Politica e Potere
Giorgio Ghiringhelli: "La petizione contro Andrea Vosti una provocazione per far emergere il diffuso malumore sulla faziosità del giornalista della RSI"
Il fondatore del Guastafeste: "Per carità, si può anche criticare il metodo scelto e “sparare sul petizionista” , ma senza però perdere di vista la sostanza del problema sollevato dalla petizione : ossia la necessità di garantire un’informazione oggettiva"
© Ti-Press / Samuel Golay
di Giorgio Ghiringhelli*

 

Lo scorso 2 marzo avevo lanciato una petizione online per chiedere alla direzione della RSI di rimuovere il giornalista Andrea Vosti dal suo incarico di corrispondente dagli USA, e ciò a causa dei suoi continui commenti tendenziosi sulla politica e sulla persona del presidente americano Donald Trump.

 

Una richiesta certamente provocatoria , nello stile del Guastafeste, e da taluni giudicata illiberale, ma probabilmente era l’unico modo per far uscire allo scoperto il diffuso malumore sulla faziosità del Vosti , e per costringere i dirigenti della RSI a fare qualche riflessione e a ricordarsi che il mandato di servizio pubblico della radiotelevisione impone di fornire un’informazione oggettiva ai teleutenti che sono tutti obbligati a pagare il canone. Intendiamoci bene : la petizione non è stata lanciata per difendere il presidente americano, i cui modi di fare “politicamente non corretti” e le cui decisioni non suscitano unanimità di consensi, ma semplicemente per chiedere un’informazione oggettiva che aiuti a capire il perché di certe sue decisioni.

 

Si può essere d’accordo o meno con queste decisioni ma non si deve dimenticare che Trump è stato eletto dagli americani proprio perché aveva promesso in campagna elettorale di fare quelle cose che ora sta cercando di fare, e questo è certamente un merito che gli va riconosciuto. Semmai , invece di criticare e di sbeffeggiare in continuazione Trump, i corrispondenti dagli USA dovrebbero sforzarsi di farci capire perché gli americani l’hanno eletto e perché sono stati affascinati dal suo programma elettorale basato sullo slogan “America first”.

 

L’idea di chiedere la rimozione del giornalista tramite una petizione ha raccolto consensi ma non è piaciuta a tutti . Ad esempio il direttore del Corriere del Ticino, Fabio Pontiggia, in un messaggio email trasmesso al sottoscritto con copia alla stampa ticinese, mi ha definito un “illiberale tagliatore di teste”, aggiungendo che “criticare è giusto e legittimo, e anche doveroso, ma chiedere di rimuovere no”. Per questo motivo il suo giornale non ha pubblicato la notizia della petizione.

 

Ma nello stesso messaggio Pontiggia ha ammesso che il Vosti “è faziosissimo” : quale autorevole conferma ! Anche il Giornale del popolo, pur riconoscendo che il metodo usato dal sottoscritto è provocatorio, ha ricordato che “nella rubrica televisiva “teleraccomando” la signora DeViso ha già messo più volte in evidenza come i contributi giornalistici di Vosti dagli USA siano spesso molto di parte e sempre mirati a colpire la politica del presidente Trump. Un modo di fare giornalismo – ha aggiunto – in contrapposizione al servizio pubblico, a cui la SSR deve fare riferimento per statuto”.

 

Pure un sondaggio lanciato da TicinOnline, con la domanda “Ritenete che Andrea Vosti, corrispondente della RSI dagli Stati Uniti, sia troppo fazioso ?”, ha messo in evidenza un diffuso malcontento verso il giornalista in questione. Dopo poco più di due ore dall’apertura del sondaggio, e prima che lo stesso venisse disattivato a causa di alcune manipolazioni esterne, ben 885 persone avevano risposto SI , 834 si erano espresse per il NO e 273 si erano astenute.

 

Infine anche Eros Mellini, direttore del quindicinale “Il Paese” (il giornale dell’UDC ticinese) ha dedicato un articolo alla vicenda nel quale non solo ha condiviso le critiche di faziosità rivolte al Vosti, ma ha pure aggiunto : “Peccato che nessuno dice perché chiedere l’allontanamento di un giornalista – peraltro riconosciuto come fazioso – sarebbe inaccettabile in una società liberale e democratica. In altre parole, in una società liberale e democratica è ammesso informare tendenziosamente e subdolamente, tanto al massimo ti criticheranno ma il posto non te lo tocca nessuno”.

 

In conclusione si può dire che l’obiettivo della petizione di far emergere il diffuso malcontento verso la faziosità del corrispondente della RSI sia riuscito, perché senza la petizione certi sondaggi e certe autorevoli dichiarazioni che dovrebbero far riflettere chi di dovere non ci sarebbero stati. Poi, per carità, si può anche criticare il metodo scelto e “sparare sul petizionista” , ma senza però perdere di vista la sostanza del problema sollevato dalla petizione : ossia la necessità di garantire un’informazione oggettiva.

 

*Il Guastafeste



Pubblicato il 17.03.2018 09:34

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