Salute e Sanità
"Il nuovo ambulatorio di geriatria della Clinica Luganese è un tassello che mancava. Depressioni e ansie sono patologie molto frequenti negli anziani. L'invecchiamento della popolazione? Una sfida enorme che i cittadini non hanno ancora ben compreso. E la popolazione deve sapere di un taglio che ha fatto Alain Berset..."
Intervista al dottor William Pertoldi, responsabile del nuovo ambulatorio di Moncucco: "Alcuni pensano di poter gestire il 90enne come se fosse un adulto. Noi non dobbiamo solo occuparci del paziente ma anche delle famiglie. Da una parte la difficoltà maggiore è quella di non banalizzare certe problematiche, dall’altra dobbiamo essere capaci di far capire che determinate situazioni croniche, non possono essere risolte. L'obbiettivo è la qualità di vita"
© Ti-Press / Gabriele Putzu
LUGANO - Un nuovo importante servizio sanitario dedicato alle persone anziane, ha aperto i battenti alla Clinica Luganese da qualche settimana. Si tratta dell’ambulatorio di geriatria che per Moncucco rappresenta un tessera preziosa da inserire in una specializzazione, quella della cura dei pazienti anziani, in cui l’istituto è impegnato da oltre 10 anni, grazie a un servizio di geriatria stazionario e acuto.  



“In un contesto come quello del distretto del Luganese, molto popoloso e in un contesto di progressivo invecchiamento della popolazione - ci spiega il dottor William Pertoldi, responsabile dell’ambulatorio -  volevamo completare la nostra offerta sanitaria con un attività ambulatoriale mirata sula persona anziana. Da una parte per dare uno sviluppo alle opzioni che già offriamo da tempo. Dall’altra per presentarci alla popolazione, ai medici sul territorio e ai servizi sociali e di assistenza, come un punto di riferimento per quanto concerne il mondo geriatrico e le sue complessità. Vale a dire un’entità capace di prendersi cura a 360 gradi di tutte le problematiche legate ai pazienti anziani e alle loro famiglie. Crediamo quindi che questo ambulatorio vada a colmare una lacuna che c’era nel Luganese. Consideri che accogliamo circa una quindicina di pazienti al giorno”. 



Ma di cosa si occupa nello specifico il nuovo ambulatorio? “In sostanza - risponde il dottor Pertoldi - delle grandi sindromi geriatriche. Dalla sfera cognitiva complessa ai disturbi della memoria più lievi, dalla malnutrizione alle problematiche legate al movimento e alle cadute dell’anziano, ecc… .. Per ora siamo partiti con una consulenza di Memory Clinic. Ma stiamo sviluppando tutta una serie di altri settori di intervento. Penso per esempio alla collaborazione con i nutrizionisti, che già lavorano alla Clinica Luganese, per affrontare i disturbi legati all’alimentazione. E poi tutto il settore dell’oncogeriatria fino ai disturbi della marcia e gli aspetti riabilitativi. Non dimentichiamo inoltre tutta la valutazione dell’idoneità alla guida del soggetto anziano.”

 

“A noi - prosegue il nostro interlocutore - si rivolgono due tipi di pazienti. Quelli che ci vengono inviati dai medici (o vari Servizi) sul territorio per una consulenza. O quelli che si presentano di loro spontanea iniziativa, o spinti dalla famiglia, per una valutazione globale o specifica di un problema. Noi lavoriamo nell’ottica della geriatria moderna multidiscplinare. Cerchiamo quindi di fare una valutazione completa per poi proporre degli interventi molto mirati. Una volta terminata la nostra analisi, stiliamo un rapporto completo e lo inviamo al medico curante. Successivamente alcuni percorsi di cura vengono seguiti dal dottore di famiglia, altri da noi direttamente in ambulatorio”.  



