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23.03.2018 - 08:040
Aggiornamento 19.06.2018 - 15:41

Metti la nonna in freezer. Una black commedy godibilissima (ma lo consigliamo ad un pubblico sotto i 99 anni). E Barbara Bouchet nel ruolo del cadavere è stata perfetta...

È uscito nelle sale ticinesi la pellicola con protagonisti Fabio De Luigi e Miriam Leone. La recensione: una commedia romantica dalle tinte noir e dal sapore di favola ben costruita, con un bel ritmo comico

di Roberta Nicolò*

 

Una commedia da gustarsi in un pomeriggio domenicale con la famiglia… magari lasciando a casa i nonni. Una storia tanto semplice quanto realistica quella scritta da Fabio Bonifacci e diretta da Giancarlo Fontana e Giuseppe Stasi.

 

Claudia, interpretata da una brava Miriam Leone, è una giovane restauratrice che lavora in proprio, con l'aiuto delle due amiche più care Rossana e Margie (Lucia Ocone e Marina Rocco). Da mesi ha completato un grosso lavoro per la Sovrintendenza, ma la pubblica amministrazione non paga. L'unica entrata certa è la pensione della nonna Birgit, interpretata sia viva (pochi minuti) sia morta, da Barbara Bouchet. Ma improvvisamente la nonna muore, e nella mente di Claudia e delle sue amiche si fa strada un insano proposito: surgelare il cadavere dell'anziana signora per continuare ad incassare la sua pensione fino a quando non avranno recuperato il credito loro dovuto. Simone, alias Fabio de Luigi credibilissimo nella parte, è un incorruttibile maresciallo della Guardia di Finanza intenzionato a smascherare tutti coloro che compiono atti di piccola o grande illegalità.

 

Irriverente? Mettere l’amato estinto in congelatore per continuare a percepirne la pensione è un escamotage che ha visto, proprio nella cronaca, casi eclatanti. E poi diciamolo, sbarcare il lunario per i giovani imprenditori italiani è diventato davvero arduo. Allora mantenere viva la pensione della nonna, che invece è defunta, non sembra poi così sbagliato. Soprattutto se sei creditore dello Stato.

 

L’eterna battaglia tra bene e male, all’inizio del film, è tratteggiata con chiarezza e gioca sulla irreprensibilità del maresciallo Simone contrapposto al raccomandato collega più militarizzato e infinitamente competitivo. Si declina attraverso la comunanza di carenze affettive dei due protagonisti principali che sfociano nel primo (De Luigi) in una simpatica goffaggine data proprio dalla sua linea purista e nella seconda (Leone) in un’ansia diffidente data dal suo non essere irreprensibile. Sfuma poi sul finire della storia nel quale i confini tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato non sono più così netti ma si intrecciano, invece, alle ragioni del cuore che sono il vero protagonista del film.

 

Una commedia romantica dalle tinte noir e dal sapore di favola ben costruita, con un bel ritmo comico, una perfetta caratterizzazione dei personaggi e grande cura dei dettagli scenici.

 

Una curiosità in più. Barbara Bouchet, che chiedeva a gran voce da tempo di poter interpretare un ruolo da anziana che le levasse di dosso l’etichetta di sex symbol, ha dichiarato: "Finalmente qualcuno potrà dire che non sono più la Bouchet di una volta, ma posso fare anche altro".

 

Nel ruolo del cadavere, va detto, è stata perfetta.

 

A noi il film è piaciuto, ma lo consigliamo ad un pubblico sotto i 99 anni.

 

*giornalista - www.cinemany.ch

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