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Libia: oltre 20 morti e 150 feriti in scontri a Bengasi
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Si fa sempre più confusa ed esplosiva la situazione nell'est della Libia, in particolare a Bengasi, dove oggi sanguinosi combattimenti hanno causato almeno 24 morti e quasi 150 feriti, coinvolgendo oltre a guerriglieri jihadisti, a ex ribelli autonomisti e a entità tribali, anche un gruppo paramilitare guidato da un generale in pensione e dotato di aerei ed elicotteri dell'aeronautica.

Tripoli ha smentito qualunque coinvolgimento dell'esercito regolare nei combattimenti, ma la formula usata dal governo libico risulta decisamente ambigua. "L'esercito e i rivoluzionari", ha detto il capo di stato maggiore Abdessalem Jadallah, fanno un appello "all'esercito e ai rivoluzionari perché si oppongano a qualunque gruppo tenti di prendere il controllo di Bengasi con la forza delle armi".

Ad entrare in azione con pesanti bombardamenti aerei sono stati comunque soldati fedeli al generale in pensione Khalifa Haftar, nativo della zona orientale libica, dalla fine degli anni '80 per vent'anni negli Stati Uniti dopo aver disertato dall'esercito di Muammar Gheddafi.

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