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USS: per uguaglianza salariale e contro precariato
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L'Unione sindacale svizzera (USS) intende proseguire la battaglia per i lavoratori più sfavoriti dopo la cocente sconfitta nella votazione sul salario minimo generalizzato a 4000 franchi. Durante l'assemblea generale, riunita oggi a Berna, i delegati hanno adottato diverse risoluzioni a favore dell'uguaglianza salariale e contro il precariato.

Il risultato della votazione di domenica è sicuramente deludente, ma l'iniziativa è comunque riuscita a migliorare la situazione di numerosi lavoratori. Il limite di 4000 franchi è entrato nella mentalità, afferma un comunicato. Il problema dei bassi salari rimane comunque insoluto e i sindacati prenderanno alla lettera i datori di lavoro che durante la campagna hanno lodato il sistema basato sui Contratti collettivi di lavoro e il partenariato sociale, afferma l'USS.

I sindacati si concentreranno su due obiettivi: combattere la discriminazione salariale delle donne e aumentare il tasso di copertura dei contratti collettivi da 50 a 60% dei lavoratori.

Le differenze salariali ingiustificate fra donne e uomini non possono essere risolte con misure volontarie. Gli ultimi dati pubblicati dall'Ufficio federale di statistica infatti dimostrano che invece di diminuire lo scarto salariale è passato dal 18,4 al 18,9 %. L'USS chiede quindi che vengano organizzati controlli sul territorio nazionale da parte di un'autorità tripartita con facoltà di agire e infliggere sanzioni.

Secondo i sindacati l'accettazione dell'iniziativa contro l'immigrazione di massa, lo scorso 9 febbraio, rischia di peggiorare la situazione dei lavoratori. Alcuni ambienti hanno infatti chiesto di favorire l'arrivo di immigrati con permessi di corta durata, che renderebbero più precario il mondo del lavoro. Per l'USS è quindi necessario incrementare le misure di accompagnamento. I sindacati si batteranno anche contro l'iniziativa Ecopop, che chiede di limitare l'immigrazione allo 0,2% annuo.

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