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Il "ribelle" di sinistra Jean Ziegler compie 80 anni sabato
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Il sociologo ed ex consigliere nazionale ginevrino Jean Ziegler compirà 80 anni sabato senza aver perso un'oncia della sua combattività. "Se non lottassi più non potrei continuare a guardarmi nello specchio", confida all'ats alla vigilia del suo compleanno.

Nato a Thun (BE) il 19 aprile 1934 in una famiglia protestante conservatrice, Ziegler parte a Parigi subito dopo aver ottenuto la maturità per studiarvi diritto. Nella capitale francese scopre il marxismo, si iscrive al Partito comunista e frequenta il romanziere e filosofo Jean-Paul Sartre e l'abbé Pierre, il sacerdote fondatore dell'organizzazione per i poveri Emmaüs.

A 30 anni, Jean Ziegler incontra Ernesto "Che" Guevara, al quale fa fra l'altro da autista durante un soggiorno a Ginevra. Al giovane elvetico che vuole seguirlo a Cuba per partecipare alla lotta contro l'egemonia statunitense, il rivoluzionario argentino raccomanda di combattere il "mostro" nella Svizzera in cui è nato.

È al rientro di un viaggio in Congo, agli inizi degli anni Sessanta, che il sociologo dedica i suoi primi saggi al Terzo Mondo.

"Una Svizzera al di sopra di ogni sospetto", pubblicato nel 1976 e nel quale il sociologo denuncia fra l'altro il ruolo delle multinazionali elvetiche, gli garantisce una notorietà mondiale. La sua virulenza è invece meno apprezzata in Svizzera, dove buona parte dell'establishment gli è apertamente ostile.

Jean Ziegler ha pubblicato complessivamente una ventina di saggi, fra i quali "la Svizzera lava più bianco" negli anni Novanta, nel quale il professore denuncia il sistema bancario elvetico. "I miei libri sono le mie armi", suole dire l'intellettuale ginevrino.

Oltre ad insegnare all'Università di Ginevra e alla Sorbona, Ziegler è pure attivo sul piano politico: dopo aver rappresentato il partito socialista al Consiglio comunale di Ginevra, il sociologo fa parte del Consiglio nazionale dal 1967 al 1983 e poi nuovamente dal 1987 al 1999.

Nel 2000, il polemista ginevrino è designato relatore speciale per il diritto all'alimentazione del Consiglio dei diritti umani dell'ONU, carica che ricoprirà fino al 2008 e nel quadro della quale denuncia la Banca Mondiale, il Fondo monetario internazionale (FMI) e l'Organizzazione mondiale del commercio (WTO), da lui definite "i tre cavalieri dell'Apocalisse".

Ancora oggi, a pochi giorni dall'ottantesimo compleanno, Jean Ziegler denuncia vigorosamente "l'ordine cannibale del mondo", la "geopolitica della fame" che provoca la morte per malnutrizione di un bambino ogni cinque secondi.

Fra le personalità che lo hanno maggiormente marcato, il sociologo cita - oltre a Che Guevara, Jean-Paul Sartre e l'abbé Pierre - il defunto presidente del Venezuela Hugo Chàvez e l'ex segretario generale dell'ONU Kofi Annan.

Ritiene invece diffamatorie le critiche espresse nei suoi riguardi per i legami intrattenuti in passato con il colonnello Muammar Gheddafi. L'intellettuale ginevrino riconosce solo di essere stato invitato a Tripoli in tempi in cui il leader libico "era ancora lucido di mente e riceveva tutta la sinistra europea".

Attualmente, Jean Ziegler è vicepresidente del Consiglio consultivo per i diritti umani delle Nazioni Unite.

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