Il direttore della RSI interviene su Facebook facendo le pulci alle proposte dei promotori della No Billag: " Non ci sono piani B possibili, non ci sono alternative. Si deve scegliere tra un sistema che funziona e un salto nel vuoto"
Da qualche settimana in redazione sono giunte segnalazioni di aziende preoccupate. In particolare per via di una clausola di salvaguardia legata all’iniziativa, apposta sia nel rinnovo che nei nuovi contratti
Il conduttore torna a parlare dell'iniziativa che punta all'abolizione del canone: "Non so se sono deluso o semplicemente amareggiato, non so se le strumentalizzazioni e i vari attacchi che leggo sui blog (e dintorni) fanno davvero parte di quel cantone che adoro, o se semplicemente “diventando grandi” è normale che questo accada"
Il direttore del Mattino ribatte per le rime alle stilettate del numero uno della RSI: "L'articolo di Giuliano Bignasca che ha letto a Teleticino? Quando non si hanno argomenti si tirano in ballo i morti...basta ricordare che il Nano è l'inventore del ben più noto slogan: con la fattura della Billag ci facciamo gli aeroplanini"
Il direttore della RSI esulta per i risultati della radiotelevisione pubblica e dà qualche pizzicotto polemico al direttore del Mattino: "Quando vedo gli occhi felici del pubblico, sono felice perché collaboratori e collaboratrici della RSI hanno contribuito a dare un lampo di felicità alla gente. Anche questo è un compito del servizio pubblico. I promotori della No Billag vogliono cancellare questa felicità"
Il direttore della RSI esulta per i risultati della radiotelevisione pubblica e dà qualche pizzicotto polemico al direttore del Mattino: "Quando vedo gli occhi felici del pubblico, sono felice perché collaboratori e collaboratrici della RSI hanno contribuito a dare un lampo di felicità alla gente. Anche questo è un compito del servizio pubblico. I promotori della No Billag vogliono cancellare questa felicità"
Il finanziere torna a cannoneggiare contro la radiotelevisione pubblica: "Per la nomina del consigliere federale Cassis sono stati impiegati 235 dipendenti della SSR. Dato che non siamo nella Corea del Nord qualche camera da presa in meno non avrebbe offeso Cassis né svilito la qualità delle riprese"
Intervista a tutto campo (ma non solo...) al conduttore che sabato in prima serata esordirà con un nuovo programma di intrattenimento: "Mi sento un po’ come quegli artificieri dei film che devono tagliare un cavo per non fare esplodere la bomba. Spero di tagliare quello giusto. Sai, è un periodo un po' delicato per noi..."
La nota è firmata dal comitato composto da Alain Bühler, co-presidente No Billag Ticino, e vicepresidente del comitato nazionale, Lorenzo Quadri, co-presidente No Billag Ticino e consigliere nazionale leghista, Antonella e Boris Bignasca, Iris Canonica, Carlo Danzi, Battista Ghiggia, Lara Filippini, Eros Mellini, Paolo Camillo Minotti, Paolo Pamini, Massimiliano Robbiani
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Questa sera su Teleticino è andato in onda il primo confronto televisivo tra favorevoli e contrari alla No Billag. Sull'eventuale chiusura della SSR e sul piano b dialogo fra sordi. E tra Canetta e Quadri solo qualche piccola scintilla: peccato...
Domani il Comitato si presenterà tramite un comunicato stampa dove verranno resi noti i membri e le motivazioni a sostegno del sì. I fautori dell’iniziativa puntano molto sul “piano b” presentato ieri dall’Unione arti e mestieri (USAM)
Il sindacalista e deputato PPD: "Anche da un punto di vista sindacale la stessa RSI non è esente da difetti, a partire dai numerosi posti a tempo parziale e/o determinato che sfiorano il precariato. Certamente la gestione aziendale può essere ulteriormente migliorata. Ma questa iniziativa vuole aumentare del 25% i disoccupati in Ticino"
Il direttore del Mattino dopo l'articolo di Liberatv chiarisce: "Singoli esponenti istituzionali della Lega, anche in funzione del loro ruolo, possono avere una posizione diversa: è loro buon diritto e la Lega non è la Bulgaria dei tempi del blocco sovietico. Ma si tratta della loro posizione personale. Non di quella del Movimento"
Dopo i due Consiglieri di Stato, anche Borradori si schiera sul fronte del "no": "La RSI la possiamo senz’altro criticare su alcune scelte, possiamo giudicare inopportuni certi atteggiamenti, ma non credo proprio che la soluzione per correggere queste situazioni sia quella di chiudere l’azienda”. E ora che indicazione di voto darà la Lega?
