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Sos elefanti, 2013 sarà anno record traffico avorio
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Allarme rosso per gli elefanti africani: il 2013 si prospetta come una nuova annata record del traffico d'avorio e l'ennesima escalation di un massacro. Il primo summit africano centrato sulle dinamiche del contrabbando si è appena chiuso in Botswana, incassando un accordo su una serie di misure per affrontare l'emergenza Africa, che rischia di perdere un quinto dei suoi elefanti nei prossimi dieci anni.

Sono già 18 i maxi-sequestri di avorio rilevati quest'anno, cioè di almeno 500 kg ciascuno, per un volume complessivo di 41,6 tonnellate, quota record degli ultimi 25 anni. Il bollettino con i dati preliminari arriva da Traffic, il network internazionale che effettua il monitoraggio del commercio di flora e fauna selvatica.

La possibilità che quest'anno sia stata applicata la legge in maniera più rigorosa rispetto al passato esiste, ma di fatto "dal 2000 al 2013, i movimenti su larga scala di avorio sono stati costantemente in crescita in termini di numero di spedizioni e quantità di avorio venduto illegalmente" spiega Tom Milliken di Traffic, il programma del Wwf e dell'Unione mondiale per la conservazione della natura (Iucn). "Il 2013 già rappresenta un aumento del 20% rispetto al precedente picco del 2011: siamo enormemente preoccupati" aggiunge Milliken.

Le rotte del commercio illegale di avorio non sono sempre le stesse: dal 2009 sono passate dall'Africa occidentale e centrale all'Africa orientale, con Kenya e Tanzania come porti principali di uscita, passando poi per Malesia, Vietnam, Hong Kong con destinazione Cina e Thailandia. Negli ultimi due anni però i trafficanti sembra stiano puntando su nuovi Paesi per far uscire la merce, come Togo e Costa d'Avorio, con Spagna, Turchia, Emirati arabi uniti, Sri Lanka e Indonesia come nuovi Paesi di transito.

Fra le misure di emergenza prese dal summit di Gaborone, che ha riunito Paesi africani e asiatici chiave per il commercio fuorilegge del nuovo "oro bianco", c'è quella di classificare il traffico di fauna selvatica come un "crimine grave", ma anche la mobilitazione di risorse finanziarie e tecniche per combattere il traffico e ridurre la domanda di avorio illegale.

Impegnata nella lotta a tutela degli elefanti e altre specie nel mirino dei bracconieri c'è anche l'Unione europea, che ha deciso di finanziare con 12,3 milioni di euro il programma MIKES, per il periodo 2014-2018. Il nuovo progetto prevede azioni di formazione e di supporto operativo, un monitoraggio rafforzato delle popolazioni di animali e del fenomeno del bracconaggio, aiutando a migliorare l'applicazione della legge nella lotta contro le uccisioni illegali e creando anche un sistema di risposta di emergenza all'escalation delle uccisioni degli animali e del commercio fuorilegge di avorio.

Secondo l'ultimo bilancio, sono circa 22mila gli elefanti sterminati illegalmente nel continente africano solo nel 2012, una cifra che si considera superiore a quella necessaria ad una crescita della popolazione, destinata così al declino.

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