Salute e Sanità
Cardiocentro in prima linea nella prevenzione delle infezioni ospedaliere. Tiziano Moccetti: "La sicurezza dei pazienti al primo posto"
Il centro cardiaco luganese è il primo ospedale ticinese ad aderire al progetto pilota di prevenzione delle infezioni postoperatorie promosso dall’associazione nazionale Swissnoso. Obiettivo: l’abbattimento in due anni del tasso svizzero di infezione del sito chirurgico di ben 10 punti percentuali
© Ti-Press / Gabriele Putzu

LUGANO - Secondo le stime ufficiali, in Svizzera circa un quarto delle infezioni ospedaliere registrate ogni anno è costituito da infezioni del sito chirurgico, complicanze postoperatorie che possono prolungare una degenza, fanno lievitare i costi e nella peggiore delle ipotesi possono aumentare la mortalità.

L’insorgenza di queste infezioni può dipendere in parte dalla gravità della patologia di base che ha motivato il ricovero e in parte dall’invasività degli interventi necessari a cui i pazienti devono essere sottoposti. Tuttavia, benché sia generalmente considerata una problematica complessa e di non semplice risoluzione, numerosi studi scientifici dimostrano che ridurre il tasso di infezioni associate a un trattamento chirurgico non solo è fondamentale ma anche possibile.


Un gruppo di nove ospedali pilota, al quale a partire dalla fine del 2016 ha aderito anche il Cardiocentro Ticino, ha quindi deciso di contribuire con il proprio impegno a sviluppare un nuovo programma di prevenzione delle infezioni del sito chirurgico. Il progetto è sicuramente ambizioso: secondo l’associazione nazionale Swissnoso, promotrice del progetto, il nuovo programma dovrebbe consentire di abbattere del 10% il tasso di infezioni registrato a livello svizzero, e questo in soli due anni dalla sua introduzione in tutti gli ospedali svizzeri, un passo che Swissnoso conta di poter effettuare già entro la fine del 2017.


«Si tratta certamente di un obiettivo ambizioso, ma anche realistico: il metodo si fonda sull’evidenza scientifica ed è ben focalizzato su aspetti cruciali della prevenzione delle infezioni in ambito chirurgico» ha affermato in proposito il Dr. Hervé Schlotterbeck, caposervizio di cardioanestesia e coordinatore del gruppo interdisciplinare per la prevenzione delle contaminazioni e delle infezioni nosocomiali del Cardiocentro Ticino. «Per noi del Cardiocentro si è trattato essenzialmente di perfezionare i protocolli medici e infermieristici già esistenti per la tricotomia preoperatoria, per la disinfezione del sito chirurgico e per la profilassi antibiotica, aggiornando di conseguenza tutti i nostri collaboratori sulle nuove procedure. Abbiamo inoltre introdotto nuovi metodi sistematici di sorveglianza in modo da assicurarci in ogni momento che i nuovi protocolli siano sempre applicati correttamente».


Il modulo di intervento si basa in effetti sull’aderenza alle procedure summenzionate, che secondo le stime di Swissnoso sarebbero rispettate in Svizzera solo nel 76% dei casi. «Se si riuscisse ad elevare il tasso di aderenza svizzero ad almeno il 90% i risultati potrebbero davvero corrispondere ai pronostici» aggiunge il Prof. Stefanos Demertzis, primario di Cardiochirurgia del Cardiocentro Ticino. «Il metodo elaborato da Swissnoso – continua Demertzis – è già stato testato con successo in una disciplina chirurgica presso l’Ospedale Universitario di Basilea e i risultati finora ottenuti sono certamente incoraggianti. Con il nostro contributo e con quello degli altri ospedali pilota, speriamo di riuscire ad accrescerne ulteriormente l’efficacia».


Per il Prof. Tiziano Moccetti, direttore medico dell’istituto, «il Cardiocentro Ticino ha sempre messo la sicurezza dei pazienti al primo posto. Per questo motivo abbiamo deciso di contribuire con entusiasmo a questo programma nazionale di prevenzione delle infezioni chirurgiche. Ogni punto percentuale guadagnato e ogni complicanza evitata è un elemento a favore dei pazienti e della qualità generale degli ospedali svizzeri. Siamo dunque particolarmente fieri di mettere a disposizione del progetto la nostra esperienza».

 

 



Pubblicato il 11.01.2017 10:33

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