Il presidente, Piero Marchesi, pur condividendo le obiezioni sulla SSR, ha detto che “a fronte delle colpe di alcuni dirigenti, non mi sembra corretto penalizzare una regione e i cittadini che beneficiano del servizio pubblico”
Il vicepresidente dell'UDC, e promotore dell'iniziativa che mira ad abolire il canone, si esprime dopo l'articolo di Liberatv sulla vigilia del dibattito in casa democentrista: "Se alla fine saremo solo io, la Lega e qualche altro aderente al comitato ticinese a sostenere il SI, no problem. Non sono di certo le grandi coalizioni a spingere il voto del Popolo in una direzione o nell'altra"
L’ipotesi della terza via, la “libertà di voto”, che nelle scorse settimane sembrava potesse essere una soluzione, pare aver perso decisamente quota. Sarà un sì o un no. E se sarà “no” la Lega sarà l’unico partito in Ticino a sostenere l’iniziativa. E neppure a ranghi compatti, considerato che i due Consiglieri di Stato Claudio Zali e Norman Gobbi si sono già espressi contro la No Billag
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Intervista esclusiva al CEO del Gruppo del Corriere del Ticino che si esprime per la prima volta sulla votazione che mira ad abolire il canone: "Una rete tv pubblica fedele alla propria missione è un elemento prezioso per la democrazia. Noi megafono del centrodestra? Tutte invenzioni. Spero che Marchand non sia stato nominato troppo tardi. I derby di hockey "regalati" da UPC? Falso. E dai dipendenti della RSI reazione delirante...."
Il dibattito sulla No Billag, da un paio di mesi, è molto acceso sui social, sui siti e, in parte, anche sui giornali. Sulle radio e sulle televisioni che invece beneficiano dell’oggetto del contendere, il canone, non esiste. O per meglio dire esiste soltanto come noioso e doveroso oggetto di cronaca
Il presidente della CORSI ci scrive dopo la nostra recensione della serie tv della RSI che ha mandato su tutte le furie i cacciatori: "Ciò che mi è piaciuto del commento è la chiara e onesta distinzione fra la responsabilità autoriale e quella aziendale: un prodotto mal riuscito non deve portare alla condanna di tutta l'azienda!"
Capitolo costi. La Federazione dei cacciatori ha scritto a Maurizio Canetta che sarebbe interessante conoscere la spesa sostenuta dalla RSI per realizzare il prodotto. Da Comano, a livello ufficioso, si limitano a far filtrare che la produzione è costata la metà di quanto normalmente costa una serie televisiva della SSR. Ma niente cifre
Durissima presa di posizione della Federazione dei cacciatori contro la fiction andata in onda su LA 1. Regazzi: "Ma non va letta sotto la lente di No Billag. Però qualche nostro associato purtroppo mi ha detto che voterà "sì" dopo aver visto la serie tv. Di sicuro la RSI si è fatta qualche nemico in più e non ne aveva bisogno"
Abbiamo trascorso un'intera giornata insieme ai giornalisti della trasmissione più seguita della radiotelevisione pubblica. Ecco come lavorano e cosa ci hanno raccontato. Il responsabile dell'informazione regionale dice la sua anche sulle ultime polemiche: "Pagarci il canone? Disponibile da subito. E c'è chi sta raccogliendo le firme per chiederlo...."
Il presidente della CORSI va al contrattacco: "Cosa dovrebbe fare chi combatte l'iniziativa? Sminuirne gli effetti? Non c'è ricatto, non ci sono previsioni apocalittiche, ma è pura e semplice logica: dire di sì a "No Billag" significa spegnere la RSI"
Alla RSI le collaboratrici e i collaboratori sono confrontati con quelli che sono oggi i problemi di tutti: orari irregolari, ore supplementari, peggioramento delle condizioni di lavoro, richieste sempre maggiori di flessibilità, burn out, stress, fenomeni di mobbing, problemi con il management aziendale, contratti precari...