Intervista al deputato leghista che rivela anche importanti novità a livello personale e professionale: "Lasciare il giornale fondato da mio papà non è stato semplice. Ma ora sono contento di rilanciare il Mattinonline. Il ricordo del Nano a cinque anni dalla sua scomparsa è ancora molto vivo"
Intervista al presidente della CORSI che commenta l'esito della votazione e getta uno sguardo sul futuro. "La prossima, difficile, tappa della SSR sarà quella di attuare un piano di contenimento dei costi"
Attraverso un comunicato stampa, il Governo accoglie con soddisfazione il verdetto della votazione federale sull’iniziativa per l’abolizione del canone radiotelevisivo: “Valorizzati i ruoli di RSI ed emittenti private”.
Il Ticino cresce l’attesa in vista del 4 marzo, quando suonerà il gong che sancirà vincitori e vinti dell’iniziativa che chiede l’abolizione del canone radiotelevisivo. Dopo mesi di campagna infuocata, la popolazione sembra rispondere al richiamo delle urne
Dopo Amalia Mirante, ecco l'ultimo appello agli elettori da parte del leader del fronte del SI in vista della volata finale del 4 marzo: "L'autocritica pare non sia nel DNA dell'emittente di Comano che in questa campagna ha pienamente dimostrato cosa voglia dire essere un'emittente di parte"
Dopo Amalia Mirante, ecco l'ultimo appello agli elettori da parte del leader del fronte del SI in vista della volata finale del 4 marzo: "L'autocritica pare non sia nel DNA dell'emittente di Comano che in questa campagna ha pienamente dimostrato cosa voglia dire essere un'emittente di parte"
Liberatv ha chiesto ad Amalia Mirante e ad Alain Bühler di lanciare un ultimo appello in vista della volata finale del 4 marzo. Cominciamo con la rappresentante degli Amici della RSI: "Sappiamo tutti benissimo che la RSI non è perfetta. Che dovrà cambiare molto e rapidamente. Ma siamo anche in chiaro su un fatto: in Svizzera non risolviamo i problemi con la mannaia, o facendo tabula rasa"
Siamo stati accusati da alcuni giornalisti della radiotelevisione pubblica di scorrettezza, scarsa professionalità e di agire in modo vergognoso (addirittura!). Ma abbiamo trattato questa notizia nello stesso identico modo con cui trattiamo tutte le altre
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ANALISI - Il voto del 4 marzo non è un referendum pro o contro la RSI. Stiamo parlando della sopravvivenza della SSR e di decine di radio e televisioni private, e dei relativi posti di lavoro, e delle relative competenze professionali. E del mantenimento o dello smantellamento del servizio pubblico radiotelevisivo in Svizzera. Che va mantenuto
Forti contestazioni da parte dei favorevoli all'iniziativa per il modo con cui è stato condotto il confronto: "Sarebbe stato meno parziale se anche i giornalisti si fossero seduti accanto ai sostenitori del “no” ". Il direttore dell'informazione della RSI ribatte: "Il fronte del "sì" ha parlato di più di quello del "no". E abbiamo puntualizzato sui fatti e non sulle opinioni, che sono libere ovviamente"
In questi anni sul Mattino e altrove abbiamo visto di peggio. Molto di peggio. Indignarsi per questo fotomontaggio significa porre l’asticella nel dibattito pubblico a un livello sbagliato, poco credibile, fuorviante. Il che, infine, non può che produrre storture nel misurare ciò che rappresenta un linguaggio, anche grafico, degradante da ciò che non lo è affatto
Il CEO di UBS sul voto del 4 marzo: "Solo perché non siamo d’accordo su tutto, non possiamo permetterci di buttare via il bambino con l’acqua sporca"
Il Consigliere Nazionale leghista durissimo contro il filmato satirico diffuso dal Comitato "No Billag - No Svizzera" presieduto dai senatori Fabio Abate e Filippo Lombardi: "In questo spot cercano addirittura, senza alcuna vergogna, di paragonare la SSR ad un servizio salvavita"
“L'iniziativa No Billag non ha nessuna chance di essere accolta, considerati i mezzi messi in campo dal fronte del no e alla luce dei sondaggi… Ma se raccogliesse, mettiamo, solo il 20% di consensi, i vertici della SSR diranno: ‘abbiamo la benedizione popolare e andiamo avanti così’. Se invece il sostegno andrà oltre il 40% allora si potrà iniziare a discutere seriamente dei cambiamenti”
L'ex direttore della RSI dice la sua sulla votazione del 4 marzo in una lunga intervista al Corriere del Ticino: "Il nervosismo dei dipendenti è comprensibile. Ma non aiuta perché dà l’impressione di voler difendere posizioni acquisite una volta per sempre
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Il Consigliere Nazionale leghista punta il dito anche sul modo con cui la RSI ha riferito dell'evento: "Al TG delle 20.00 la notizia di questa "manifestazione" autoindotta che merita al massimo la cronaca regionale è stata data prima della strage di Kabul, con quasi 100 morti. Questo è il servizio pubblico..."
All’evento hanno partecipato, oltre a molti comuni cittadini, diversi volti noti e meno noti della RSI, della politica e della cultura ticinese. GUARDA LA GALLERI CON LE FOTO PIÙ BELLE DELLA GIORNATA
Secondo l’ex candidato al Senato, in caso di approvazione, “non ci sarà nessuna catastrofe perché”, spiega, “il tutto è perfettamente pianificabile e non ci sarà nessuno che spegne la luce di colpo. Il catastrofismo dei contrari su questo punto è fuorviante”
Tramontano le speranze per l’iniziativa "No Billag", che secondo il sondaggio pubblicato oggi dalla SSR verrebbe bocciata con il 60% dei voti. L’inchiesta sul voto del 4 marzo, che conferma le recenti previsioni, è stata realizzata dall'istituto gfs.bern per conto della SSR
La consigliera federale: “È vero che si percepisce tra la gente un certo malessere nei confronti della SSR. Ad alcuni non piace un moderatore, ad altri una trasmissione. Ma questo non è un motivo per votare in favore dell’iniziativa"
Il direttore della SSR fa il punto della situazione in una lettera ai collaboratori: "Le teorie degli iniziativisti sono castelli in aria: un Sì alla No Billag comporterà la scomparsa dell'azienda. Ma se vince il No dopo il 4 marzo sarà necessario intraprendere un vero cambiamento. Ecco come"
L'ex deputata, membro del Comitato a favore dell'abolizione del canone, critica il Consigliere agli Stati: "Ma scherziamo? Un giovane politico che, in virtù della nostra democrazia diretta, sostiene l’iniziativa sottoscritta da più di 100'000 persone a favore della libera scelta dei cittadini svizzeri, dovrebbe vergognarsi?"