Politica e Potere
16.05.2018 - 13:480
Aggiornamento 19.06.2018 - 15:41

Ecco il BoBo: il nuovo e imprevedibile asse all'interno della Lega e della politica luganese. Dopo anni di incomprensioni ora Marco Borradori e Boris Bignasca marciano compatti e vanno d'amore e d'accordo....

Il riavvicinamento è avvenuto per gradi nel corso dell’ultimo anno. Prima si è trattato di riannodare un rapporto personale, basato sulla stima e sulla fiducia reciproca, epurandolo quindi dalle scorie del passato. In seconda battuta è cominciato un confronto regolare sui temi fondamentali della Città

LUGANO - A osservarli oggi, sembrano solo vecchi ricordi impolverati, le incomprensioni, le battutacce, i litigi che hanno scandito l’inizio della loro collaborazione politica.

 

Come scordare, infatti, i memorabili battibecchi sui preventivi, quando entrambi erano a Bellinzona, o gli scontri per un post su Facebook, nel contesto della politica luganese. Musica del passato, decisamente.

 

Oggi Marco Borradori e Boris Bignasca vanno d’amore e d’accordo. Di più: hanno di fatto costituito un asse forte e privilegiato all’interno della Lega luganese. L’asse BoBo, potremmo definirlo, da Borradori e Bobo, il diminutivo con cui viene chiamato il capogruppo leghista in Consiglio Comunale.

 

Il riavvicinamento è avvenuto per gradi nel corso dell’ultimo anno. Prima si è trattato di riannodare un rapporto personale, basato sulla stima e sulla fiducia reciproca, epurandolo quindi dalle scorie del passato. In seconda battuta è cominciato un confronto regolare sui temi fondamentali della Città. Non tutte le divergenze di opinione sui singoli dossier sono state appianate, ma la differenza rispetto al passato è che oggi queste differenze di vedute sono uno stimolo per la ricerca di un compromesso e non più la miccia per dare fuoco alle polveri della polemica.

 

Entrambi, insomma, hanno saggiamente compreso quanto sia importante che il sindaco e il capogruppo del partito di maggioranza relativa, marcino compatti.

 

La vera scintilla tra i due è scoccata sulla difesa del Cardiocentro. Bignasca ha molto apprezzato il coraggio e la risolutezza, con cui Borradori si è schierato per primo a sostegno dell’ospedale del cuore. Un passaggio per nulla scontato, anche alla luce dei forti attriti che hanno segnato i rapporti recenti tra l’attuale sindaco e il suo predecessore Giorgio Giudici, presidente della Fondazione che amministra l’istituto. Il capogruppo, infatti, è da sempre legato da un affetto speciale nei confronti Cardio. Un sentimento trasmessogli dal padre Giuliano, che del Cardio, oltre che strenuo difensore politico della prima ora, è stato anche paziente. Soprattutto per questo motivo, di recente, Bignasca ha deciso di accettare la proposta di entrare a far parte della Fondazione in un periodo così turbolento.

 

Borradori, dal canto suo, è rimasto positivamente colpito dall’impegno e dalla determinazione con cui Bignasca si è battuto sullo scottante dossier aeroporto, approvato proprio lunedì scorso in Consiglio Comunale. Un messaggio che sembrava essersi completamente arenato in Commissione della Gestione, dopo mesi e mesi di discussione. L’entrata del giovane leghista nel gremio, e la tela tessuta con pazienza con gli altri gruppi politici, ha di certo contribuito a sbloccare l’impasse.

 

Questi sono solo due esempi eclatanti di un confronto ormai settimanale a 360 gradi. Tutto ciò che è rilevante viene discusso tra i due.

 

Ora bisognerà capire la tenuta e gli sviluppi che potrà avere questo nuovo e imprevedibile asse, sia all’interno della politica luganese che della Lega stessa. Tutto lascia pensare che col tempo andrà a rinforzarsi ulteriormente. Teneteli d’occhio perché le idee, a quanto pare, non gli mancano. E poi, si sa, che da cosa nasce cosa….


AELLE

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