Trekking
Finalmente in Ticino qualcosa si muove... Dopo il ponte tibetano in Val Colla, ecco il sogno di Rocco Cattaneo: una funivia che collega l'Alpe Foppa al Motto Rotondo. E da lì lo sguardo spazia dai laghi al Monviso, dal Rosa alle alpi bernesi: "Il Tamaro è un po' il nostro Pilatus"
L'imprenditore: "Sono davvero contento, e penso anche al progetto del ponte tibetano in Val Colla, che in Ticino si stia risvegliando l’interesse per il turismo. Il turismo secondo me è un’importante ‘industria di esportazione’. È bellissimo che noi ticinesi possiamo godere delle nuove infrastrutture, ma dobbiamo anche pensare all’indotto economico”
RIVERA – E finalmente qualcosa si muove... Finalmente lamentele e piagnistei lasciano un po’ di campo e di spazio a sogni e progetti per il futuro del Ticino.

È dell’altro giorno la notizia del progetto di un ponte tibetano, il più lungo d’Europa, che collegherà due vallate della Val Colla e che, se verrà realizzato, diventerà un volano turistico per una regione splendida ma ancora poco valorizzata.

È di oggi la notizia di un altro progetto che si colloca a cavallo tra sogno e visione. Una funivia che collegherà l’Alpe Foppa, attuale punto di arrivo dell’ovovia che parte da Rivera, al Motto Rotondo, la cima di fianco alla vetta del Tamaro, a poco più di 1’900 metri di quota. L’impianto coprirà un dislivello di circa 500 metri e l’intero progetto costerà una quindicina di milioni.

La società promotrice è la Monte Tamaro, presieduta da Rocco Cattaneo, che oggi ha raccontato il suo sogno all’assemblea degli azionisti.

“Quello che ci manca attualmente all’Alpe Foppa – spiega Cattaneo a liberatv – è la vista. Mentre dal Motto Rotondo lo sguardo spazia su tutto l’arco alpino, dal Monviso al Rosa, fino alle alpi grigionesi e bernesi, e sulla pianura padana, il delta del Ticino e della Maggia, il lago Maggiore e il Ceresio”.

Con questa funivia, aggiunge l’imprenditore, “vogliamo rendere accessibile la vetta anche a chi, penso in particolare ad anziani e bambini, non è in grado di affrontare escursioni di un certo impegno, e valorizzare ulteriormente la traversata Tamaro-Lema, perché anche per salire o scendere al Tamaro dall’Alpe Foppa è un bello ‘strappo’. Il progetto prevede anche di realizzare in vetta un ristorante con un centinaio di posti e la messa in sicurezza del sentiero che, in cresta, collega il Motto Rotondo al Tamaro, e da lì al Lema”.

Credo che il Tamaro, dice Cattaneo, non sia stato ancora abbastanza valorizzato. Ma è una montagna splendida, un po’ come il Righi nel canton Svitto o il Pilatus a lucerna, una vetta che si trova inoltre a cavallo tra Verbano e Ceresio”.

Cattaneo è fiducioso che i soldi per questo investimento si troveranno. “Dalla fine degli anni Sessanta a oggi nella regione del Tamaro sono stati investiti 200 milioni, quindi la somma, pur importante, non è proibitiva. I primi business plan indicano che l’investimento è interessante, perché non partiamo da zero: abbiamo già un bacino di 350'000 persone all’anno che frequentano il Tamaro Park, e la metà di queste persone viene da fuori cantone. Sono davvero contento, e penso anche al progetto del ponte tibetano in Val Colla, che in Ticino si stia risvegliando l’interesse per il turismo. Il turismo secondo me è un’importante ‘industria di esportazione’. È bellissimo che noi ticinesi possiamo godere delle nuove infrastrutture, ma dobbiamo anche pensare all’indotto economico”.

Ora bisogna mettere a punto gli atti pianificatori, a partire dall’inserimento del progetto nel piano direttore cantonale, trattandosi di una funivia con concessione federale. Obbiettivo: realizzare il progetto entro il 2021-22, se tutto va bene. E speriamo che tutto vada bene.

emmebi



Pubblicato il 03.06.2017 17:58

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