Politica e Potere
I 'Nobillag' aprono le danze: "Un’iniziativa forte che sta scuotendo i vertici della Politica e della SSR. L’era del canone radiotelevisivo imposto è finita e per la TV di Stato – ridotta sempre più ad emittente di nicchia - è giunto il momento di ripensarsi completamente"
La nota è firmata dal comitato composto da Alain Bühler, co-presidente No Billag Ticino, e vicepresidente del comitato nazionale, Lorenzo Quadri, co-presidente No Billag Ticino e consigliere nazionale leghista, Antonella e Boris Bignasca, Iris Canonica, Carlo Danzi, Battista Ghiggia, Lara Filippini, Eros Mellini, Paolo Camillo Minotti, Paolo Pamini, Massimiliano Robbiani
foto: TiPress/Gabriele Putzu
BELLINZONA – I ‘Nobillag’ scendono in campo e in una nota stampa spiegano i motivi per i quali votare sì il 4 marzo. La nota è firmata dal comitato composto da Alain Bühler, co-presidente No Billag Ticino, e vicepresidente del comitato nazionale, Lorenzo Quadri, co-presidente No Billag Ticino e consigliere nazionale leghista, Antonella e Boris Bignasca, Iris Canonica, Carlo Danzi, Battista Ghiggia, Lara Filippini, Eros Mellini, Paolo Camillo Minotti, Paolo Pamini, Massimiliano Robbiani…

“L’iniziativa “SI all’abolizione del canone radiotelevisivo” posta in votazione il prossimo 4 marzo – si legge nella nota - si prefigge l’obiettivo di liberare i cittadini svizzeri da una tassa di ricezione d’obbligatorietà generale anacronistica, e di eliminare i finanziamenti della Confederazione alle emittenti televisive e radiofoniche.

Un’iniziativa forte che sta scuotendo i vertici della Politica e dello Stato, oltre che della SSR, perché rappresenta un cambiamento di paradigma per il nostro paese. Un cambiamento in linea con i progressi tecnologici e digitali che oggi permettono ad ogni cittadino di fruire di contenuti informativi e d’intrattenimento quando vogliono, dove vogliono e come vogliono, e cha ha mutato le abitudini di una buona parte del pubblico. Vi sono sempre più cittadini che nell’era digitale e di internet non sono più disposti a vedersi imporre dallo Stato il pagamento di un pesante obolo a un’emittente radiotelevisiva alla quale non sono interessati. Per dover poi ancora pagare per acquistare quei prodotti mediatici che invece desiderano vedere.

Per questo è giunto il momento di riconoscere che l’era del canone radiotelevisivo imposto è finita e per la TV di Stato SSR – ridotta sempre più ad emittente di nicchia -  è giunto il momento di ripensarsi completamente, di trovare modalità di finanziamento alternative e, soprattutto, non basate su una coercizione.

Con un SI’ a No Billag:
• il cittadino si approprierebbe finalmente della libertà di scegliere di quali media fruire e per quali spendere il proprio denaro;
• il mercato mediatico svizzero conoscerebbe una reale concorrenza tra gli attori, tra cui la SSR, sia a livello pubblicitario che di contenuti;
• le aziende non dovrebbero più versare una tassa che dal 2019 diventerà, di fatto, un’imposta sul fatturato;
• la futura SSR non sarebbe più il dinosauro mediatico che oggi conosciamo: attempato, dispendioso, sovradimensionato, politicamente sbilanciato e refrattario alle critiche. Sarà un’emittente che opererà in modo economico, efficiente e orientata al pubblico, e quindi in costante miglioramento. Inoltre, sarebbe indipendente dagli influssi del Governo e della Politica, ciò che le permetterebbe di esercitare a pieno titolo il proprio ruolo di quarto potere”.




Pubblicato il 11.01.2018 20:23

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