Quarto Potere
30.06.2018 - 09:470
Aggiornamento 11:36

Le preoccupazioni del sindacato, "RSI, i dipendenti hanno diritto a una consultazione prima che si proceda coi tagli"

Il Sindacato Svizzero dei mass Media è preoccupato dopo l'annuncio del Piano R e delle conseguenti misure di risparmio, che in Ticino significano 40 posti in meno. "Vigileremo anche sul personale impiegato tramite ditte esterne. Con meno gente e le stesse trasmissioni, aumenterà la pressione"

COMANO – I tagli alla SSR preoccupano il Sindacato svizzero dei mass media.  “Nel marzo scorso la SSR aveva annunciato di voler limitare al minimo il taglio dei posti di lavoro. Oggi ne annuncia nientemeno che 250: posti di lavoro persi, che vanno ad aggiungersi ai 250 di due anni fa, per un totale di 500 in 6 anni! Un numero enorme, considerando la grave crisi che il settore sta vivendo in tutta la Svizzera”, tuona.

Le conseguenze del Piano R, annunciato dalla SSR un paio di giorni fa, si fanno sentire. In Ticino, per esempio, verranno persi una quarantina di posti di lavoro. E viene contestato anche il momento dell’annuncio, era stato garantito che se ne sarebbe parlato in autunno, per permettere ai
collaboratori di passare vacanze estive un po’ più serene.

Ma la dimunizione di posti, per SSM, "avrà come conseguenza conseguenza –rimanendo immutata l’offerta di programmi– un amento della pressione sul personale. Già oggi molti collaboratori e collaboratrici denunciano un carico di lavoro sempre più elevato. In futuro la situazione non potrà che peggiorare, a scapito della qualità del prodotto e della salute dei collaboratori/trici”. Già i colleghi di syindicom avevano parlato di una qualità, anche interpersonale, di lavoro che si sta deteriorando.

Per quanto concerne soprattutto il Ticino (ma anche la Svizzera), si cercherà di togliere i posti di lavoro attraverso le fluttuazioni, dunque provando a non licenziare. Il sindacato non è comunque tranquillo.
e “analizzerà in modo approfondito la situazione per verificare se la SSR non stia tentando, in questo modo, di aggirare il diritto alla consultazione prevista in caso di licenziamenti collettivi (CO art.335). La non rioccupazione dei posti vacanti potrebbe essere una forma di licenziamento collettivo mascherato.
Qualunque sia il quadro giuridico (Codice delle Obbligazioni Art. 335f o CCL), il personale ha diritto ad una consultazione prima della messa in atto di un piano di economia alla SSR. Tale consultazione ha il preciso scopo di elaborare alternative per preservare l'impiego e le condizioni di lavoro, a vantaggio non solo dei dipendenti, ma anche dell’economia cantonale. La SSR deve perciò frenare le riorganizzazioni interne fino all'esito di tale consultazione. Infatti nessuno può sapere quale ne sarà il risultato, e sarebbe assurdo fare il lavoro due volte a spese del pubblico. Deve anche astenersi dal procedere a licenziamenti isolati e/o a tagli di personale esterno non contabilizzati in un eventuale licenziamento collettivo”, ammonisce.

Inoltre, “veglierà a che il personale impiegato dalla RSI tramite ditte esterne (circa 100 persone che non beneficiano di un contratto collettivo di lavoro) non venga ingiustamente penalizzato da licenziamenti o riduzioni di tempo di lavoro senza un equo riconoscimento. Si tratta infatti di colleghi a tutti gli effetti, già oggi discriminati da condizioni di lavoro precarie”.





















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