Politica e Potere
Gobbi sulla morte di Andrea Tamborini: "Una tragedia causata dall'irresponsabilità di una persona, che ha stroncato la vita di un uomo, della moglie e del figlio neonato. Sono scioccato". E lancia un appello: "La sicurezza stradale dipende in primis da tutti noi"
Il ministro: "Quando parlo di sicurezza mi piace definire il cittadino come “la sentinella”. Lo stesso principio vale per la sicurezza stradale. Perché a volte, grazie e soprattutto alla collaborazione di tutti gli utenti della strada, possiamo fermare i veri criminali delle quattro ruote"
foto: TiPress/Pablo Gianinazzi
Abbiamo chiesto al ministro Norman Gobbi, direttore del Dipartimento Istituzioni, una riflessione sulla tragica morte di Andrea Tamborini, vittima venerdì scorso di un pirata della strada a Sigirino.

di Norman Gobbi *

Mi ha scioccato e mi ha profondamente rattristato leggere sui nostri media la storia dello scooterista trentaseienne che ha perso tragicamente la vita sulle nostre strade venerdì scorso. Una vita spezzata a causa del gesto scellerato di un automobilista che, da quanto dichiarato dalla Polizia cantonale, guidava con un tasso alcolemico in corpo ben al di sopra di quanto consentito.


Una tragedia che si è verificata per colpa dell'irresponsabilità di una persona che con la sua sconsideratezza ha stroncato la vita di un uomo che stava rientrando al suo domicilio, dalla moglie e dal figlio neonato. Ora bisogna attendere che la giustizia faccia il proprio corso. Ma in un momento del genere, come responsabile della sicurezza anche sulle nostre strade, non posso non fare un appello a tutte le cittadine e a tutti i cittadini. La sicurezza stradale dipende in primis da tutti noi, da come ci muoviamo e ci comportiamo quando siamo seduti nell’abitacolo della nostra autovettura. Richiamo alla prudenza e al rispetto del nostro codice stradale, in particolare dei limiti di velocità, e ribadisco di non mettersi in moto dopo aver bevuto qualche bicchiere. Non soltanto per evitare di essere un pericolo per noi stessi ma anche per tutti gli altri utenti della strada. Soprattutto sulla nostra rete stradale caratterizzata da code e ingorghi e da una viabilità interna congestionata.


Nelle scorse settimane il mio Dipartimento ha promosso due campagne di sensibilizzazione: una rivolta a tutti gli utenti della strada – automobilisti, motociclisti, scooteristi, ciclisti e pedoni – vuole sensibilizzare sui pericoli legati all’uso del telefonino durante gli spostamenti sulle nostre strade, e una seconda per ricordare l’importanza di equipaggiare adeguatamente il proprio mezzo per la stagione invernale. Ma queste campagne da sole nulla possono contro i comportamenti irresponsabili di alcuni! Per questa ragione invito tutti a segnalare ogni atteggiamento o situazione che potrebbe mettere a rischio la nostra sicurezza e la nostra incolumità sulla rete viaria cantonale. In passato mi è capitato di chiamare la centrale della Polizia cantonale per allertare gli agenti che sull’A2 un automobilista procedeva a una velocità sconsiderata con sorpassi azzardati rischiando di urtare le auto che sorpassava.


Quando parlo di sicurezza mi piace definire il cittadino come “la sentinella” che attenta e vigile segnala alle nostre forze dell’ordine le situazioni sospette che percepisce sul nostro territorio. Lo stesso principio vale anche per la sicurezza stradale: tutti i cittadini, tutti noi, siamo le prime sentinelle attive sulle nostre strade, e dobbiamo essere pronti ad annunciare tutte le situazioni rischiose. Perché a volte, grazie e soprattutto alla collaborazione di tutti gli utenti della strada, possiamo fermare i veri criminali delle quattro ruote.


* Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni



Pubblicato il 14.11.2017 12:17

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