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La DSC è più forte, Martin Dahinden
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La Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) è più forte di prima grazie alla sua nuova strategia d'integrazione con gli altri protagonisti della politica estera. A sostenerlo è stato oggi a Berna il suo capo, Martin Dahinden, in occasione della conferenza stampa annuale. Il 2014, anno in cui Dahinden lascerà la funzione, sarà caratterizzato in particolare dall'aiuto umanitario d'urgenza e dalle riflessioni sui nuovi obiettivi per lo sviluppo.

Il Consiglio federale aveva convalidato nel 2012 una strategia unificata per la cooperazione internazionale della Svizzera per il 2013-2016. Nonostante l'integrazione più stretta della DSC con il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) e le sinergie con gli altri dipartimenti, Dahinden rifiuta qualsiasi riduzione dei crediti quadro per condurre a buon fine i suoi compiti.

Nel 2014, gli avvicinamenti tra la DSC e le ambasciate svizzere proseguiranno. Una maggiore quantità di denaro va spesa "nei progetti piuttosto che nella gestione amministrativa", ha insistito Dahinden.

L'aiuto umanitario si focalizzerà quest'anno nelle zone di crisi come Siria, Centrafrica, Filippine e Sud Sudan, ha precisato il delegato della Confederazione all'aiuto umanitario Manuel Bessler.

Vi è particolare attesa per i dibattiti a settembre all'Assemblea generale dell'Onu per preparare l'agenda post-2015 in materia di obiettivi dello sviluppo. La Svizzera fa parte del gruppo di lavoro incaricato di tale questione.

L'ONU ha d'altra parte decretato il 2014 anno dell'agricoltura famigliare. La Svizzera finanzia programmi di sostegno ai piccoli coltivatori in Georgia e in Burkina Faso, paesi dove la cooperazione allo sviluppo è attiva da 40 anni.

Dahinden lascerà la guida della DSC l'estate prossima per diventare ambasciatore di Svizzera a Washington. Effettuerà il suo ultimo viaggio ufficiale in maggio in Kirghizistan, paese con il quale la Svizzera ha lanciato una cooperazione allo sviluppo 20 anni fa.

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