Un’altra componente fondamentale nella presa a carico di un paziente anziano, sono i problemi psicologici, come ci conferma il dottor Pertoldi: “Depressione e ansia sono patologie molto frequenti. Tanto che all’interno del team del nostro ambulatorio è presente anche una psicologa. E in futuro vorremmo avvalerci di una consulenza psichiatrica ancora più ampia. Tale presa a carico psicologica potrà avere valenza diagnostica, di supporto ed anche riabilitativa”.



“Rispetto al passato - prosegue il dottor Pertoldi nella sua disamina - noi geriatri siamo sicuramente più attenti e sensibilizzati rispetto ai sintomi delle malattie legate alla psiche. Patologie che possono derivare da diversi fattori, tra i quali la solitudine o l’assenza della famiglia e le perdite secondarie all’étà che avanza si fanno sempre più pesanti. Il nostro compito è quello di cercare di tamponare questo vuoto. Notiamo che anche fra i giovani c’è una crescita nell’utilizzo degli psicofarmaci e dunque delle malattie psicologiche. Ma la differenza sta nel fatto che un anziano, oltre al vissuto che si è portato indietro per tutta la vita, deve fare i conti anche con molteplici problemi organici e con un cervello senescente, detto in parole semplici. E quindi ansie e depressioni hanno un impatto molto maggiore sul suo stato di salute e si influenzano reciprocamente ”.

 

L’invecchiamento della popolazione - un fenomeno che in Ticino è particolarmente accentuato - è un tema fondamentale ma difficile da far passare nell’opinione pubblica. Eppure sarà decisivo per il futuro….



“A livello istituzionale - riflette il dottor Pertoldi - c’è una presa di coscienza maggiore rispetto al passato. Il Cantone ha già sviluppato diverse strategie per far fronte a questo fenomeno. Detto questo, forse l’invecchiamento della popolazione non viene ancora collocato nella dimensione corretta: in certi casi viene percepito come un fatto normale e invece non lo è in queste proporzioni. Sul punto segnalo una problematica che non sembra essere stata colta dalla popolazione. Noi come geriatri abbiamo a che fare con pazienti che presentano contemporaneamente molteplici problematiche fisiche cognitive e psicologiche. A fronte di questa evidenza il Consigliere Federale Berset ha pensato bene di modificare tutto il modello di fatturazione, fissando dei tempi limite alle consultazioni. Ha sostanzialmente quasi parificato gli adulti agli anziani impnendo limiti temporali di consultazione. Ma noi abbiamo bisogno di molto più tempo, sia per valutare i pazienti che per dialogare con le loro famiglie. E adesso questo tempo ci viene tagliato….”.

 

“Il risultato di questa scelta politica - prosegue Pertoldi - è che le assicurazioni malattia obbligano i medici a limitare la consultazione con il paziente. Ed è una metodo che può funzionare per uno specialista settoriale, ma non per noi che abbiamo a che fare con una miriade di problemi. È impossibile per un geriatra fare una valutazione completa e approfondita con un paziente anziano all’interno di questi paletti. Io sono molto preoccupato per il futuro. E penso che la popolazione debba conoscere questa problematica”.  

 

Infine, al dottor Pertoldi chiediamo se oltre alle istituzioni, anche i cittadini comuni hanno compreso l’enorme sfida che dovremo affrontare con l’invecchiamento della popolazione: “Secondo me no. Alcune persone hanno raggiunto una certa sensibilità perché toccate direttamente, ma nella popolazione non è ancora passato questo concetto. Si pensa di poter gestire il 90enne come se fosse un adulto e con le stesse aspettative di guarigione di un adulto. È importante sottolineare in questo senso che noi non dobbiamo solo occuparci del paziente ma anche delle famiglie. Da una parte la difficoltà maggiore che riscontriamo è quella di non banalizzare certi sintomi e certe problematiche, dall’altra dobbiamo essere capaci di far capire che determinate situazioni croniche, non possono essere risolte. Il nostro obbiettivo principale è quello di mirare alla qualità di vita del paziente.  Anche se questo significa accettare che non potrà guarire. E non è sempre facile far passare questo messaggio”.   



Pubblicato il 07.12.2017 08:42

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