Nella foto, la tenda nella quale l'uomo dormiva sotto il ponte autostradale di Melide
Cronaca
07.03.2018 - 16:480
Aggiornamento 19.06.2018 - 15:41

Dormiva al gelo, in tenda, sotto il ponte di Melide... La Polizia di Paradiso lo ha trovato infreddolito, affamato e senza soldi. Gli agenti gli hanno dato da mangiare e da bere e hanno avvertito i servizi sociali. Ma non è un clochard: è un 35enne in ass

È una storia di solitudine e di emarginazione. Una storia umana profondamente triste che, comunque sia, ci impone di riflettere... Ma è anche una bellissima e commovente storia di aiuto e di solidarietà

PARADISO - È una storia di solitudine e di emarginazione. Una storia umana profondamente triste che, comunque sia, ci impone di riflettere... Ma è anche una bellissima e commovente storia di aiuto e di solidarietà.

Lunedì mattina verso le undici e mezza una pattuglia della Polizia comunale Ceresio Sud, che fa capo al Comune di Paradiso, ha trovato un uomo che dormiva in una piccola tenda sotto il ponte autostradale di Melide. Era lì da due giorni e, con le temperature di questo periodo, ha rischiato di morire assiderato. Ma non si tratta di un classico clochard.

Ha 35 anni, è di origine irachena, è arrivato in Ticino parecchio tempo fa come rifugiato e ora è cittadino svizzero, con domicilio nel Bellinzonese, dove è seguito dai servizi sociali.

Non sappiamo i dettagli della sua vita travagliata, cosa facesse di lavoro, come sia finito così… Sappiamo solo che è in assistenza, e che lunedì mattina era lì, accanto ai piloni di cemento del ponte diga, affamato, infreddolito, e senza soldi. E che ha un piccolo precedente per furto di prodotti alimentari: quasi certamente ha rubato per sfamarsi…

Alle domande degli agenti ha risposto di aver lasciato Casa Astra, dove aveva trovato rifugio, in quanto nella struttura non c’era più posto. E che voleva andare oltre Gottardo a cercare un lavoro.

Con sé aveva poche cose, oltre ai documenti: uno zainetto, la tenda, e un tozzo di pane raffermo. I poliziotti gli hanno dato da mangiare e da bere e poi l’hanno portato in centrale, ma ormai era mezzogiorno e gli uffici del sostegno sociale erano chiusi. Hanno atteso che riaprissero e alla fine hanno trovato una sistemazione al senza tetto, che per qualche giorno rimarrà in un albergo di Bellinzona. Fino a che i servizi sociali troveranno per lui una soluzione più stabile.

Il sostegno sociale non manca, ma stando alle informazioni che abbiamo raccolto ai servizi cantonali, filtrate ovviamente dalle ferree norme sulla tutela della sfera personale, il 35enne è un po’ fatto a modo suo, a volte diventa irascibile, ogni tanto “scompare dai radar”, e forse non vuole lasciarsi aiutare fino in fondo. Anche se con gli agenti che l’hanno soccorso è stato gentile e disponibile. E l’aiuto l’ha accettato… Ne aveva bisogno.

emmebi






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