Pane e vino
Alla "Casa del vino Ticino" di Morbio Inferiore scatta la 20esima edizione di Cantine Aperte: 78 produttori pronti a guidarvi nella parte segreta dell'enologia
Come dice Uberto Valsangiacomo, presidente di Ticinowine nel suo invito, "sarà un fine settimana all'insegna del vino e della sua cultura che, mi piace sottolineare, da millenni è parte integrante della nostra storia ed ha contribuito nei secoli alla crescita sociale, economica e tecnica delle popolazioni europee"
© Ti-Press / Benedetto Galli
MORBIO INFERIORE – Annata tonda quella di Cantine Aperte, giunta alla sua ventesima edizione e che vede 78 produttori pronti ad aprire le proprie porte per accogliere amici e appassionati di vino alla scoperte delle nuove annate.

Cantine Aperte, però, non è solo un momento di degustazione, ma è anche un momento di scoperta come suggerito nella prefazione di Daniele Finzi Pasca, padrino di questa edizione: "Aprire le cantine… è accogliere nella parte segreta del vostro lavoro chi potrebbe appassionarsi, non solo di quanto producete, ma pure gesti antichi che continuate a tramandare. "Aprire” è un bel verbo... Si apre la porta di casa accogliendo e raccontandosi."

Si beve meglio rispetto a prima? Sicuramente, il modo di consumare il vino vede un cambiamento radicale alla fine degli anni settanta. Il vino, da complemento dell'alimentazione, è divenuto un prodotto di cultura e, con l'evento del turismo di massa, non si viaggia solo per scoprire la gastronomia locale, ma anche i suoi vini.

Questo successo che riscuote la bevanda alcolica più antica al mondo, fa nascere riviste di settore che presentano regioni, produttori e cultura. Da quarant'anni l’interesse continua a crescere, a dimostrazione che non si tratta di un fenomeno di moda. Dentro ad un bicchiere di vino, come dice Uberto Valsangiacomo, presidente di Ticinowine nel suo invito, “sarà un fine settimana all'insegna del vino e della sua cultura che, mi piace sottolineare, da millenni è parte integrante della nostra storia ed ha contribuito nei secoli alla crescita sociale, economica e tecnica delle popolazioni europee".

La qualità dei nostri vini in questi anni si è evoluta e diversificata. Fino agli anni ottanta, il Merlot era un vino beverino, fresco, da bere dopo 4-5 anni. Erano prodotti il rosato e il rosso vinificato in acciaio. In quegli anni, la curiosità dei produttori incita a scoprire nuovi stili e le conoscenze enologiche permettono loro di percorrere nuove strade; l'utilizzo delle barrique, la nascita del Bianco di Merlot, la coltivazione di altrui vitigni per assemblaggi con quello che ancora oggi è il principe dei nostri vigneti: il Merlot.

Spumanti, vini dolci e vini ottenuti con appassimento, hanno amplianto l'utilizzo di questo vitigno con ottimi risultati, tanto che testate come Winespectator, Parker e Spirito di Vino, solo per citarne alcune, annualmente danno spazio ai vini svizzeri.

I vini ticinesi riscuotono, anche nei concorsi internazionali, successi tra i giurati, come all'ultimo Mondial du Merlot, dove i nostri imprenditori vitivinicoli si sono portati a casa, oltre alle 20 Medaglie d’Oro anche una Gran Medaglia d’Oro e diversi premi di categoria. Sarà possibile degustare tutti questi vini venerdì 18 maggio alla "Casa del vino Ticino" di Morbio inferiore.

Un evento unico che raggruppa in un'occasione speciale i vini premiati. Diverse cantine, per accogliervi meglio in queste giornate di festa del vino, hanno organizzato diversi eventi collaterali dove al nettare di bacco potrete accompagnare prelibatezze del territorio. Alziamo i calici e brindiamo al vino, prodotto di cultura, tradizione e convivialità.

Maggiori informazioni sul sito www.ticinowine.ch alla pagina Eventi / Cantine Aperte 2018.

red.

Pubblicato il 14.05.2018 15:32

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