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Siria: 20 caschi blu Onu rapiti dai ribelli sul Golan

I 'caschi blu' vengono coinvolti, per la prima volta, nel conflitto siriano. Una ventina di osservatori dell'Onu sono stati bloccati oggi sulle Alture del Golan - a non più di tre chilometri dalla parte occupata dalle forze israeliane - dai ribelli dell'Esercito libero siriano (Els), che accusano il presidente Bashar al Assad di essere un "collaborazionista di Israele e dell'America" e chiedono in cambio della loro liberazione che i soldati del regime di Damasco si ritirino dalla zona.

Uno sviluppo drammatico proprio nella giornata in cui la Lega Araba ha sancito un'importante apertura verso la Coalizione nazionale siriana dell'opposizione, offrendole un seggio nell'organizzazione - a patto che nomini un comitato esecutivo - e affermando, in una bozza di risoluzione, che gli Stati arabi "sono liberi di offrire aiuto militare ai ribelli". Ciò che già fanno alcuni di loro, come Qatar e Arabia Saudita.

Anche la Gran Bretagna si appresta ad offrire ai ribelli veicoli blindati e altro materiale "non letale", tra cui giubbetti anti-proiettile, secondo quanto annunciato dal ministro degli Esteri, William Hague. La comunità internazionale, ha detto Hague, deve essere pronta ad "andare oltre" gli strumenti diplomatici "nel caso non si trovi una soluzione politica al conflitto".

I militari dell'Onu catturati, filippini, fanno parte di un contingente di un migliaio di uomini della forza di disimpegno Undof, schierata sulle Alture del Golan dopo la guerra dell'ottobre 1973, l'ultima combattuta tra Israele e la Siria. L'Onu ha reso noto che i caschi blu sono stati bloccati da una trentina di ribelli mentre effettuavano "una missione di rifornimento" e che una delegazione delle Nazioni Unite è stata inviata sul posto "per valutare la situazione e cercare di trovare una soluzione".

In un video diffuso su Youtube, i ribelli affermano che rilasceranno gli ostaggi solo in cambio del ritiro delle truppe del regime di Assad dal vicino villaggio di Jamlah, investito negli ultimi giorni dai combattimenti. Nelle immagini si vedono i militari delle Nazioni Unite a bordo dei loro mezzi bianchi: almeno tre veicoli blindati e un'autocisterna di acqua.

Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu in serata ha condannato il rapimento dei peacekeeper, esigendone la liberazione senza condizioni.

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