Cronaca
08.08.2018 - 16:250
Aggiornamento 09.08.2018 - 15:33

“Mi stupisce molto che Vlado si sia prestato a fare una cosa del genere….”

Franco Denti, che sedeva in panchina con Petkovic ai tempi del Lugano, dice la sua sul caso Behrami: "Ma il problema è la Federazione..."

LUGANO - Per anni hanno condiviso la panchina. Uno come allenatore e l’altro come medico sociale. Erano gli anni dell’Agno Malcantone prima, e del Lugano poi. Franco Denti, insomma, lo conosce bene e lo ha visto all’opera da vicino Vladimir Pekovic. Ne legge le parole e ne coglie le sfumature. Anche perché, negli anni successivi alla comune esperienza sportiva, hanno mantenuto i contatti e continuano ad avere un rapporto di stima reciproca.

Denti può quindi aiutarci ad approfondire la polemica delle ultime ore. Il presidente dell’Ordine dei medici si dice sorpreso dal comportamento che il CT della Nazionale ha tenuto con Valon Behrami. “Mi stupisce molto che Vlado si sia prestato a fare una cosa del genere….”. Se da un punto di vista tecnico, infatti, l’esclusione del 33enne centrocampista ci può stare, il modo con cui Valon è stato messo alla porta della Nati, no. Questo il pensiero del deputato in Gran Consiglio che, in merito all’allenatore, aggiunge: “L’ho sempre conosciuto come una persona estremamente diretta. Se ha qualcosa da dire te lo dice in faccia e non con una telefonata….da qui il mio forte dubbio che questa decisione non sia tutta farina del suo sacco”.

“Vlado - prosegue Denti - è una persona intellettualmente onesta. Lui dice che la scelta è stata soltanto sua. Io con amicizia e simpatia mi permetto di non credergli fino in fondo. Behrami e Petkovic poi sono due ticinesi: anche per questo la situazione che si è venuta a creare mi provoca un grande dispiacere. Ho la chiara impressione che la Federazione si sia fatta scudo dell’allenatore per regolare i conti interni al gruppo. Vlado non doveva prestarsi, ma in quelle situazioni è difficile….”


Il medico, in ogni caso, non ha dubbi nel puntare l’indice proprio contro la Federazione, quale attrice principale della situazione caotica che sta attraversando la Nazionale dai Mondiali di Russia ad oggi. “Il segretario, dopo la sparata sui doppi passaporti, avrebbe dovuto dimettersi perché ha dimostrato di non conoscere come funziona questo Paese e come ci si deve rapportare a degli sportivi professionisti. Invece è ancora lì….”.

E a proposito di dimissioni, Denti respinge con forza la richiesta arrivata oggi dalle colonne del Blick nei confronti di Petkovic: “Ma non scherziamo! Vlado è il migliore allenatore della Nazionale che abbiamo avuto negli ultimi anni. Il problema è che lavora per una Federazione che agisce in modo dilettantesco. E non da oggi. La verità è che il Blick non ha mai digerito Petkovic che, invece, si è guadagnato sul campo la conferma. Ora sfruttano questa polemica per chiederne la testa. Ma agli svizzeri tedeschi vorrei dire che con i senatori alla Köbi Kuhn non siamo mai andati molto lontano….”.

Certo però la spedizione in Russia può aver suscitato qualche legittimo dubbio anche sull’allenatore, in particolare per la prestazione della squadra negli ottavi di finale contro la Svezia: “In effetti in quella partita Petkovic non è stato Petkovic. Come i suoi giocatori ha sbagliato tutto, i cambi in particolare. È stata forse la prima gara da quando è CT in cui non l’ho riconosciuto. Forse è arrivato anche lui troppo carico all’appuntamento o forse ha semplicemente sbagliato la partita, come avviene per i calciatori. Ma, detto questo, quanti match ha sbagliato da quando siede sulla panchina rossocrociata? Quello contro la Svezia è forse il primo: non mi sembra proprio che sia sufficiente per licenziarlo!”

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