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Orso nei Grigioni: un problema internazionale dice Mario Cavigelli
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La strage di pecore in Bassa Engadina suscita il timore che a compiere l'opera sia stato l'orso M25, proveniente dal territorio italiano. Agricoltori e politici si dicono preoccupati e il consigliere di stato grigione Mario Cavigelli si dice convinto che il problema dell'orso debba essere risolto sul piano internazionale.

Da una settimana M25, un maschio di due anni ed entrato dal Trentino, sconfina tra Grigioni e Austria. È stato soprannominato "killer delle pecore". Secondo il quotidiano "Die Südostschweiz", la notte scorsa ha ucciso almeno nove ovini e non erano i primi.

L'Ufficio cantonale della caccia per il momento non si esprime. Ha preso invece posizione il titolare del Dipartimento costruzioni, trasporti e foreste, Cavigelli, il quale dopo essersi molto rammaricato per l'accaduto, afferma che non è compito dei guardiacaccia proteggere gli animali d'allevamento. Agli occhi delle autorità M25 non è un orso problematico, ma sorprende il suo comportamento.

In fin dei conti, secondo Cavigelli, per il canton Grigioni i compiti che riguardano l'orso sono una conseguenza del progetto di regolamento varato in Trentino, quindi in Italia, dove si stima che vivano fino a 50 esemplari di plantigrado. "E questo è un problema da risolvere sul piano internazionale".

Fatto sta che sugli alpeggi dei Grigioni, nei tre mesi estivi, si contano fino a 130 mila animali da reddito: 56 mila pecore, 23 mila mucche, 45 mila vitelli e 6 mila pecore. Si calcola che a fine stagione tra 1000 e 1500 capi non facciano ritorno nelle stalle, per vari motivi. La protezione dagli attacchi dell'orso o dei lupi non è impresa facile, secondo il veterinario cantonale Rolf Hanimann. Il territorio è vasto, gli alpeggi quasi mille e per erigere dei recinti bisogna inerpicarsi portandosi appresso pali e chiodi.

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