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17.03.2018 - 16:550
Aggiornamento 19.06.2018 - 15:41

Dalla classe della SUPSI (come allieva) a quella delle elementari di Castione (come docente): "È importante per un maestro avere dei sani valori e principi ancorati alla tradizione e alla cultura del territorio"

Stephanie Ongaro, classe 1995, ci racconta il suoi percorso di formazione: "Ho sentito la necessità di studiare per poter diventare anche io una docente, sognando di trasmettere ai miei allievi i preziosi insegnamenti che ogni mio maestro in passato mi ha regalato"

MANNO - Stephanie Ongaro, classe 1995, ha conseguito un Bachelor of Arts SUPSI in Insegnamento per il livello elementare e a ha da poco cominciato il suo percorso professionale presso la scuola elementare di Castione.

 

Quale percorso di formazione hai frequentato in SUPSI? E quando hai capito di voler intraprendere questo percorso?

Ho frequentato il corso di laurea Bachelor of Arts SUPSI in Insegnamento per il livello elementare perché, sin dai primi anni di scuola media, ho sempre ammirato il mestiere del docente. Col passare degli anni ho capito che ciò che adoravo di questo mestiere non era soltanto l’aspetto disciplinare che si metteva in gioco ma anche l’importanza dell’aspetto umano e relazionale necessario per trasmettere le conoscenze. Sempre più durante il mio percorso ho sentito la necessità di studiare per poter diventare anche io una docente, sognando di trasmettere ai miei allievi i preziosi insegnamenti che ogni mio maestro in passato mi ha regalato.

 

Sei formata come docente per l’insegnamento di livello elementare, quali sono secondo te gli elementi essenziali che sono necessari per esercitare questa professione?

Molte persone valorizzano i docenti perché possono trasmettere tanto a livello disciplinare ai bambini, ma credo sia ancora più importante per una maestra riuscire a trasmettere dei valori. Andare a scuola significa integrarsi in un gruppo con il quale si condivide la propria giornata, di conseguenza bisogna imparare a vivere serenamente in classe per poter poi trasferire questi valori e insegnamenti nella società, la quale è diventata molto variata e sempre più complessa. È dunque molto importante per un maestro avere dei sani valori e principi ancorati alla tradizione e alla cultura del territorio ed essere in grado di trasmetterli nel tempo e con tanta pazienza.

 

La società è in continua evoluzione e le nuove generazioni crescono con abitudini diverse rispetto al passato, pensi che ciò possa comportare dei cambiamenti a livello di insegnamento nei prossimi anni?

Credo che l’insegnamento durante gli anni sia cambiato sotto molti aspetti…ed è tuttora in continua evoluzione. Basti pensare all’evoluzione dei supporti materiali: quelli presenti anche solo 30 anni fa (gesso, matita e fogli) e quelli che invece possono essere utilizzati ora in aula (iPad, lavagne interattive, robot, …). È davvero tutto in continuo progresso, ma quello che a mio parere veramente conta non è con che cosa insegniamo, ma come insegniamo; cercando di integrare sempre i vantaggi di tutto ciò che il mondo di oggi ci offre, senza dimenticare che il miglior modo per apprendere rimane sempre quello di poter sperimentare…magari in mezzo alla natura e lasciando sempre più spazio e fiducia agli allievi!

 

Cosa ti porterai dietro, oltre alle nozioni scientifiche, di questo percorso formativo?

Quello che porterò con me per sempre è sicuramente l’affetto e il tempo che le persone durante la mia formazione mi hanno dedicato, partendo dai compagni fino ad arrivare ai formatori e ai colleghi con i quali ho svolto le pratiche professionali. La serenità nell’ambiente in cui si apprende semplifica il processo legato all’apprendimento e allo sviluppo delle competenze, ed è per questo che ringrazio di aver incontrato durante il mio percorso formativo dei grandi compagni e colleghi che lavorano con tanto cuore; così come i formatori che hanno investito molto tempo anche al di fuori dell’orario scolastico per approfondire tutto ciò che non era chiaro o che per me non era ancora acquisito.

 

Raccontaci un aneddoto che ricordi con piacere del tuo percorso di formazione trascorso in SUPSI.

Ricordo molto bene un giorno di maggio, alla fine del primo anno di formazione, dove i nostri formatori di scienze ci hanno chiesto di scrivere su un bigliettino una frase che raccogliesse le emozioni vissute durante quel corso e un messaggio d’auspicio per l’anno successivo. Dopodiché ognuno di noi ha legato questo piccolo pezzo di carta al filo di un palloncino riempito di elio. Tutti insieme abbiamo lasciato volare i nostri palloncini verso il cielo. Oltre ad essere un gioioso momento di condivisione tra compagni, per me è stato anche un giorno particolarmente simbolico per l’azione fatta e per la data in cui tutto ciò si svolgeva, infatti rimarrà saldo nella mia memoria.

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