funzione della situazione di mercato ci è abbastanza facile adattare la produzione in funzione della richiesta su un mercato piuttosto che su un altro.

Mazda si distingue nel segmento delle auto giapponesi per la sua storica tradizione di costruzione ‘sartoriale’. Come avvengono oggi i processi di costruzione?
A seguito della crisi del 2008 molti ‘guru’ dell’industria automobilistica sostenevano che se un marchio non produceva almeno 4 milioni di automobili sarebbe stato destinato a chiudere. Mazda è la prova del contrario. Con 1,7 milioni di autovetture prodotte all’anno noi siamo il più piccolo costruttore indipendente al mondo. Quello che caratterizza il nostro modo di produzione è l’esserci affrancati dalla logica delle piattaforme ed avere una produzione estremamente flessibile. Sulla stessa linea di assemblaggio riusciamo a produrre vetture dalle caratteristiche più diverse, dalla piccola Mazda2 per il mercato giapponese (con guida a destra) alla mazda CX-9, SUV di quasi 5 metri, per il mercato americano.

La quota di mercato in Svizzera e in Ticino sta crescendo?
In Svizzera negli ultimi 2 anni ci siamo attestati sulle 10'000 unità vendute all’anno rispetto ad una media degli ultimi 15 anni che era di 7'500 unità, con una quota di mercato del 3%. Discorso diverso per il Ticino dove la rete è stata riorganizzata e necessita di ulteriore tempo per trovare la propria velocità di crociera ma significa anche che esiste ancora del potenziale.

Com’è organizzata la rete di concessionari in Ticino?
Abbiamo 6 puti vendita ben distribuiti sul territorio che coprono il locarnese, Bellinzona, Lugano – nord – sud e centro, e il Mendrisiotto.

Pochi sanno che il nome del marchio è un omaggio ad Ahura Mazda, principale divinità dello zoroastrismo… Non sarebbe il caso di ricordarlo più spesso?
Le origini del nome del marchio hanno diverse interpretazioni possibili. Il fondatore, Jujiro Matsuda, era apparentemente un personaggio molto spirituale e l’esoterismo inteso come conoscenza della verità delle cose che va oltre la loro apparenza era una parte fondamentale del suo modo di porsi e della sua filosofia di vita. Ma è anche vero che in giapponese “tsu” si pronuncia “z” quindi Matsuda si pronuncia Mazda e per assicurarsi della corretta pronuncia da parte dei “non-giapponesi” si sia sostituito “tsu” con “z”.



Fujiwara-San, responsabile del settore ricerca e sviluppo di Mazda

A chi pensa che i giapponesi siano entrati nel mercato dell’auto solo negli anni Settanta, bisogna anche ricordare che Mazda fu fondata nel 1920, quindi ha una lunga tradizione…
Si, il marchio porta il nome del suo fondatore. E la società basata a Hiroshima ha un percorso industriale variato. Inizialmente specializzata nella lavorazione del sughero passa alla costruzione di macchine utensili alla fine degli anni ’20 per poi lanciarsi nella costruzione di autoveicoli a partire dagli anni ’30.



Vision Coupe: questo prototipo dal design futurista è molto vicino a quella che sarà una futura auto Mazda

