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Ultimo aggiornamento: 22.04.2019 14:39
Cantonali 2019
07.02.2019 - 14:430
Aggiornamento : 15:00

Il "wind of change" di Alex Farinelli: "Ecco perché credo nel raddoppio del PLR in Governo"

Chiacchierata informale con il capogruppo del PLR candidato al Consiglio di Stato

BIASCA – Una serata per Alex. Il motore della campagna in vista delle elezioni cantonali di aprile si sta scaldando, seppur lentamente. E iniziano gli aperitivi e le cene elettorali.

Ieri sera, lunedì 4 febbraio, l’imprenditore Vito Auciello, titolare della Multimmobiliare di Locarno (nella foto interna), ha organizzato al ristorante della Posta di Biasca un evento per il capogruppo del PLR Alex Farinelli. Era prevista anche la presenza del ministro Chrisian Vitta che però non è riuscito a tornare in tornare in tempo da Berna.

È stata un’occasione per porre, tra un calice di Franciacorta e un piatto di penne al cinghiale, qualche domanda al giovane candidato al Consiglio di Stato.

 

Farinelli, ma ci credete davvero a un possibile raddoppio dei seggi in Governo?

“Certo che ci crediamo, e se questo obiettivo si realizzerà spero di arrivare secondo dopo Christian Vitta”.

 

Il suo obiettivo personale è dunque ribaltare il risultato di quattro anni fa, che la vide in fondo alla classifica tra i candidati del PLR al Consiglio di Stato…

“Esatto. In questi quattro anni essendo stato capogruppo in Gran Consiglio ho avuto la fortuna di potermi far conoscere parecchio, e spero anche apprezzare, perché quel ruolo ti dà un’innegabile visibilità mediatica”.

 

Ma il raddoppio, se ci sarà, lo immagina a discapito di quale avversario politico?

“È difficile dirlo. Per fortuna non lo decideremo noi, partiti o candidati, ma i ticinesi. Noi ci impegniamo per essere un’alternativa alla politica di oggi, poi saranno gli elettori a fare la loro scelta”.

 

Però già quattro anni puntavate a riconquistare il secondo seggio perduto… Se nemmeno questa volta ci riusciste non rischiereste di innescare una pericolosa sindrome di delusione nella vostra base elettorale?

“Guardi, quattro anni fa la situazione era molto diversa: la lista era fortemente improntata al rinnovamento e c’era un solo candidato con esperienza e notorietà, Christian Vitta, appunto. Oggi abbiamo un consigliere di Stato uscente, lo stesso Vitta, che ha dimostrato di sapere lavorare bene, accompagnato da profili interessanti, per cui credo che i tempi siano maturi per tentare la sfida”.

 

Cosa dovrebbe succedere perché si realizzi questa alchimia?

“Per prima cosa dobbiamo riuscire a entusiasmare le persone. Oggi è sempre più difficile guadagnare schede di partito e bisogna fare in modo che l’elettore creda nei singoli candidati. E il mio impegno è proprio questo: far sì che anche chi voterà scheda senza intestazione trovi nei candidati del PLR delle persone valide e convincenti, che meritano il voto”.

 

Non le sembra che questa campagna elettorale sia un po’ moscia e sotto tono?

“Di sicuro non è ancora decollata, forse anche perché usciamo da un periodo abbastanza intenso di discussioni politiche, ma anche perché la campagna si infiamma di solito dopo carnevale, che però quest’anno è abbastanza alto, tra fine febbraio e inizio marzo. Però ritengo che ci siano sul tavolo alcuni temi e alcune visioni che possono già dare agli elettori la possibilità di orientarsi”.

 

A proposito di periodo politico intenso, non crede che nell’ultimo anno si siano persi troppo tempo e troppe energie in polemiche?

“Assolutamente sì: abbiamo per esempio dibattuto e litigato per mesi sui rimborsi spesa dei consiglieri di Stato, un tema certamente rilevante, ma che non cambia le sorti del Ticino. Mentre alcuni problemi urgenti da affrontare sono purtroppo rimasti in sospeso”.

 

Al suo partito che voto darebbe sul quadriennio che sta per chiudersi?

“Darei un quattro e mezzo, non solo per la linea ma anche per l’atteggiamento: in questi quattro anni siamo stati un partito coerente e abbiamo cercato di dare stabilità alla politica per fare in modo che le cose andassero avanti. E credo che alla fine la popolazione si rende conto se un partito rincorre solo l’onda del momento o si impegna per dare una linea chiara alla conduzione della cosa pubblica”.

 

Lei dice di sentire soffiare un’aria nuova… Una sorta di “wind of change”, per parafrasare una celebre canzone degli Scorpions…

“Io penso che molti ticinesi si siano resi conto che i problemi complessi non si risolvono con gli slogan, ma richiedono impegno e tempo, e che i partiti seri e coerenti vanno premiati. Se vogliamo risolvere i problemi non possiamo continuare a cambiare strategia ogni sei mesi, ma dobbiamo elaborare un piano d’azione e portarlo avanti a lungo termine. Ecco, secondo me il PLR incarna questo modo di lavorare ed è capace di dare continuità alla propria azione politica. Per questo ci credo”.

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