Da sinistra a destra: Manuela del Torso Merlini, Presidente del Collegio dei Direttori delle SSS; Mauro Dell’Ambrogio, Segretario di Stato per la formazione, la ricerca e l'innovazione; Nicola Pini, p
Scuola e Lavoro
22.03.2018 - 13:440
Aggiornamento 19.06.2018 - 15:41

Qualcosa è cambiato (o almeno si spera): le Scuole specializzate superiori unite a Espoprofessioni

La Presidente del Collegio dei Direttori delle SSS: "Per la prima volta la fiera cantonale delle professioni ha offerto uno spazio tutto dedicato al settore terziario non universitario. I direttori delle Scuole Specializzate Superiori (SSS) si sono uniti per presentare e promuovere le loro proposte formative di specializzazione. Una prima, anche a livello federale"

Manuela del Torso Merlini*

 

Esiste un ciclo naturale dietro le quinte della manifestazione cantonale Espoprofessioni. Un ciclo lungo due anni che a momenti di riflessione alterna momenti d’operatività frenetica. Una tradizione ormai, che alla conclusa 13esima edizione sta già alternando i preparativi della 14esima. Questa volta però qualcosa è cambiato per sempre, o almeno si spera.

 

Per la prima volta la fiera cantonale delle professioni ha offerto uno spazio tutto dedicato al settore terziario non universitario. I direttori delle Scuole Specializzate Superiori (SSS) si sono uniti per presentare e promuovere le loro proposte formative di specializzazione. Una prima, anche a livello federale, a detta del Segretario di Stato per la formazione, la ricerca e l'innovazione Mauro Dell’Ambrogio, invitato speciale della Tavola rotonda organizzata in fiera da ATST – l’associazione dei diplomati delle Scuole specializzate superiori – in collaborazione con le Scuole. Malgrado il settore stia assumendo sempre più importanza nel panorama formativo svizzero, è ancora troppo poco conosciuto: proprio di questo – e di come cambiare le cose – si è parlato con il Segretario di Stato.

 

Le SSS nascono dal settore della formazione continua e sono strettamente legate ad un sistema, quello della logica del sistema formativo svizzero, la cui comprensione spesso sfugge ai non addetti ai lavori. Sbocco diretto di livello terziario per le formazioni del settore professionale, le SSS ne seguono le sorti, rimanendo spesso a margine di campagne promozionali di scarso impatto. D’altra parte non è facile informare su un sistema complicato come il nostro. Sta di fatto che spesso quando si parla di formazione le SSS non vengono neppure menzionate.

 

Il sistema non universitario di formazione superiore ha però radici antiche, direi storiche. La sua struttura ricorda ancora oggi antiche tradizioni di mastri artigiani e prestigiose corporazioni. Nasce dalla necessità di formare, all’interno delle aziende, quadri e forza lavoro altamente specializzati. Voluto dai datori di lavoro e, ancora oggi, risorsa importante gestita soprattutto dalle PMI, questo sistema crea un certo scompiglio dovuto al fatto che deve inserirsi in una sistematica che segue logiche diverse.

 

Il nostro sistema formativo ha già un livello terziario professionale, quello delle Scuole Universitarie Professionali (SUP). Il settore universitario però è accessibile unicamente dopo il conseguimento di una maturità. Vi sono importanti percorsi di carriera che non hanno uno sviluppo lineare e prevedibile tale da permettere una pianificazione anticipata. Non solo, alcune carriere necessitano percorsi intensi di pratica che non danno spazio a lunghi periodi di scuola a tempo pieno. Per questo motivo va mantenuto un sistema di valorizzazione delle competenze pratiche, caposaldo di una profonda e diffusa cultura della professionalità. La presenza di un settore di specializzazione superiore accessibile dopo il conseguimento dell’Attestato federale di capacità (AFC), valorizza inoltre tutto l’orizzonte della formazione professionale di base, proponendo interessanti possibilità di carriera. Proprio per questo le Scuole specializzate superiori sono utili, se non necessarie.

 

La recente creazione del Quadro nazionale delle qualifiche (QNQ), sulla base del Quadro europeo (QEQ), ha permesso l’inserimento dei diplomi SSS a livello 6, insieme a Bachelor e Bachelor professionali, rendendo possibile l’ottenimento di un chiaro riconoscimento anche a livello internazionale. C’è solo ancora bisogno di molta pazienza, la stessa di cui si sono armati i direttori delle SSS cantonali, decisi a farsi notare, come il colore rosso, scelto per la promozione del loro settore.

 

* Presidente del Collegio dei Direttori delle SSS

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