Com’è evoluta negli ultimi anni la linea e la tecnica delle vetture?
Il nostro design si ispira alla natura e più precisamente ai felini. Noi lo chiamiamo “Kodo – Soul of motion” ovvero “anima del movimento”. L’ispirazione trova fondamento nell’immagine del felino pronto a effettuare lo scatto. Anche se è ancora fermo, possiamo notare come la posizione atletica che assume sia carica di energia. Tutta la nostra attuale gamma di prodotti beneficia di questa filosofia di design. Essa ha permesso di dare un nuovo volto alla marca che è ora più facilmente riconoscibile ma senza per questo generare cloni in stile “matrioska”. Per quanto riguarda la tecnica, a monte dell’elettrificazione o dell’ibridizzazione, il mondo oggi si divide in due filosofie di pensiero: da un lato quelli che seguono l’approccio del “down-sizing”, ovvero la riduzione della cilindrata compensata dalla sovralimentazione, e dall’altro un solo costruttore, Mazda, che si concentra sul “right-sizing”, ovvero l’ottimizzazione dei processi di combustione sia per i motori benzina che diesel. Nel nostro caso l’idea di fondo è abbastanza semplice. Si tratta di aumentare l’efficienza del motore per litro di carburante utilizzato. Questo è possibile solamente aumentando il tasso di compressione che nel nostro caso è di 14:1 per i motori a benzina (il più alto al mondo per motori di serie) e di 14:1 per i motori diesel (il più basso al mondo). In questo modo siamo riusciti ad aumentare del 30% l’efficienza dei nostri motori (Skyactiv) introdotti su tutti i nostri nuovi modelli dal 2012.

Vogliamo spiegare meglio?
Espresso in un altro modo, se fino a prima del 2012 per un litro di carburante solo 0.25 litri erano utilizzati per il movimento (il resto viene sprecato da: calore, frizioni interne, effetto di pompaggio all’aspirazione, gas di scarico ecc.) Skyactiv ci ha permesso di passare a 0.34 litri e dal 2019 saremo in grado di lanciare sul mercato il primo motore a benzina capace di funzionare per autocombustione (come un diesel per intenderci) con un tasso di compressione di 16:1. In Europa abbiamo già diversi prototipi che stanno svolgendo i test finali di messa a punto. Si tratta di una tecnica unica che anche altri marchi hanno cercato di sviluppare ma fino ad ora nessuno era riuscito a metterla a punto. Mazda con Skyactiv-X sarà il primo e forse anche l’unico marchio a proporre questa soluzione che ci permetterà di migliorare l’efficienza di altri 25 punti percentuali.

E quali sono i vantaggi?
Avendo fatto i compiti a casa, nel senso di esserci concentrati la dove consumi ed emissioni avvengono (all’interno del cilindro) la maggiore efficienza dei nostri motori ci permetterà di attendere ancora un po’ con l’elettrificazione. E anche quando quest’ultima dovesse rendersi necessaria potremo adottare sistemi più leggeri, meno complessi e soprattutto meno costosi a tutto vantaggio della nostra clientela.

Perché un automobilista dovrebbe scegliere Mazda?
Perché siamo un piccolo marchio coraggioso con una forte vocazione ingegneristica ed un design accattivante. Adottiamo soluzioni uniche per soddisfare le esigenze dei nostri clienti e crediamo che non siano necessari 300 cavalli per procurare belle sensazioni di guida.

emmebi


Pubblicato il 24.12.2017 10:28

Guarda anche
Nuvolari
La curiosa inserzione di un ticinese: "A prova di incidente, è in grado di sbriciolare all'impatto qualunque auto plasticosa fabbricata dopo il 1990. Vendo solo ad appassionati masochisti, previa firma di un certificato d'adozione e di impegno a preservarne intatta la dignità, dato l'inspiegabile valore affettivo"
Nuvolari
Un automobilista confederato si trovava in colonna in autostrada e a un certo punto ha pensato bene di sfruttare lo spazio della corsia di emergenza per percorrere i circa 500 metri che mancavano all'uscita. Pizzicato dalla polizia, è stato condannato dal Tribunale di Zurigo a 60 aliquote giornaliere di 40 franchi per infrazione aggravata alle norme della circolazione... E i giudici di Losanna hanno confermato
Nuvolari
Il concerto, organizzato da Carlo Ferrari, vice general manager del gruppo Gardel, è stato reso possibile anche grazie al sostegno della cantina vinicola Valsangiacomo e dell’azienda HSI Sirio di Mendrisio
Nuvolari
Il TCS ha testato e paragonato tra di loro una Renault Zoe, una Nissan Leaf e una Opel Ampera-e. Le auto elettriche esaminate nelle condizioni di questo test offrono solo circa il 58% dell’autonomia annunciata dai costruttori per una ricarica di batteria