Politica e Potere
06.10.2014 - 11:320
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:41

Tra Lega e Verdi scoppia la guerra del Piano. Balli: "Congeliamo il Parco, priorità alla strada". Maggi: "Zali dica cosa pensa"

I Verdi “Chi lancia siluri contro il Parco mira a tutt’altro: affossare il consenso raggiunto sul tracciato A2-A13 e riaprire i mai domi appetiti che gravitano attorno al Piano di Magadino"

LOCARNO – Tra Lega e Verdi scoppia la “guerra del Piano”. E il Piano è quello di Magadino. “La LEGA del Locarnese  è contraria alla realizzazione del Parco del Piano di Magadino, in assenza del collegamento A2-A13 – si legge in una nota firmata dal deputato Omar Balli -. Ci teniamo a sottolineare che non siamo contro il progetto, che è indiscutibilmente un valore aggiunto per tutta la Regione. La nostra contrarietà  è dovuta al fatto che, in questo momento, non ci sono le premesse. È prematuro.  Farlo adesso, sarebbe un clamoroso autogol. È infatti noto a tutti che la situazione viaria sul Piano di Magadino è catastrofica.  Approvare in questo contesto il Parco non farebbe che acuire i conflitti tra le esigenze di mobilità di un’intera Regione e le esigenze di protezione e di riordino della più grande zona pianeggiante del Ticino”.

La nota prosegue: “Creeremmo le condizioni  per la paralisi della mobilità stradale del Locarnese e cosa otterremmo in cambio? Un Parco con contenuti non conformi, non degno di questo nome!  In parole povere, da un lato collasserebbe il sistema viario e dall’altro gli obiettivi del Parco non verrebbero raggiunti. Uno degli intendimenti principali  è l’esclusione del traffico motorizzato dal perimetro del futuro Parco. Attualmente questo perimetro è un importante sfogo viario per il Locarnese. Come si può pensare di spostare questo traffico sulla Tenero- Sementina e sulla Magadino/Quartino-Camorino che, già ora, sono al limite della sopportazione? Sarebbe il caos totale! Sottolineiamo con fermezza che le due opere (Parco del Piano e collegamento A2-A13) sono strettamente legate tra loro, sono complementari. Separarle  sarebbe un errore gravissimo con conseguenze nocive per entrambi i progetti. In conclusione la LEGA del Locarnese ritiene che  una momentanea sospensione della realizzazione del Parco del Piano di Magadino permetterebbe alle nostre autorità politiche di rivendicare con maggiore forza l’inserimento immediato del collegamento A2-A13 nella rete delle strade nazionali. Questo sarebbe il passo fondamentale per poter tornare a progettare nel dettaglio questa indispensabile variante di collegamento veloce,  pianificandone i tempi della messa in funzione. In questo modo, ci si potrà coordinare con la realizzazione di un vero Parco, senza creare conflitti”.

Immediata la replica dei Verdi, firmata dal deputato Francesco Maggi. “Il siluro della Lega del Locarnese contro il progetto di Parco del Piano è arrivato puntuale. Dopo aver fatto melina con qualsiasi pretesto per due anni durante i lavori commissionali, ora una parte della lega (probabilmente minoritaria) esce allo scoperto e dichiara di non voler approvare il progetto in assenza del collegamento A2-A13. L’ennesimo pretesto insomma per insabbiare il Parco e soprattutto per eludere la volontà popolare che il 30 settembre 2007 aveva chiaramente affossato il collegamento veloce attraverso il Piano di Magadino”.

“Chi lancia siluri contro il Parco mira a tutt’altro: affossare il consenso raggiunto sul tracciato A2-A13 e riaprire i mai domi appetiti che gravitano attorno al Piano di Magadino. Per i Verdi è giunto quindi il tempo di fare chiarezza, vogliamo dal Consigliere di Stato Zali una posizione chiara sul progetto di Parco e lo pretendiamo anche dagli altri gruppi in Gran Consiglio. Basta con i giochini per prendere tempo, si rispetti la volontà del popolo e il territorio del Piano di Magadino. Si vada senza perdere ulteriormente tempo in Gran Consiglio e si abbia finalmente il coraggio di votare si o no al progetto di Parco”.

La maggioranza del popolo ticinese – prosegue la nota dei Verdi – “aveva dato ragione al forum delle associazioni contrarie alla Variante 95 e che da sempre si battono per tutelare gli interessi agricoli e naturalistici del Piano e per realizzare un collegamento veloce A2-A13 che utilizzi l’attuale asse di attraversamento tra l’aeroporto cantonale e Quartino. La motivazione è chiaramente pretestuosa in quanto la commissione della pianificazione ha ricevuto dal Consiglio di Stato assicurazioni scritte che non lasciano dubbi: il progetto di Parco, in quanto oggetto giuridico d’importanza cantonale, non influirà in nessun modo sulla realizzazione del tracciato A2-A13, oggetto giuridico d’importanza nazionale. Il tracciato del futuro collegamento A2-A13 scelto dal gruppo di lavoro istituito da Marco Borradori all’indomani della bocciatura della Variante 95 sono da tempo a Berna per l’approvazione finale e la successiva realizzazione. Attualmente quello che manca è unicamente il finanziamento. Tutto questo è perfettamente noto ai commissari che siedono in pianificazione. Inoltre un congelamento del progetto non fornisce alcun argomento al Consiglio di Stato per premere su Berna, anzi, potrebbe far sgretolare il fragile terreno del consenso attorno al nuovo tracciato, sostenuto finora da tutti, sia i fautori della Variante 95 che i contrari. E il consenso è l’attuale punto di forza del Governo per rivendicare una realizzazione veloce del collegamento”.

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