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Politica e Potere
18.06.2018 - 15:220
Aggiornamento 19.06.2018 - 15:41

Donazione di sangue a Palazzo, a Badasci non piace il congedo pagato di 3 ore a funzionari e docenti

Due giorni si sensibilizzazione alle Orsoline per ministri, deputati e funzionari sull'importanza di donare il sangue per salvare vite umane. Ma il deputato leghista contesta il congedo

BELLINZONA – Oggi a Palazzo delle Orsoline è andata in scena la donazione di sangue. “Donare il sangue salvare vite Complimenti al promotore Simone Ghisla”, ha scritto su Facebook il direttore del Dipartinento sanità, Paolo Beltraminelli, mentre il suo collega, Manuele Bertoli, si è fatto fotografare mentre si sottoponeva alla donazione.

Le collaboratrici e i collaboratori del Cantone, ha aggiunto Beltraminelli, possono donare oggi e domani dalle 10.30 alle 17.30. E per l’occasione il Governo ha deciso di concedere un congedo pagato, per una durata massima di tre ore, “a tutti i funzionari e ai docenti che, compatibilmente con le esigenze di servizio, vorranno aderire all’iniziativa organizzata a Palazzo delle Orsoline o donare sangue in un centro della fondazione Servizio trasfusionale CRS della Svizzera italiana”.

Una decisione che non è piaciuta al deputato leghista Fabio Badasci, che ha presentato un'interrogazione parlamentare. Non discute l’importanza di “un gesto altruista come la donazione del sangue", ma ritiene che via siano altri "innumerevoli canali percorribili per raggiungere lo scopo e convincere la popolazione che il sangue salva delle vite e che un giorno questa vita salvata potrebbe essere la tua".

"Trovo totalmente ingiustificato – si legge nell’atto parlamentare - che quale canale per sensibilizzare la donazione di sangue il Consiglio di Sato abbia scelto di reintrodurre per due giorni una prassi che dal 2014 era stata abolita e cioè di dare la possibilità ai funzionari pubblici di assentarsi dal lavoro per un massimo di 3 ore, mettendo di fatto in cattiva luce il dipendente pubblico rispetto a chi è meno fortunato oggi in Ticino e ha un posto non solo non sicuro ma magari su chiamata. Inoltre in un periodo dove i docenti hanno già di fatto terminato in gran parte le lezioni essendo chiuse le scuole da venerdì 15 giugno. Sappiamo tutti che nel mondo del lavoro “privato” certi privilegi non sono nemmeno immaginabili e, come per esempio, per andare dal dentista o da qualsiasi dottore si privilegiano appuntamenti fuori dall’orario lavorativo, immaginiamoci poi per la donazione del sangue".

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