Cronaca
Pubblicità ingannevole e aggressiva, il bilancio della Commissione svizzera per la lealtà: nel mirino i messaggi a sfondo sessuale, ma anche banche e assicurazioni. Molti i reclami contro le telefonate delle casse malati che importunano la gente per cercare nuovi clienti
Secondo il rapporto 2016, l’anno scorso le tre camere arbitrali della Commissione hanno esaminato complessivamente 95 reclami, ossia ben 24 in più dell’anno precedente
BERNA - La Commissione Svizzera per la Lealtà (CSL) festeggia i suoi 50 anni, 50 anni impiegati in favore dell’autoregolamentazione e nella consulenza del settore della comunicazione, consolidandosi come un referente per il dibattito etico e per la discussione dei principali argomenti che riguardano alla pubblicità e le comunicazioni. Secondo il rapporto 2016, l’anno scorso le tre camere arbitrali hanno esaminato complessivamente 95 reclami, ossia ben 24 in più dell’anno precedente.
 
Dei reclami ricevuti quasi la metà sono stati accettati, “mentre 13 reclami sono sfociati in una procedura di ricorso. Anche le richieste alla segreteria giuridica e al responsabile dei media sono aumentate, attirando una notevole attenzione sulla CSL”, afferma il comunicato stampa dell’istituzione.

Bilancio 2016

I principali motivi all’origine dei reclami che vengono presentati alla CSL sono la pubblicità aggressiva, la pubblicità discriminatoria rispetto al genere sessuale e la pubblicità ingannevole.
La CSL conferma che la tendenza decrescente dei reclami degli anni precedenti il 2016 si è interrotta. Da i 71 reclami del 2015, il numero è salito a 95, segnando un aumento del 30%. “Sono state prese 80 decisioni, di cui poco meno della metà a favore dei reclami presentati; il 44 per cento è stato invece respinto e quasi nel 7 per cento dei casi la Commissione non è proprio entrata nel merito”, spiega la nota della Commissione.

Dall’analisi si possono vedere significanti cambiamenti, ad esempio, questo anno la banca e le assicurazioni non sono il settore più colpito dai reclami. Contro di loro è stato presentato il 7,6% dei reclami contro il 16,6% nel 2015.

Nella categoria «metodi di vendita aggressivi», le telefonate delle casse malati sono stati un reclamo ricorrente, mentre che il nuovo «leader», con quasi il 12 per cento dei reclami complessivi, è il settore bevande e alimentazione, seguito da casa e giardinaggio (9%).

SI ricorda inoltre che nel 2015 il responsabile della comunicazione e il Segretario giuridico hanno ricevuto poco meno di trenta richieste dai media, nell’anno dell’anniversario sono state 37.
“Questo – conclude la nota - dimostra chiaramente che l’interesse nei confronti dei casi trattati dalla Commissione Svizzera per la Lealtà e in generale per il tema della pubblicità leale come parte della tutela dei consumatori è ulteriormente aumentato”.


Pubblicato il 09.04.2017 14:31

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