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Ungheria: exit poll, Orban vince con 48% voti
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È in testa e vincerebbe con il 48% dei voti il partito di Fidesz di Viktor Orban, secondo i primi exit poll dell'istituto Nezopont (vicino al governo) delle elezioni ungheresi. Alleanza democratica avrebbe il 27% e Jobbik il 18%.

Viktor Orban, 50 anni, protagonista delle elezioni di oggi, è per moltissimi ungheresi un eroe nazionale, oltre che un leader indiscutibilmente carismatico. Per altri è tuttavia soprattutto autoritario, un uomo intollerante che guida il paese allontanandolo dai valori europei.

Di tutti coloro che 25 anni fa collaborarono alla trasformazione democratica dell'Ungheria, Orban è l'unico rimasto sulla scena politica. Nel 1994, ha cambiato campo: da liberale, si è mutato in conservatore, divenendo leader della destra, con cui vinse le elezioni del 1998. Battuto dai socialisti nel 2002, ha riorganizzato il partito, facendone una formidabile macchina elettorale, e ha cominciato una nuova marcia verso il potere, riconquistato nel 2010.

Jobbik (i migliori), fondato nel 1999 come movimento dei giovani di destra nelle università, Jobbik è oggi un partito estremista, di chiara ispirazione razzista e neonazista. Non è contro l'Ue, ma contro i rom, contro gli ebrei. Il leader, Gabor Vona, 36 anni, insegnante di storia, è un ex seguace di Orban: ha infatti cominciato a occuparsi di politica in un circolo politico vicino al premier conservatore, prima di diventarne un concorrente. Con appelli alla lotta armata, e dando vita a un'organizzazione paramilitare, la Guardia Ungherese, Vona indica nei rom, negli ebrei, negli omosessuali e nei comunisti i "nemici". Il programma di Jobbik proclama ordine e disciplina

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