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Hollande: Valérie pronta a perdonarlo e a seguirlo in Usa
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L'ormai proverbiale indecisione di François Hollande si misura in queste ore con il pressing forsennato dei suoi consiglieri, che chiedono al presidente francese di decidere in tempi rapidissimi sulla sua vita privata. Valérie Trierweiler, dal rifugio della Lanterne, sarebbe ancora pronta a perdonare. E addirittura a seguire il compagno nella cruciale visita di Stato dell'11 febbraio a Washington.

Quest'ultimo scenario con lieto fine non sembra tuttavia il più probabile e il presidente, secondo fonti dell'Eliseo citate ormai ampiamente sui media francesi, ambisce a una seconda parte del mandato da vivere in solitudine all'Eliseo, con un ritrovato celibato.

Julie Gayet, l'attrice di 41 anni con la quale avrebbe da mesi una love story, non metterebbe comunque mai piede nel palazzo presidenziale - stando alle fonti - mentre un ritorno della Trierweiler, 48 anni, non sembra una soluzione praticabile.

Il presidente prende però ancora tempo, e resiste agli assalti dei consiglieri del "cerchio magico" che insistono per una decisione entro la fine di questa settimana: "se non decide alla svelta - ha detto un ministro dietro anonimato - perderà tutti i punti guadagnati con la conferenza stampa e torneranno a galla le critiche sulla sua indecisione".

A far diventare una data cruciale il viaggio da Michelle e Barack Obama è stato una settimana fa lo stesso Hollande. Il quale, davanti ai giornalisti di tutto il mondo riuniti all'Eliseo, ha fissato proprio all'11 febbraio, giorno della partenza per Washington, la data limite entro la quale dovrà aver comunicato le sue decisioni sulla sua situazione personale.

Tanti elementi sembrano al momento in gioco. Valérie, ancora in convalescenza dopo lo shock emotivo che l'ha vista crollare e finire in ospedale - isolata dal mondo per una settimana - è sempre nella residenza di stato della Lanterne, vicina al castello di Versailles. "Riposa", come ha ripetuto il presidente le uniche due volte in cui ha fornito una risposta sulla sua compagna ai giornalisti che lo interrogavano.

Sulle sue intenzioni, nonostante un black out assoluto, le fonti dell'"entourage" sono unanimi: pronta a perdonare, a riprendere il suo posto di première dame, addirittura a salire sull'aereo presidenziale per la Casa Bianca.

Un'anticipazione del sempre informato settimanale "Le Canard Enchainé" di domani rivela che un parlamentare socialista vicino all'Eliseo teme - fra le altre cose - che una Trierweiler furiosa possa riprendere a twittare, a farsi intervistare o addirittura a scrivere un libro: "tutto dipenderà dal modo in cui Hollande la tratterà. E lui lo sa", ha aggiunto il parlamentare, fornendo una chiave di lettura delle tormentate ore che sta vivendo la coppia.

"Se andiamo verso una rottura - riflette un altro stretto collaboratore del presidente - dovrà essere qualcosa di dignitoso ed elegante nei confronti di Valérie Trierweiler. E, soprattutto, si deve evitare che Julie Gayet si insedi all'Eliseo. Almeno in un primo momento".

Intanto uno studio pubblicato in prima pagina da "Le Monde" mostra i cittadini francesi pessimisti e diffidenti nei confronti della politica, delle istituzioni e dell'Europa, ma anche dei propri simili. Secondo un sondaggio realizzato da Ipsos-Steria dall'8 al 14 gennaio, giorno della conferenza stampa del presidente Hollande, l'85% dei francesi ritiene che la Francia sia oggi in declino (anche se per il 65% il processo "non è irreversibile").

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