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Tensioni fuori dalla Resega prima del derby, il volantino esplosivo della Gioventù Biancoblu. Gli ultras attaccano la Polizia e il ministro Norman Gobbi, "che l'ha giurata al tifo organizzato"... “Chi ha voluto appuntarsi la stella del giustiziere?"
Il volantino degli ultras dell'Ambrì: "Una farsa su tutta la linea, probabilmente scappata di mano alla Polizia, incapace di un minimo di buon senso”
LUGANO – Venerdì sera, fuori dalla Resega prima del derby c’è stata tensione, ma anche un po’ dentro: agitazione nelle curve... Alla fine un tifoso dell’Ambrì è stato denunciato. Ma secondo i fans biancoblu si è trattato di un blocco inutile, per una torcia: con un volantino diffuso alla Valascia e pubblicato dal portale ticinolibero.ch, hanno spiegato la loro versione  attaccato duramente la polizia e il ministro Norman Gobbi.

Già in giornata, nelle pagine Facebook di tifosi si erano viste lamentele. “In nessun aeroporto, in nessuna dogana, in nessuno stadio e nemmeno al Modena Park (per Vasco Rossi, ndr) mi hanno fatto una perquisizione come ieri sera…”, scriveva qualcuno, aggiungendo (e non è comunque positivo) che volendo avrebbe potuto portar dentro qualcosa, “ma non faccio casino in casa d’altri. Fermare la Gioventù BiancoBlu? Se avessero voluto passare lo avrebbero fatto lo stesso”.

Ma veniamo al volantino, dove si fa notare, secondo l’opinione della Gioventù BiancoBlu, che le informazioni fatte passare non sono state corrette (con critiche pesanti a colleghi che non riportiamo, “necessitano di informazione scandalo”). Stando ai fans, un blocco della Polizia di Lugano alle 17.00 ha fermato un’auto con a bordo “cinque personaggi noti  della Sud”, che trasportavano diverso materiale, con striscione, megafoni, tamburi e bandiere. “La casualità di un simile blocco risulta perlomeno sospetta… Voglia di provocare inutili tensioni per ulteriori diffide? Imboscata costruita ad arte?”, si chiedono gli ultrà.

I cinque forniscono le informazioni chieste, e tutto risulta corretto tranne la presenza di una torcia, “il capro espiatorio del mondo ultrà: tre anni di diffida assicurati, denuncia penale e multe salate. Nemmeno fosse un kalashinokov…”.

I tifosi vengono portati in centrale per accertamenti, col sequestro del materiale, per “ordini superiori”. Gli altri ultrà, giunti al cimitero, decidono che “senza materiale e senza compagni alla partita non si va” e il corteo si dirige alla centrale. All’incrocio tra via Trevano e via Beltramina, arriva un blocco di polizia con tenuta antisommossa, ma i tifosi non desistono e attendono sul marciapiede, si legge nel volantino. Passa un’ora, e “dietro ordine dello stesso capo della Polizia Matteo Cocchi, il materiale viene riportato e ci informano del rilascio di quattro tifosi”.
Tutti tornano alla pista ed entrano, sono le 18.45

“Una farsa su tutta la linea, probabilmente scappata di mano alla Polizia, incapace di un minimo di buon senso”, attacca la GBB. “E prima che alcuni ‘non amanti’ di Anna Frank in curva Lago, braccetto destro teso, provocano indisturbati (sarà stato il Biagio nevvero JJ?) la polizia ticinese pensava utile bloccare per un’ora una delle strade principali di Lugano in un venerdì di fine lavoro per una torcia”. E lamentano “la vergognosa copertura da parte della stampa”.

“Per ordini superiori si è voluto andare oltre”, è l’accusa. “Chi ha voluto appuntarsi la stella del giustiziere? Il responsabile anti-hooligan in Ticino, lo stesso che perquisisce minorenni nei cessi della Valascia, per forse vendetta personale? O il responsabile di piazza già eroe di alcune situazioni di incapacità di gestione? O ancora il capo della Polizia Cocchi stufo e frustrato per non riuscire ad aumentare il numero di diffide e di fermi? O, più probabile, il capo del dipartimento della sicurezza Norman Gobbi che da tempo l’ha giurata al tifo organizzato e a tutte le forme di diversità? Chissà, probabilmente un miscuglio goffi e mal riuscito dei quattro”.



Pubblicato il 07.01.2018 12:53

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