Salute e Sanità
Quel medicamento che costa 20 franchi ma fuori orario viene fatturato 44... Un nostro lettore scrive a Beltraminelli a margine dell'aumento dei premi: "I farmacisti potrebbero dare un segnale riducendo la tassa d’urgenza e vedere questo servizio come aiuto verso le persone che soffrono”. E il ministro gli risponde...
Non pretendo si lavori gratuitamente, precisa il lettore, "ma se Pharmasuisse e Consiglio Federale non considerassero “servizio d’urgenza” l’apertura di una farmacia di picchetto dalle 18.30 alle 22.00, ci sarebbe già un bel contenimento delle spese sanitarie"
LUGANO – È bene ogni tanto fermarsi, pensare, e porsi qualche interrogativo, anche su cose che ormai ci sembrano acquisite e normali. Anche se poi, alla fine, qualcuno ci dice che va bene così.
Un nostro lettore di Morcote, Tiziano Vicari, solleva un problema connesso ai costi della salute e al costante aumento dei premi di cassa malati.

Ci invia, come scrive, “copia di una corrispondenza avuta con il Dipartimento della sanità lo scorso mese di luglio inerente il costo dei medicamenti acquistati nelle farmacie di servizio perché, in questi giorni, ho appreso dell’ennesimo aumento dei premi per il 2018”.

Per conto di una terza persona che necessitava del medicamento CIPROXIN HC, racconta il lettore, “venerdì 30 giugno mi sono recato alla farmacia di picchetto di cui vi allego la ricevuta. Preciso che la farmacia in discussione, quella sera, era di servizio al pubblico fino alle 22.00 e non ho dovuto né suonare nessun campanello per le urgenze, né telefonare al farmacista di picchetto. C’erano altri utenti all’interno del negozio.

Nonostante ciò, il CIPROXIN HC, venduto tutti i giorni entro le 18.00 a CHF 19.50, l’ho pagato CHF 44.35 giacché l’ho acquistato  alle 19.17 (CHF 19.50 + servizio d’urgenza CHF 17.30 + validation medica CHF 4.30 + validation traite CHF 3.25 = 44.35).

In considerazione che davanti a queste situazioni ci si sente “rapinati”, cortesemente vi chiedo:

• Cosa significa servizio d’urgenza quando la farmacia è aperta perché di picchetto?
• Su quale base legale la farmacia ha applicato questa tariffa?
• Le casse malati condividono queste tariffe che partecipano indubbiamente in larga misura all’esplosione dei costi della salute con conseguente aumento dei premi?”

Non pretendo si lavori gratuitamente, precisa il lettore, ma se Pharmasuisse e Consiglio Federale non considerassero “servizio d’urgenza” l’apertura di una farmacia di picchetto dalle 18.30 alle 22.00, ci sarebbe già un bel contenimento delle spese sanitarie. Lavoro nel socio-assistenziale e per ogni ora di lavoro extra serale e/o festivo prendo un indennizzo di 5.60 franchi all’ora; i farmacisti potrebbero dare un segnale riducendo, per esempio, la tassa d’urgenza e vedere questo servizio più dal lato di aiuto verso le persone che soffrono”.

Nella sua risposta, il ministro Paolo Beltraminelli precisa che si tratta di un “servizio assolutamente non redditizio” (??!!). Faccio un esempio: se dalle 18.30 alle 22.00 cento persone acquistassero ognuno un medicamento, la farmacia di servizio in 3 ore e 30 incasserebbe CHF (17.30 x 100) = CHF 1'730.00. Altro che servizio “assolutamente non redditizio” tra l’altro rimborsato dalle casse malati!”.

Bene, diciamo che cento clienti sono decisamente troppi per una sola farmacia di picchetto in quella fascia oraria. Non abbiamo statistiche in merito. Ma il tema di fondo è probabilmente quello del cambio di registro nella gestione dei servizi sanitari, che non tocca solo i farmacisti, ma anche i medici e tutti gli attori del sistema: il problema sono i costi e le tariffe. Se non riusciremo a contenere i costi delle prestazioni, i premi continueranno a salire. Si veda a questo proposito l’articolo che abbiamo pubblicato sabato sulla lezione che l’economista Stefano Zamagni ha tenuto alla Clinica Luganese sul Non Profit (leggi qui).

Rispondendo al nostro lettore, il ministro Beltraminelli si è limitato a illustrare il quadro vigente: conformenente alla convenzione firmata da Pharmasuisse con le casse malati nel gennaio del 2016, “i farmacisti emettono 16 punti tariffali, pari a 17,28 franchi, a copertura di tutti gli oneri supplementari connessi con l’esecuzione di una ricetta medica durante i picchetti. Questo importo viene fatturato una volta sola, indipendentemente dal numero di medicamenti figuranti sulla ricetta e dal numero di confezioni prescritte. Per picchetto si intende un intervento fuori dagli orari di apertura abituali della farmacia, in pratica dalle 18 alle 8, nonché di domenica. Per garantire questo servizio e tenere aperta la farmacia anche in questa fascia oraria (o almeno in parte, per esempio fino alle 22) bisogna evidentemente far fronte a maggiori costi, in particolare per pagare il necessario personale supplementare. Precisiamo che per questo servizio assolutamente non redditizio i farmacisti non percepiscono alcun contributo dagli enti pubblici”.
Corretto, però qualche domanda dobbiamo davvero iniziare a porcela, al di là di leggi e convenzioni…

emmebi


Pubblicato il 02.10.2017 08:38

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