Medici in prima linea
L'altolà di Franco Denti: "La schizofrenia sanitaria che imperversa a Bellinzona non ha limiti. Richieste di nuovi centri medici, di nuovi apparecchi diagnostici, progetti per sale operatorie day hospital... E l'EOC invece di di pianificare la sanità pianifica l’immobiliare ospedaliero. E i pazienti pagano..."
Il presidente dell'Ordine dei medici: "Un esempio di poca razionalizzazione delle risorse è il plurimilionario investimento per la ristrutturazione dell’Ospedale Civico di Lugano, quando con qualche milione in più si poteva finalmente dar vita ad un ospedale di riferimento Cantonale"
Foto: TiPress/Carlo Reguzzi
di Franco Denti *

Richieste di apertura dei centri medici per dare un posto di lavoro a ben 49 medici (tra specialisti e medici di famiglia): ma ci dicono che mancano i medici, dove li troveranno?
Richieste di nuove installazioni di attrezzature diagnostiche, risonanze magnetiche, TAC ecc. a cui si aggiungono progetti per strutture con sale operatorie per gli interventi in day hospital aperti a medici sia liberi professionisti che dipendenti dell’EOC ed oggi, apprendiamo di un progetto di ristrutturazione delle sale operatorie del vetusto Ospedale San Giovanni e viene da chiedersi: ma chi ha autorizzato/pianificato questa strategia che non ha né capo né coda?

Al posto di pianificare la sanità, la mia sensazione è che si stia pianificando l’immobiliare ospedaliero e spesso senza produrre qualcosa di nuovo, di efficace e di efficiente. Un esempio di poca razionalizzazione delle risorse è il plurimilionario investimento per la ristrutturazione dell’Ospedale Civico di Lugano, quando con qualche milione in più si poteva finalmente dar vita ad un ospedale di riferimento Cantonale. Parlo dell’Ospedale Civico poiché è il mio ospedale, in cui ho trascorso buona parte della mia esistenza e siamo sempre stati tutti consapevoli che la struttura architettonica poteva essere di tutto meno che una struttura ospedaliera.

Quanto sta succedendo a Bellinzona, ripeto ancora poco comprensibile, è forse frutto dell’aberrante concetto, introdotto in questi ultimi anni nella sanità svizzera, della concorrenza tra i vari ospedali/istituti di cura? E a tale proposito meriterebbe un approfondimento anche il clima che si sta vivendo all'ospedale di Faido...

Forse è ragionevole chiedersi a chi è utile tutto questo proliferare di sanità a Bellinzona: chi paga questi investimenti? Di certo pagheranno i pazienti che perderanno quella medicina di prossimità, fondamentale per il nostro sistema sanitario, di cui l’ultimo drammatico esempio è l’imminente chiusura di uno studio medico di famiglia in quel di Claro per accentrarlo in un centro medico a Bellinzona. Pagheranno i pazienti poiché l’EOC, in mancato rispetto del suo mandato, tende ad occupare spazi della medicina di prossimità e pagheremo tutti noi poiché avremo sempre delle strutture che ‘’non sanno né di carne né di pesce’’ invece di avere strutture sanitarie nuove, adeguate alla medicina moderna e all’accoglienza e alla cura di qualità dei cittadini-pazienti ticinesi.

* presidente Ordine dei medici Ticino




Pubblicato il 26.02.2017 12:31

Guarda anche
Medici in prima linea
Presa di posizione del Consiglio direttivo dell'OMCT: "Questa iniziativa delle cure mediche ospedaliere di prossimità permette altresì un miglior rapporto tra qualità delle cure e costi sanitari, conformemente a quanto richiede da sempre la LAMal: cure accessibili per tutti, di qualità e economicamente sostenibili"
Medici in prima linea
Il presidente dell'Ordine dei medici ci scrive: "Di medici specialisti formati in Svizzera ne abbiamo a sufficienza, anche ticinesi, se non ritornano è perché spesso manca una programmazione. Più facile trincerarsi dietro i " non abbiamo trovato nessuno all'altezza in Svizzera" che fare autocritica"
Medici in prima linea
Il presidente dell'Ordine dei medici: " "Molti professionisti stranieri sono entranti nel sistema sanitario svizzero senza le dovute conoscenze. Basti pensare all'architettura assicurativa o alle regole e ai codici deontologici che da noi sono più severi, ad esempio sulla pubblicità. Abbiamo cercato all'inizio di questa ondata di proporre dei corsi obbligatori per poter spiegare il nostro modello ma questi non sono stati attuati poiché contravvenivano alla Libera circolazione delle persone"
Medici in prima linea
Promotori della raccolta firme saranno l’Associazione dei Medici Assistenti e Capi clinica (ASMACT) e l'Ordine dei Medici: "Accanto a un’offerta completa e capillare nelle Città e nelle Valli della medicina di base deve esserci una struttura nella quale concentrare le specializzazioni di punta"