Cronaca
14.04.2018 - 12:250
Aggiornamento 19.06.2018 - 15:41

USA, Regno Unito e Francia attaccano la Siria e "le azioni criminali" di Assad. Bombardati luoghi strategici per le armi chimiche. La Russia, "atto di aggressione". I siriani minacciano conseguenze

A dare sostegno all'operazione anche UE, Germania, Giappone, Canada e Israele, anche la NATO sarebbe favorevole, l'ONU invita alla prudenza. Non si vuole far cadere Assad. Gli alleati iraniani, "sono responsabili per le conseguenze regionali che seguiranno". Lanciati oltre 100 missili

WASHINGTON – E partì l’attacco di USA, Regno Unito e Gran Bretagna sulla Siria. L’operazione è durata complessivamente circa un’ora ed ha colpito tre obiettivi, legati alla produzione o allo stoccaggio di armi chimiche: un centro di ricerca scientifica a Damasco, uno sito a ovest di Homs e un posto di comando vicino. I missili sono partiti da alcuni bombardieri e almeno da una delle navi americane nel Mar Rosso.

Sono intervenuti anche fregate e caccia francesi e britannici. I missili lanciati sono oltre 100, ma girano voci secondo cui un certo numero, anche importante, sarebbe stato intercettato e abbattuto dai sistemi di difesa siriani.

L’obiettivo sarebbe non far cadere il regime di Assad, bensì fermare l’uso di armi chimiche. E i tre paesi sono pronti ad attaccare di nuovo.

La Russia era stata avvertita? Secondo la risposta di Theresa May a una specifica domanda, parrebbe di no. Vladimir Putin ha parlato di "atto di aggressione" e ha annunciato che la Russia chiederà una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza dell'Onu. “Con le loro azioni, gli USA stanno aggravando ulteriormente la crisi umanitaria in Siria, causando sofferenze alla popolazione civile, mentre sono indulgenti con i terroristi che torturano i siriani da sette anni”.

Anche l’Iran ha fatto sapere che "gli Stati Uniti e i loro alleati sono responsabili per le conseguenze regionali che seguiranno all'attacco", con la guida suprema Khamenei che ha definito Trump, Macron e May "criminali".

A quanto pare, a dare sostegno all’operazione ci sono stati anche UE Germania, Giappone, Canada e Israele. L’Italia non ha partecipato, e Gentiloni ha affermato che questa “non può e non deve essere un’escalation”.

L’ONU invita alla prudenza, la NATO invece parrebbe sostenere l’operazione. Ma la Siria afferma che ci saranno conseguenze. Siamo sull’orlo di una Terza Guerra Mondiale?

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