Cronaca
07.01.2018 - 15:500
Aggiornamento 19.06.2018 - 15:41

Il drammatico video testamento di Marina Ripa di Meana. Le sue ultime parole prima della morte. "Volevo andare in Svizzera ma poi mi hanno raccontato che c'è un'alternativa al suicidio assistito: la sedazione profonda"

Le ultime parole della signora che per anni ha animato i salotti romani: "Ora so che non devo andare in Svizzera. Vorrei dirlo a quanti pensano che per liberarsi per sempre dal male si sia costretti ad andare in Svizzera, come io credevo di dover fare". VIDEO

ROMA - “Marina mi ha chiamata quando ha cominciato a sentire l'angoscia del momento della fine”. Maria Antonietta Farina Coscioni racconta come ha aiutato e seguito Marina Ripa di Meana nella sua ultima decisione di ricorrere alla sedazione palliativa profonda. La signora che ha animato i salotti romani, forte, imprevedibile, innamorata della vita, è morta nei giorni scorsi a 76 anni. L’ultima apparizione in tv il 18 dicembre a 'La vita in diretta', dove ha raccontato la sua lunga battaglia contro il tumore. Marina Ripa di Meana ha affidato a un video pubblicato da Radio Radicale il suo testamento, insieme alla donna che l’ha accompagnata nelle ultime ore.

“Ci conoscevamo da tempo, c' era un rapporto di stima profonda – ha raccontato a Repubblica Maria Antonietta Farina Coscioni -. È stata iscritta al Partito Radicale e conosceva la mia storia personale e quella di mio marito, Luca Coscioni e la nostra comune battaglia per il fine vita. All' inizio di dicembre, subito dopo il suo ultimo ricovero, l'avevo intervistata per Radio Radicale e aveva ancora voglia di parlare dei cambiamenti che la malattia aveva causato al suo corpo. Le avevo detto che poteva contare su di me”.

“Mi ha chiamata il 27 dicembre – ha aggiunto la donna -, e mi ha detto: "È arrivato il momento, vieni subito, fai in fretta, ho bisogno di parlarti". L'ho trovata molto sofferente, mi ha manifestato l' idea di andare in Svizzera per il suicidio assistito”.

Ma come spiega lei stessa nel suo videomessaggio, come molti altri in Italia non sapeva della possibilità della sedazione palliativa profonda.

“Quando le ho spiegato che cosa era e che avrebbe potuto farla a casa le si sono illuminati gli occhi, si è sentita sollevata, ha sentito di avere davvero libertà di scelta. Ha avuto un primo incontro amichevole con la dottoressa Luigia Clarici, palliativista, che le ha illustrato nel dettaglio il percorso della sedazione. Marina ha subito deciso che si sarebbe dovuto far sapere che esiste questa possibilità”.
La differenza con l'eutanasia è labile, ha detto ancora la donna: “C'è una discriminante precisa: non si somministra un farmaco che porta alla morte in un tempo ben preciso, che nel suicidio assistito può essere cronometrato. Il tempo di sedazione profonda, invece, dipende dalle condizioni del malato, che passa le sue ultime ore in un sonno profondo”.

Nel video Marina Ripa di Meana racconta che è stata la stessa Maria Antonietta Farina Coscioni a spiegarle che esisteva una possibilità legale di morire in Italia: “Le ho manifestato l'idea del suicidio assistito in Svizzera. Lei mi ha detto che potevo percorrere la via italiana delle cure palliative con la sedazione profonda. Io che ho viaggiato con la mente e con il corpo per tutta la mia vita, non sapevo, non conoscevo questa via. Ora so che non devo andare in Svizzera. Vorrei dirlo a quanti pensano che per liberarsi per sempre dal male si sia costretti ad andare in Svizzera, come io credevo di dover fare. È con Maria Antonietta Farina Coscioni che voglio lanciare questo messaggio, questo mio ultimo tratto: per dire che anche a casa propria, o in un ospedale, con un tumore, una persona deve sapere che può scegliere di tornare alla terra senza ulteriori e inutili sofferenze”.
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